C’è un sito di video che vuole fare concorrenza a YouTube con la blockchain

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Foto by Dlive

Qualche giorno fa ha fatto notizia che lo youtuber PewDiePie avrebbe tenuto il suo primo streaming su DLive, una piattaforma di video streaming, basata sulla blockchain e su una criptovaluta chiamata Lino.

Con più di 94 milioni di fan, lo svedese Pewdiepie è lo youtuber più popolare al mondo. Uno dei più ricchi, visto che secondo Forbes guadagna circa 15 milioni di dollari l’anno, e sicuramente uno dei più controversi, per via di certe prese di posizione politiche a favore dell’alt-right e del suprematismo bianco.

Ma per una volta è stata la scelta di spostare le sue dirette “in esclusiva” su una piattaforma di video ancora poco nota a metterlo al centro del dibattito, dopo che qualche giorno prima aveva apertamente criticato gli algoritmi di Youtube. “Sono entusiasta di ricominciare a trasmettere dal vivo regolarmente”, ha ammesso PewDiePie, il cui vero nome è Felix Kjellberg. “DLive è perfetto per me perché sono trattato come un vero partner, proprio come tutti gli altri streamer sulla piattaforma”.

Poi ha promesso di donare 50mila dollari in Lino Point a 100 creatori meritevoli. Marketing, sicuramente. Ma DLive potrebbe aver fatto un colpaccio: PewDiePie trasmette una volta alla settimana i suoi streaming a partire da domenica 14 aprile. Per ora, non è chiaro per quanto tempo lo farà. Ma è probabile che un po’ dei suoi fan potrebbero seguirlo.

Cos’è DLive?

DLive si definisce una piattaforma dirompente di live streaming” ed è stata costruita su Lino, una blockchain fondata nel 2017. Raccolti i primi 20 milioni di dollari in finanziamenti da Zhen Fund, una società di venture capital con sede a Pechino, Fbg Capital, DFund e In Blockchain, il sito è partito con uno staff di circa 30 dipendenti.

Oggi ha 3 milioni di utenti attivi mensili e 35mila streamer attivi, che premia con un sistema di ricompense basate su una criptovaluta chiamata Lino Point. Ogni Lino Point vale 0,012 dollari e può essere acquistato tramite le app di DLive o il sito di DLive.tv, utilizzando PayPal o altre criptovalute. I creatori di contenuti ricevono fino al 90 percento dei punti Lino che guadagnano pubblicando i loro contenuti sulla piattaforma.

Un meccanismo premiale così conveniente ispira i videomaker molto più di Youtube. “DLive è un luogo in cui invece di competere gli uni contro gli altri, i creatori si sostengono a vicenda. Incentiviamo tutti a creare contenuti di altissima qualità per gli spettatori”, ha dichiarato Wilson Wei , il co-fondatore di Lino Network, in un comunicato stampa.

E ha aggiunto: “PewDiePie è sempre stato un fiero sostenitore del valore che i creatori portano con il loro duro lavoro, tempo e impegno, e crede nella visione di DLive. La nostra piattaforma di live streaming ha il potenziale per cambiare per sempre il modo in cui i creatori sono rappresentati in questo settore, e siamo orgogliosi di avere PewDiePie che ci aiuta a realizzare questo progetto”.

Lo youtuber svedese non è la prima “star” a scegliere DLive. Prima di lui già si era palesato Alex Jones, speaker radiofonico americano di estrema destra, autore di fake news come “Michelle Obama è un uomo”. Un po’ troppo anche per una piattaforma alternativa: infatti Jones qualche giorno fa è stato bloccato per aver violato le linee guida di incitamento all’odio.

Soldi

Oggi PewDiePie su DLive ha “solo” 183mila follower. Il che genera una domanda: perché mai un creatore di contenuti dovrebbe lasciare Youtube per una piattaforma minore? Un motivo possono essere le percentuali. DLive trattiene per se solo tra lo 0,2% e il 9,9% dei punti Lino assegnati ai creatori di contenuti. A loro va tutto il resto.

YouTube può arrivare a chiedere fino al 45-50 percento dei guadagni di un videomaker, i calcoli sono presto fatti, anche se i punti Lino hanno un valore ancora molto basso.

Cosa ci guadagna DLive? Wei ha finora rifiutato di commentare come la società si aspetti di guadagnare denaro. “Stiamo crescendo rapidamente – la monetizzazione non è nei nostri piani a breve termine”, ha ammesso: “Il nostro unico obiettivo è la crescita”.

Ed è anche a questo che forse servono i richiami alla blockchain: non potendo sfidare Youtube sui numeri, DLive cerca di sedurre i suoi “tuber” con le virtù attribuite alla tecnologia dei bitcoin, non ultima la trasparenza. “La blockchain Lino – si legge nell’overview – contiene identificatori univoci per contributori, fornitori di infrastrutture, sviluppatori di app, validatori e visualizzatori, e consente a qualsiasi piattaforma di contenuti che adotta Lino di utilizzare correttamente i profili di registrazione dei record di identità da parte di ciascuno degli stakeholder”.

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