Ecco i paesi con la benzina più cara al mondo (anche più dell’Italia)

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Benzina
Foto: Pixabay

Il caro benzina che ha portato il prezzo al litro a superare i 2 euro in certe zone d’Italia non sembra ancora dare segnali d’arresto. E se tra le cause nostrane ci sono soprattutto le accise e le tasse che lo Stato ha imposto sul carburante, in un quadro più generale anche altre nazioni stanno risentendo dell’andamento altalenante del prezzo del greggio registrato nelle ultime settimane.

Altalena dei prezzi

Dopo i picchi del 23 aprile scorso, quando si sono raggiunti i 66 dollari al barile, la situazione sembra ora assestarsi su livelli più stabili, anche se si registra un aumento complessivo dei prezzi del 40% dall’inizio dell’anno. A pesare sui rialzi sono state anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che settimana scorsa ha annunciato di voler azzerare tutte le esenzioni e le deroghe per gli Stati che acquistano il petrolio dall’Iran, con la volontà esplicita di colpire l’economia del Paese arabo e di uscire dagli accordi che il suo predecessore Barack Obama aveva firmato nel 2015.

E tra i principali importatori del greggio iraniano ci sarebbero 8 Paesi che rischiano ora di incorrere nelle sanzioni statunitensi nel caso in cui non rispettassero il blocco degli approvvigionamenti imposto da Washington. Tra questi, oltre all’Italia, ci sono anche la Grecia, Taiwan, la Cina, l’India, la Turchia, il Giappone e la Corea del Sud.

Il caso Teheran

Se l’Italia, insieme a Grecia e Taiwan, ha già sostanzialmente azzerato le importazioni da Teheran, la Cina, l’India e la Turchia sono invece tra i principali clienti dell’oro nero proveniente dall’Iran. Ma, nonostante siano Paesi con una richiesta interna sempre maggiore e con alti tassi di importazione, in Cina e in India non si supera la soglia di un euro al litro, e ci si ferma rispettivamente a quota 95 centesimi a Pechino e 94 a Nuova Delhi.

A far registrare i prezzi più alti alla pompa sono invece soprattutto gli stati europei. Secondo i dati riportati su globalpetrolprices.com e aggiornati al 22 aprile scorso, complessivamente sono le nazioni europee a pagare di più per il pieno al distributore, mentre i Paesi produttori ed esportatori hanno prezzi molto più bassi.

La situazione in Europa

I dati relativi al vecchio continente aggiornati al 29 aprile evidenziano che nella fascia tra 1 e 1,50 euro si trovano l’1,20 euro al litro della Slovenia, gli 1,23 dell’Austria, e si sale poi verso gli 1,34 della Spagna e gli 1,43 euro dell’Irlanda.

Al di sopra della soglia di 1,50 euro si trovano la Germania, con un prezzo di 1,51 al litro, la Finlandia, con 1,58 euro, e la Francia, dove le prime proteste dei gilet jaunes sono nate proprio in opposizione ai rincari del carburante, che si attesta ormai sugli 1,59 euro al litro.

Tra le nazioni con il carburante più caro in Europa ci sono l’Italia che, anche con gli aumenti degli ultimi giorni, ha fatto registrare un prezzo medio di 1,66 euro con dei picchi anche di 2 euro in certe zone del Paese, e la Grecia, con 1,69 euro al litro. Ma l’Italia, nella top 10 delle nazioni in cui un litro di carburante costa di più al mondo, ha anche il triste primato dei prezzi più elevati di tutti i Paesi del G20.

Peggio di noi tra gli stati dell’Unione europea fanno la Danimarca, con 1,77 euro al litro, e i Paesi Bassi, con 1,83 euro, il più alto in Europa. A guidare invece la classifica mondiale degli Stati con la benzina più cara è Hong Kong, dove mediamente un litro costa attorno ai 2,22 euro.

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