Con il programma Artemide la Nasa vuole portare un’astronauta donna sulla Luna entro il 2024

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Eugene Cernan, fra gli ultimi astronauti che hanno toccato il suolo lunare nel 1972 (foto: Nasa/Science Photo Library via Getty Images)

L’annuncio di Jim Bridenstine, amministratore della Nasa, non lascia spazio al dubbio: stiamo per tornare sulla Luna. “We are going forward the moon to stay”, si legge sulla pagina della Nasa, ovvero “stiamo andando verso la luna per restarci”. Un obiettivo ambizioso, annunciato da Bridenstine, che prevede il ritorno e l’atterraggio di astronauti sul nostro satellite naturale entro il 2024. Ma non è tutto. La Nasa sta pianificando l’invio della prima astronauta donna che toccherà il suolo lunare, come ha dichiarato in una comunicazione ufficiale l’amministratore della Nasa. Finora, infatti, 12 astronauti hanno poggiato i piedi sulla luna ed erano tutti uomini – fra gli ultimi due, nella missione Apollo 17, lo statunitense Eugene Cernan (nella foto).

Il 20 luglio 2019 ricorre il 50° anniversario dell’allunaggio: sono passati 50 anni da quando la missione Apollo 11 toccava la superficie della luna. Ed oggi gli Stati Uniti si stanno impegnando per ripetere al più presto questa esperienza spaziale eccezionale. Pochi mesi fa, nel marzo 2019, la Nasa aveva annunciato di volerci tornare entro 10 anni. Ma oggi, nel maggio 2019, il progetto sembra ancora più preciso e circostanziato.

“Come sapete – dichiara nel video Jim Bridenstine – il presidente Trump ci ha attribuito il difficile incarico di portare la prima donna e un nuovo astronauta uomo al Polo Sud della Luna entro il 2024”. Trump ha stanziato un finanziamento ulteriore di 1,6 miliardi di dollari per raggiungere questo obiettivo. Qui il video completo dell’annuncio.

“Il presidente Donald Trump – aggiunge Bridenstine – ha chiesto alla Nasa di accelerare i nostri piani di tornare sulla Luna e di far atterrare di nuovo esseri umani sul suolo lunare entro il 2024. Ci andremo con nuove tecnologie innovative e sistemi per esplorare un maggior numero luoghi sulla superficie di quanto sia mai avvenuto”. L’obiettivo è “andare e stare” sulla luna, come riferisce Bridenstine: “e poi utilizzeremo ciò che abbiamo imparato per compiere il prossimo enorme salto – inviare gli astronauti su Marte.

Un inedito spaziale, quello dell’atterraggio di una astronauta donna sul suolo lunare, che vede finalmente le donne protagoniste anche sulla Luna. Il nome dato dalla Nasa a questo programma è Artemide, la divinità greca – la dea della caccia, identificata anche come personificazione della luna, e sorella gemella di Apollo (il nome della missione di 50 anni fa).

Attualmente la Nasa sta costruendo un particolare veicolo, l’Orion Spacecraft, che rappresenterà la prossima generazione delle capsule per il volo spaziale umano. Orion, che consente la presenza di un equipaggio di 4 persone, potrà portare gli astronauti più lontano di quanto avvenuto finora. Gli specialisti stanno lavorando alla realizzazione di questo veicolo, combinato e attaccato ad una struttura più grande, il Gateway, in orbita intorno alla Luna. Ad esempio, il lander sarà più pratico perché potrà atterrare in qualsiasi punto della superficie lunare.

La Nasa lancerà Orion su un potente razzo, lo Space Launch System (Sls) da uno spazioporto modernizzato al Kennedy Space Center in Florida. Inizialmente, nella prima missione, chiamata Exploration Mission-1, Orion senza equipaggio si avventurerà percorrendo migliaia di chilometri oltre la luna. A seguire, si succederanno operazioni sempre più impegnative con l’equipaggio, ad esempio un volo di prova intorno alla Luna, prima delle missioni operative sul Gateway.

Nonostante l’annuncio del progetto, restano delle perplessità, come riporta un articolo su The Atlantic, e alcuni rimangono scettici. Questo soprattutto a causa dei tempi molto stretti e della grandezza dell’impresa, ma anche del fatto che siamo già stati sulla luna e qualcuno non vede l’opportunità di tornarvi. Al contrario, il capo della Nasa ribatte che proprio la stretta sui tempi gioca a favore della riuscita del progetto. Questa esplorazione è importante, inoltre, per conoscere meglio il suolo lunare e ottenere informazioni che possano servire per recarsi più lontano, ad esempio su Marte.

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