Com’è navigare nello spazio in VR (puoi farlo anche tu)

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Dopo avervi raccontato come è nata e chi sono i suoi creatori, siamo stati a provare la macchina per la realtà virtuale di VitruvianVR nel capannone vicino a Padova dove il progetto è nato. Non solo garage di Palo Alto, l’innovazione trova anche strade tutte italiane e avrete modo di provare questa futuristica invenzione di persona al Wired Next Fest in scena a Milano a fine maggio. La sofisticata macchina per la realtà virtuale consentirà al pubblico la navigazione nello Spazio, in stile Millennium Falcon, con tanto di salto nell’Iperspazio grazie a Space Dive.

Space Dive è un’esperienza nata appositamente per VitruvianVR grazie all’adattamento per questa macchina di Space Engine, il simulatore spaziale (in fase di sviluppo e liberamente scaricabile) realizzato dal programmatore-astronomo russo Vladimir Romanyuk. Space Dive però è opera del giovane regista italiano Giovanni Fantoni Modena. “Volevamo riprodurre la sensazione che provano gli astronauti durante le esplorazioni spaziali, quella che dicono sia in grado di cambiare per sempre le proprie percezioni”, spiega Giovanni, “quello che portiamo a Milano è un prototipo non commerciale al momento, ci fa piacere essere presenti al Wired Next Fest e avere altri feedback degli utenti per migliorare l’esperienza”.

Salire su VitruvianVR non è semplice, è necessario essere aiutati da qualcuno più esperto, ma soprattutto bisogna fare attenzione a non inciampare nella struttura. È già in programma un’evoluzione in cui l’utente sarà comodamente seduto su una sedia avvolgente in stile gamer, la sicurezza è affidata a una cintura presa a prestito dal mondo rally, con sei punti di chiusura. Conviene anche provare il visore VR prima di salire, perché i movimenti non convenzionali dei vari cerchi uniti al visore potrebbero spaesare parecchio l’utente e le sue sensazioni.

Una volta in posizione, per muoversi è necessario premere i tasti di entrambi i due joystick, questo per evitare comandi involontari e relativi incidenti. Guardando in una direzione specifica, inizia la navigazione, spostando lo sguardo verso il basso la velocità aumenta, verso l’alto diminuisce. L’effetto “wow” è garantito e dopo pochi secondi veramente ci si sente un astronauta nello spazio, in grado di sorvolare la superficie della Luna, attraversare Saturno o guardare da vicino un buco nero.

Ci ha stupito in particolare il fatto che, salvo una prima volta in cui ci si ritrova di colpo paralleli al pavimento, l’esperienza con VitruvianVR è molto meno impattante di quanto si potrebbe pensare guardando da fuori la struttura. L’esperienza è fruibile a chiunque, a patto di procedere per gradi e dedicare una fase iniziale all’apprendimento dei movimenti.

La macchina al momento nasce per essere venduta ad altre aziende (prezzo stimato sui 30.000 euro), che a loro volta utilizzeranno l’esperienza per grande pubblico o per altri fini privati. Considerate anche le incessanti innovazioni dal lato hardware, in grado di migliorare il sistema, a nostro parere le applicazioni di VitruvianVR sono infinite, sia più ludiche, magari con un multiplayer in stile Fortnite, sia didattiche o scientifico, militari. Per il momento rimane la possibilità di provare a Milano una macchina unica in tutto il mondo e in tempi di grandi ritorni di Toy Story vale veramente il motto: “fino all’infinito e oltre”.

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