Lucca Comics & Games, le polemiche sul poster dell’edizione 2019

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È stato presentato lo scorso 10 maggio nell’ambito del Salone del libro di Torino il poster della prossima edizione del Lucca Comics & Games. La più grande manifestazione europea dedicata a fumetti e non solo terrà la sua prossima edizione dal 30 ottobre al 3 novembre prossimi. Rispettando la consuetudine che affida ogni anno il compito a un artista diverso, il manifesto svelato negli scorsi giorni è opera dell’illustratrice Barbara Baldi, nota per titoli grafici come Lucenera e Ada e vincitrice dei premi Gran Guinigi e Micheluzzi. L’immagine incarna il tema dell’anno, Becoming Human, e rappresenta una donna in abiti d’epoca (ma con scarpe da ginnastica) intenta ad abbracciare una figura robotica sullo sfondo del Teatro del Giglio di Lucca. Dopo i primi apprezzamenti il poster però ha accesso alcune polemiche legate alla sua originalità.

In molti, infatti, hanno fatto notare come il fondale rappresentasse in modo in tutto e per tutto mimetico i palchetti del teatro lucchese, mentre altri hanno indicato una fonte ben precisa per la costruzione del braccio bionico (ovvero l’artista 3d Vladislav Ociacia, che però ha diffuso le sue creazioni nella sezione royalty free di Shutterstock). Alcuni hanno dunque chiesto alla disegnatrice se avesse o meno chiesto i diritti ai diretti interessati prima di incorporare le loro opere e si è tornato a parlare in modo critico della tecnica del photo bashing, ovvero quella tecnica di fondere fotografie o sfondi 3d nelle proprio composizioni grafiche o illustrazioni. In molti accusano questa modalità di essere poco creativa, di non produrre opere completamente originali e soprattutto da assimilarsi al plagio.

Dopo che la polemica è stata ripresa anche dal sito internazionale Bleeding Cool, è arrivato il chiarimento da parte della stessa organizzazione del Lucca Comics & Games: “Il poster 2019 è un oggetto ibrido, nella tecnica e nelle intenzioni, un’illustrazione che cita la concept art e usa il photobashing, mescolando elementi fotografici a elementi illustrati digitalmente“, specificando poi i credits dei vari elementi: “Al poster hanno collaborato Studio Kmzero (art direction), Aldo Novarese (font), il Teatro del Giglio, che ha fornito la foto dello sfondo, e Vladislav Ociacia (via Shutterstock) per il design del braccio robotico“. Da parte sua Baldi sul suo profilo Facebook ci scherza su: “Il mio prossimo fumetto si chiamerà Il Braccio dell’Androide”. Già vedo il pubblico in delirio“, scrive in un post.

La polemica comunque sembra destinata ad acquietarsi, anche se probabilmente è stata un’ottima occasione per riflettere sul tema dell’originalità dell’illustrazione nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

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