Se le elezioni europee fossero un episodio di Game of Thrones

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Geert Wilders, leader del partito di estrema destra olandese Partito per la libertà, vota in un seggio per le europee (foto: BART MAAT/AFP/Getty Images)

Forse – meglio ancora: probabilmente – vi è capitato di immedesimarvi in un personaggio di Game of Thrones, la seguitissima serie di Hbo. Quasi sicuramente, però, non avete mai pensato che gli europei di oggi somigliassero in qualche modo ai personaggi della saga. Eppure, secondo l’European Council on Foreign Relations, un think tank pan-europeo che promuove lo sviluppo di una politica estera comunitaria, il paragone è evidente. Anzi, permetterebbe di comprendere ciò che c’è in ballo alle elezioni europee.

Mark Leonard, direttore dell’European Council, scrive che l’Unione europea è assimilabile a Westeros, il continente occidentale dove è ambientata la saga, perché l’elettorato è molto più mobile di quanto si crede, spostandosi da una parte all’altra talvolta in maniera inaspettata, a seconda della situazione. “Il panorama politico europeo è un campo di battaglia imprevedibile dove le alleanze cambiano di continuo, caratterizzato soprattutto da una radicale volatilità“, si legge nell’editoriale.

In base a questa interpretazione, non è quindi possibile dividere i cittadini in base a categorie predefinite: establishment/anti-establishment, popolo/élite, società aperta/società chiusa. Più efficace sarebbe, scrive Leonard, allargare i confini e classificare gli elettori in base a ciò che pensano del sistema, inteso come status quo. Lo rispettano come gli Stark o vorrebbe distruggerlo come gli Sparrow?

Chi è chi, a Westeros (Europa)

L’European Council on Foreign Relations suddivide i cittadini dei 28 stati membri in quattro gruppi: gli Stark, dal nome della casata nobiliare più importante nel Nord, gli Sparrow, dal nome della setta guidata da High Sparrow, gli Incontaminati che hanno come loro punto di riferimento Daenerys Targaryen e infine i Bruti.

Gli Stark sono tutti coloro che credono che il sistema, di base, funzioni. Ciò non significa che non possa essere modificato o migliorato, ma ogni cambiamento – secondo questo gruppo – deve però essere frutto di una volontà politica o di un voto. Secondo Leonard, gli Stark rappresentano circa il 24% dell’elettorato e sono presenti soprattutto nei paesi nordici, Germania, Danimarca e Svezia in primis.

Simili agli Stark sono gli Incontaminati, un gruppo di cittadini che, nella saga, somiglia a tutti quegli schiavi che Daenerys Targaryen, madre dei draghi, ha liberato nelle sue numerose tappe. Gli Incontaminati, dice Leonard, sono gli europeisti: coloro che rifiutano tutti i nazionalismi e guardano a progetti comunitari, come l’Ue o l’Onu, considerati la soluzione per tutti i problemi a carattere nazionale. Anch’essi ammontano a circa il 24% dell’elettorato e hanno una forte rappresentanza in Ungheria, Spagna, Polonia e Romania.

Di tutt’altra idea sono gli Sparrow, che radunano tutte le persone deluse e arrabbiate che vorrebbero distruggere il sistema. È il caso dei gilet gialli e di tutti gli elettori e gli esponenti di quei movimenti che promettono di eliminare la corruzione e rimettere l’onestà al primo posto. Gli Sparrow, nel mondo fantastico (ma non troppo) creato da Leonard, sono il 38% dei cittadini europei e vivono soprattutto in Francia, in Italia e in Grecia.

Infine, ci sono i Bruti, quelli che “vivono al di là del muro”. In questa categoria, Leonard fa confluire tutti i nazionalisti euroscettici che, scrive, “ottengono molta attenzione sui media ma raggiungono poco più del 14% dell’elettorato”. Per intenderci, il leghista Matteo Salvini, il premier ungherese Viktor Orban, il fautore della Brexit Nigel Farage, Marine Le Pen in Francia, e i rispettivi elettorati. I Bruti, secondo i sondaggi, vivono soprattutto in Italia, in Austria e in Danimarca.

Chi vincerà?

I partiti politici, per prevalere, non devono parlare di immigrazione, di economia e neppure di europeismo. “Un sondaggio dell’European Council of Foreign Relations e YouGov mostra che una grande maggioranza di europei non sente il bisogno di scegliere tra la propria identità nazionale e quella comunitaria”, scrive Leonard. “Anche i partiti politici nazionalisti lo hanno capito, ed è per questo che hanno smesso di parlare dell’uscita dall’euro o dall’Unione europea”.

La ricetta per vincere sarebbe quindi una: gli Stark e gli Incontaminati devono convincere gli Sparrow e i Bruti a tornare dalla loro parte. Come? Risolvendo i loro problemi e presentandosi come “agenti credibili del cambiamento”. La missione, scrive il direttore del think tank, è particolarmente difficile nei paesi dove gli Sparrow e i Bruti sono al potere o costituiscono la maggior parte dell’elettorato (l’Italia rientra in entrambe le categorie), ma non c’è altro modo per salvare l’architettura europea di Westeros. Alcuni, aggiunge, lo hanno capito e hanno dedicato tutti i loro sforzi a cercare di attirare almeno i 149 milioni di indecisi.

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