James Rollins al Wired Next Fest: “Le tecnologie hanno sempre lati oscuri”

0
107
Questo post è stato pubblicato da this site
rollins
(foto: Ernesto Ruscio)

Ex veterinario, speleologo, subacqueo, ma soprattutto scrittore di libri di avventura che sono divenuti dei grandissimi bestseller: James Rollins è tutto questo e al Wired Next Fest 2019 di Milano è intervenuto per parlare della sua attività di autore ma soprattutto per presentare la sua ultima opera, Il segreto dell’inquisitore (Editrice Nord), che fonde come di consueto misteri del passato e risvolti tecnologici del presente: “Io mi considero ancora un veterinario ma soprattutto un uomo di avventura: cerco di mettere le mie passioni sulla pagina. Ma certo è difficile fare l’equilibrista fra i tre ingredienti fondamentali: i misteri storici ancora da svelare, le sfide scientifiche che ci riguardano da vicino e dei luoghi esotici“.

Ma quello di Rollins non è un esoticismo classico: “Per esotico infatti non intendo l’isola deserta o inesplorata, ma piuttosto tutte quelle porte con scritto ‘Accesso vietato’, come i musei o i laboratori”. Per cercare di svelare questi luoghi inaccessibili questo scrittore si documenta molto: “Per scrivere quest’ultimo libro ho fatto più di 90 giorni di ricerca, consultando 22 specialisti di intelligenza artificiale. Cercavo di capire quando saremmo arrivati ad avere degli esseri artificiali senzienti: alcuni dicevano che mancano 5-10 anni, altri ancora sostenevano che ci siamo già“.

Il tema della tecnologia è spesso affrontato nei romanzi di Rollins: “Ho voluto scrivere una storia che metta in guardia i lettori, se dovremo trovarci di fronte all’intelligenza artificiale meglio allearsi con essa invece che sfidarla“. In effetti i mezzi tecnologici rappresentano sempre una sfida: “Strumenti come Google Maps o smartphone sono i primi nemici degli scrittori di avventura, perché permettono di metterne in dubbio l’accuratezza. Ad esempio con Google Maps mi è accaduta una cosa strana: una volta ho chiamato una base militare per sapere la sua esatta ubicazione, loro mi rifiutavano l’informazione perché era classificata, invece l’ho trovata sulle mappe online. Ma quando sono andato a controllare in fase di editing, quella stessa area era stata rimossa“.

rollins
(foto: Ernesto Ruscio)

Luci e ombre, insomma: “La tecnologia ha ovviamente moltissimi aspetti positivi, abbiamo accesso a una quantità di informazioni senza precedenti. Ma ha sempre anche dei risvolti oscuri: quando è stata inventata la stampa, il libro più diffuso dopo la Bibbia è stato proprio il Malleus Maleficarum, che ha portato all’inquisizione delle streghe di cui parlo sul libro“. E l’intelligenza artificiale che potrebbe sostituire gli scrittori stessi? “Penso che finora siano stati fatti solo tentativi con poesie o recensioni. Non siamo ancora arrivati ai romanzi ma la prospettiva è preoccupante: l’ultima cosa che voglio sono altri competitor“.

Anche ne Il segreto dell’inquisitore torna la Sigma Force, una divisione segreta del dipartimento della difesa americano formata da agenti dalle grandi conoscenze scientifiche: “Sono stati gettati fuori dall’esercito per vari motivi ma ora sono una risorsa importante. Io li creati da zero, orecchiando informazioni qua e là, ma ora sono diventati come parte della famiglia, mi sento circondato dalla loro presenza. Sono ormai al 14esimo romanzo con loro“. Una famiglia allargata, in qualche modo, perché la sua formazione veterinaria è fondamentale per la sua ispirazione: “La scienza e la medicina sono la mia passione, le incorporo sempre nelle mie pagine. Ma poi mi hanno fatto notare una cosa strana, ovvero che nei miei libri ultimamente hanno cominciato ad esserci molti più animali. E questo è iniziato quando ho chiuso la mia clinica veterinaria e quindi inconsciamente ho dirottato nella scrittura la mia passione per i libri”.

Rollins però esclude che questa sua inclinazione scientifica sfoci in un romanzo di fantascienza puro: “Preferisco occuparmi del passato e delle sue ricadute sul presente: ad esempio occuparmi dell’inquisizione, in cui donne che sfuggivano ai criteri di una cultura oppressiva e patriarcale erano messe al rogo, è un modo per aprire gli occhi su come anche le donne di oggi siano considerate meno degli uomini, soprattutto in ambito scientifico“. Il passato sarà ancora centrale nella sua prossima opera, come ci ha rivelato in esclusiva: “Sono da sempre appassionato di mitologia classica e delle vicende dell’area mediterranea. Nel prossimo libro parlerà di Omero e di come le sue avventure abbiamo un fondamento storico reale“.

The post James Rollins al Wired Next Fest: “Le tecnologie hanno sempre lati oscuri” appeared first on Wired.