A Firenze una libreria consiglia il romanzo giusto per stare meglio

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Ormai da anni l’editoria italiana sta attraversando un momento di crisi. Questo è noto a tutti. Che esista una grande sproporzione dei libri immessi sul mercato rispetto a quelli venduti (ciò dovuto soprattutto al basso numero di lettori) è fuori di dubbio. Dall’altra parte internet ha accorciato le distanze tra distributore e fruitore di qualsiasi prodotto, e quindi anche tra casa editrice e lettore. Chi di noi non ha acquistato titoli da Amazon o IBS a causa della pigrizia di uscire per strada e andare il libreria? La conseguenza di queste due tristi verità è che piccole realtà librarie locali si trovano sempre più frequentemente costrette a chiudere i battenti con una grave perdita dal punto di vista culturale e territoriale.

Eppure c’è qualcuno che riesce, con tenacia e arguzia, e magari grazie a un’idea stravagante e originale, a rimettersi in gioco e far rifiorire la sua attività, superando quelle che sono le difficoltà oggettive di un mercato spietato. È il caso di Elena Molini, 35 anni, una libraia di Firenze che grazie alla sua intuizione geniale è riuscita a far parlare di sé e a dare una nuova veste alla sua passione e al suo lavoro.
In via Ripoli, 7 infatti è nata una Piccola farmacia letteraria. In una trentina di metri quadri, Elena è riuscita a concepire un business del tutto innovativo, partendo da quella che lei ha notato essere una vera e propria esigenza dei suoi clienti. Qui ogni libro è concepito come un farmaco che può curare un preciso “malessere”. Depressione, scarsa autostima, solitudine, ansia, tristezza… non c’è disagio personale che un buon libro non riesca a risolvere. Da qui il successo grazie a un passaparola che ha avuto nei social network un grosso complice.

Ma da dove è venuta fuori l’idea? Dopo aver lavorato per anni in una catena di librerie, Elena ha notato che sempre più spesso le persone le chiedevano suggerimenti sulle loro letture e che i consigli erano più efficaci quando lei riusciva a intercettare lo stato d’animo del lettore. Così, nella sua piccola libreria, è esposta una legenda con elencati un buon numero di “malesseri” dell’anima ai quali sono associati diversi colori. Ogni testo poi ha un piccolo bugiardino, del colore relativo alla “malattia”, che spiega in breve il contenuto del libro e a quali “mali” esso può portare giovamento, le indicazioni terapeutiche, gli effetti collaterali e la posologia, proprio come se fosse un vero medicinale.

D’altronde chi ha la passione per la lettura sa bene quanto un buon romanzo, o una buona silloge poetica, come anche un saggio, possano portare conforto alla mente e sollevarci dagli affanni della vita, e non solo momentaneamente, ma regalandoci risposte che riescono a durare nel tempo. C’è chi legge per evadere, chi per sentirsi meno solo, chi invece per trovare delle risposte a problemi esistenziali, o semplicemente perché vuole conoscere di più. Elena ha saputo raccogliere questi bisogni, li ha interpretati e ha creato una figura nuova: una sorta di guida letteraria che forse può aiutarci a vivere meglio.

Voglia di fare, di sperimentare e di reinventarsi hanno fatto il resto, e i risultati già si fanno vedere.

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