La guerra dietro la pagina Wikipedia di Donald Trump

0
137
Questo post è stato pubblicato da this site
(foto: Getty Images)

La pagina Wikipedia in lingua inglese del presidente statunitense Donald Trump è la più visitata al mondo tra quelle dedicate a una singola persona, e gli editor dell’enciclopedia online, in media, la vedono come una grande causa di fastidio: gestirla è infatti uno dei lavori più faticosi da svolgere sul portale. Soltanto a gennaio di quest’anno la pagina è stata visitata 156 milioni di volte, registrando 30 milioni di visite in più di quella del predecessore di Trump, Barack Obama.

Il sistema alla base di Wikipedia, ossia la possibilità di contribuire al contenuto di ogni singola voce presente sull’enciclopedia da parte degli utenti, ha reso la pagina dedicata a Trump un terreno di battaglia, provocando discussioni e polemiche nella community dei wikipediani, coloro che con regolarità si occupano di modificare e creare le voci dell’enciclopedia online. Prendete il 16 luglio 2018, quando Trump si è di fatto schierato con Vladimir Putin sul caso delle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016 – il famigerato Russiagate – durante una conferenza stampa a Helsinki: a pochi secondi dai fatti, la pagina era già una polveriera di commenti sulla sua sezione dedicata agli editor. Qualcuno sosteneva si trattasse solo di un’altra figuraccia trumpaina; altri, come un gruppo di wikipediani intervenuto nel dibattito, pensava che la mossa di Trump avesse un “valore enciclopedico di lunga durata”.

Ed è così per ogni cosa, più o meno: Slate ha intervistato alcuni di questi wikipediani, che hanno rivelato alcuni meccanismi in moto dietro alla pagina di Trump. Di norma le pagine di Wikipedia possono essere modificate più o meno da chiunque, rispettando le linee guida necessarie a mantenere le voci dell’enciclopedia oggettive e neutrali. Esistono delle intelligenze artificiali in grado di prevenire o eliminare in automatico gli interventi volgari, limitando anche gli utenti che intervengono ripetutamente violando le norme o accedendo con account multipli.

Ma nel caso della pagina in lingua inglese su Trump le cose si complicano, spiega Slate. Sebbene chiunque possa richiedere una modifica delle voci presenti, spetta solo a una cerchia più ristretta di utenti – con un maturato grado di anzianità sulla piattaforma – decidere se accettare o no tali modifiche. Per la pagina di Trump, inoltre, esiste un comitato editoriale non ufficiale che ha lo scopo di preservare l’integrità della voce.

La gestione della pagina di Trump è molto simile a quella di altre pagine controverse, come quella sul conflitto israelo-palestinese, con la differenza sostanziale che rimane la pagina di Wikipedia più visitata di tutte.

La pagina raccoglie una biografia del personaggio con numerosi rimandi da altre pagine di approfondimento, come qualunque voce di Wikipedia: su questa, però, si consuma una guerra quotidiana. La parte più oggetto di discussione, spiega Slate, si trova nel terzo paragrafo, quello che parla delle elezioni del 2016 dicendo che “many of his comments and actions have been characterized as racially charged or racist” (molte sue azioni sono state descritte come razzialmente prevenute o razziste); per alcuni editor molto tenaci, quel “racially charged” sarebbe un termine troppo inefficace, e inadatto a indicare le uscite xenofobe del presidente.

Un altro problema riscontrato dalla pagina di Wikipedia di Trump riguarda le fonti: l’enciclopedia spesso indica come fonte delle proprie voci il New York Times o il Washington Post che sono stati a più riprese definiti dallo stesso Trump “faziose e divulgatrici di bufale”. Questo particolare ha mosso molti sostenitori di Trump a modificare le voci dell’enciclopedia, poiché non riconoscevano l’autorità di queste testate.

Chi sono gli editor della pagina di Trump

Stando a quanto racconta Slate, a combattere la guerra dietro la pagina del presidente sono figure molto diverse fra loro: tra i più attivi ci sono “Scjessey” (nickname di Simon Jessey), un insegnante di college della Pennsylvania che si definisce “socialmente progressista, ma fiscalmente un po’ conservatore”; “Jfg”, editor da più di 10 anni che scrive (o più che altro edita) dalla Svizzera; “MrX”, l’iniziatore del dibattito sui fatti di Helsinki, che oltre a Trump si occupa di voci di architettura e geografia; e “MelanieN”, l’amministratrice che ha deciso di chiudere la pagina quando la discussione si è fatta troppo aspra, di recente: oltre a dirigere il traffico sulla pagina di Trump, si occupa di voci relative alla città di San Diego.

Dalla sua creazione, la pagina di Donald Trump è stata modificata circa 28mila volte. E verrà sicuramente modificata ancora.

The post La guerra dietro la pagina Wikipedia di Donald Trump appeared first on Wired.