5 libri per capire i minibot

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Sono uno degli scatti d’ingegno più discussi – se non, ultimamente, il più discusso – del governo gialloverde: i minibot, nati per iniziativa del responsabile economia della Lega, il no euro Claudio Borghi Aquilini, per qualcuno sono il primo passo (di lato) verso la sostanziale uscita dell’Italia dall’euro; altri, invece, devono ancora capire bene di cosa si tratta, dato che si tratta più o meno di una novità assoluta. Per questo motivo – spoiler! – 5 libri sui minibot di fatto non esistono. Accontentatevi di quelli che seguono, e speriamo bene.


Claudio Borghi, Minibot – Sovranità e democrazia

Abbiamo un contrattempo: non esistono libri per capire i minibot perché si tratta di un’invenzione estemporanea di Claudio Borghi, responsabile economico della Lega di Salvini dal 2014, il quale in bibliografia conta soltanto un libro su come investire sul mercato dell’arte. L’intero scibile sulla questione è tuttavia rappresentato da un’agile brochure fatta circolare poco prima delle elezioni del 2018, che ha il merito di spiegare in maniera molto semplice l’idea. Va detto che ha anche un secondo merito, perfetto con questo caldo, ovvero di gelare il sangue di chiunque si preoccupi della sorte della zona Euro. In effetti Borghi parla di un ambizioso programma di emissione di minibot per l’ammontare di un centinaio di miliardi di euro, una vera e propria valuta pronta all’uso in caso di Italexit. Ma attenzione al comma 22, implicito: più diventa plausibile che l’Italia esca dall’Euro, più i detentori di minibot tenderanno a preferire gli euro ai minibot, che quindi tenderanno a valere sempre meno, e più lo stato se li ritroverà in pancia al momento di levare le tasse, così trovandosi costretto a indebitarsi sempre di più all’estero… Le reazioni di preoccupazione da parte dei potenziali investitori stranieri e delle istituzioni sovranazionali appare quindi proporzionata alla radicalità del programma, formulato nero su bianco poco più di un anno fa.

Massimo Amato e Luca Fantacci, Fine della finanza (Donzelli)

I minibot o sono debito o sono valuta, ha detto Draghi, e la differenza in fondo è soltanto una: la loro circolabilità. Se posso trasferire un pagherò, comprarci il caffè, allora comincia ad assomigliare a un moneta. E in fondo la moneta era nata precisamente in questo modo, come racconta questo libro: come titolo di debito nei confronti del sovrano, che ha iniziato a circolare, e che nessuno poi è più andato a riscuotere presso di lui. La resa dei conti è sempre rimandata. La liquidità misura precisamente la capacità di circolare. Se invece il pagherò non lo accetta nessuno, o per legge ne limiti il trasferimento, resta puro debito, solido come pietra: stai semplicemente restituendo il debito con un altro titolo di debito. Ma l’idea di Borghi è precisamente di replicare quel gesto fondativo per mezzo del quale il debito diventa moneta, e non dovrà dunque mai essere ripagato. Geniale, a modo suo. C’è solo un piccolo problema, come diceva Draghi: i minibot o sono debito o sono valuta — e in questo caso sono illegali (art. 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea).

Adolphe Thiers, La banca di John Law (Il glifo ebook)

Ogni tanto nella storia umana ne spunta uno così: geniale, appunto, con un’idea nuova e coraggiosa. Prima lo deridono, poi lo ascoltano, e alla fine affondano tutti assieme a lui. Prendete John Law, appunto, un faccendiere inglese che dopo una brillante carriera di giocatore d’azzardo nelle bische di tutta Europa nel 1720 riesce a farsi nominare ministro delle Finanze del regno di Francia, poco prima di essere costretto a fuggire oltre frontiera. Al re Sole era piaciuta la sua idea di far scomparire in un sol colpo l’intero debito pubblico impacchettandolo in titoli di credito circolanti, ma l’esplosione di una terribile bolla finanziaria aveva un po’ rovinato i piani. Perché ogni tanto anche le idee geniali si scontrano con la realtà.

Geminello Alvi, Le seduzioni economiche di Faust (Adelphi)

C’era un tempo, forse concluso, in cui Geminello Alvi esercitava una certa influenza sulla destra italiana, magari ricorrendo a Giulio Tremonti come corpo ospite di certe piccole eterodossie liberali-conservatrici. All’origine della sua reputazione di economista-sciamano questo libro più poetico che rigoroso, utile per inquadrare in una prospettiva storica più ampia certe tentazioni che possono facilmente venire ai governanti, come quella di usare la serie La casa de papel come manuale di politica monetaria. L’avvertimento era nel Faust di Goethe, che metteva in scena le conseguenze nefaste della creazione monetaria dissennata. A immagine del capitalismo, scrive Alvi, “Faust tende con giovanile energia oltre ogni limite”. E più precisamente, “Mefistofele cristallizza in denaro lo Streben di Faust, l’intrapresa è vinta dalle istituzioni del patrimonio, che seducono Faust nel loro giuoco all’accumulo”. Stava forse parlando di Borghi?

Guido Martina, I pensieri di Paperone (Mondadori)

Nel 1973 Mondadori pubblicava questo divertente libretto rosso scritto da Guido Martina, il grande vecchio visionario del fumetto Disney italiano. Al suo interno, aneddoti dalla vita di Paperon de’ Paperoni ma anche diversi aforismi che in qualche modo anticipano quel mix di furbizia e cinismo che caratterizzano la visione economica del responsabile economico della Lega. Innanzitutto la creatività: “La matematica è un’opinione che ognuno puo interpretare a proprio vantaggio”. Riguardo all’inflazione, poi: “Chi possiede tutto non possiede mai abbastanza. Tanto più che il ‘troppo’ storpia ‘tutto’. Si, fuorché i dollari”. Ma attenzione, anche per PdP vale la regola: “Il denaro puzza soltanto quando è falso”.

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