L’intelligenza artificiale che riconosce se hai photoshoppato una foto

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Intelligenza artificiale Adobe
(Foto: Adobe)

Adobe presenta una nuova intelligenza artificiale che potrà finalmente svelare in modo inequivocabile quando una foto è stata modificata. Lo strumento definitivo contro i ritocchini degli influencer su Instagram?

Caso classico: foto al mare in costume con posa tattica, sembra tutto molto bello, ma perché l’orizzonte è ondulato e le linee verticali tutte curve? Semplice, perché si è andati pesanti di Photoshop. Se però si è molto abili (e soprattutto si usa il software su computer invece che su smartphone) sarà molto difficile smascherare i ritocchi digitali. A meno che l’intelligenza artificiale Adobe non venga sguinzagliata: potrebbe proprio essere come lo shock di incontrare di persona qualcuno che ammiriamo soltanto sui social in scatti apparentemente perfetti.

In realtà, questa soluzione si presenta per un compito più gravoso e assai importante nella lotta alle fake news, le cui fondamenta sono le foto ritoccate con Photoshop (o software similari). Queste immagini modificate danno infatti una grossa mano a diffondere disinformazione, a portare evidenze fasulle a fatti mai accaduti e corrompere la percezione della realtà.

Il lavoro dei debunker non può che arrivare a posteriori (dato che il buon senso del singolo, spesso, nemmeno si muove ad azione, credendo a ciò che si vede) e così c’è sempre più necessità di una mossa preventiva o, quantomeno, in tempo reale. Si stanno combattendo sul nascere le fake news già con Google e anche su Facebook.

Ok, ma le foto? Che siano immagini modificate per scopi politici oppure semplicemente primi piani per aumentare followers e fare impennare i like su Instagram poco cambia, visto che l’AI andrà a scovare cosa non quadra. D’altra parte è vero che la migliore difesa arriva da chi produce lo strumento di offesa (in questo caso, non per scopi illeciti, sia chiaro) e così Adobe ha addestrato l’AI con decine di migliaia di foto manipolate passandole con il machine learning (con la collaborazione dell’Università del Maryland) per imparare a riconoscere quando un’immagine è stata ritoccata. Sia essa un ritratto, un panorama o qualsiasi altro soggetto.

Adobe presenta l’AI come un modo per “Aumentare la fiducia nei digital media“. C’è anche un video dimostrativo che racconta come si è allestito il software. Il punto di partenza è che in ogni foto ritoccata, anche quella che sembra più perfetta, ci sono degli indicatori inequivocabili. Possono essere anche solo pochi pixel, ma qualche traccia viene sempre lasciata. Combinandola con i metadati contenuti nel file ed eventuali watermark, si potrà risalire all’immagine originale per scovare l’inghippo.

Sono tre i fattori ricercati dall’Ai: clonazione, splicing e rimozione. Nel primo caso un elemento viene copiato e incollato in un’altra parte ad esempio come per l’aumento di gente in una folla. splicing implica un elemento preso in una foto e mosso in un’altra. La rimozione è presto spiegata ed è ampiamente utilizzata anche per inestetismi e elementi poco appetibili per nei ritratti.

AI Adobe elementi
(Foto: Adobe)

Come sonda il terreno l’Ai? Va cercare cambiamenti nei colori primari, analizzando anche il rumore e variazioni di luminosità al netto di artefatti reali creati dal sensore della fotocamera. Adobe conferma che questo “antidoto” non sia ancora perfetto, ma offrirà una prima grossa mano per smascherare i ritocchini. Creatori di fake news e instagrammer poco sinceri sono avvisati.

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