L’Italia è ufficialmente in fase di declino demografico

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(foto: Getty Images)

Nel 1950 l’Italia era il decimo paese più popoloso al mondo, con 47 milioni di abitanti. Oggi non è più nella top ten e, più passa il tempo più perde posizioni.

Secondo i dati appena resi pubblici dall’Istat, il paese è, per la prima volta da 90 anni, in una fase di declino demografico: il numero degli abitanti diminuisce anziché aumentare. Nel Bilancio demografico annuale per il 2018, si legge che il 31 dicembre 2018 vivevano in Italia 60359546 persone, 124mila in meno rispetto all’anno precedente. Se si paragona questo dato con quello del 2018, si scopre che all’appello mancano circa 400mila persone.

Questa diminuzione è dovuta soprattutto al calo dei cittadini italiani residenti nel paese. Oggi ce ne sono 55 milioni e 104mila, 235mila in meno rispetto al 2017 e 677mila in meno rispetto al 2014. Per farsi un’idea, è come se fosse scomparsa un’intera città delle dimensioni di Palermo. Come è stato possibile? Secondo l’istituto di statistica, questo calo si deve soprattutto a due fattori: il crollo delle nascite e l’aumento degli espatri.

Le cause

L’Istat scrive che nel 2018 i bambini iscritti all’anagrafe sono stati 439747, 18mila in meno rispetto al 2017 (-4%). In generale, si fanno meno figli dappertutto, ma il crollo è più evidente al Centro (-5,1%).

Il numero dei nati è in diminuzione dal 2008. Secondo l’istituto diretto da Michele Camisasca, prima di allora le nascite registravano ancora il segno più, perché gli stranieri residenti in Italia facevano molti figli. Negli ultimi dieci anni, però, anche il numero dei nati da genitori con cittadinanza non italiana è diminuito. Tra le ragioni di questo crollo ci sarebbero il progressivo invecchiamento della popolazione straniera e la diminuzione dei flussi in entrata di persone di sesso femminile nel nostro paese.

Questo crollo ha fatto sì che in Italia il numero dei decessi abbia superato quello delle nascite. In particolare, nel nostro paese sono morte 193mila persone in più di quelle che sono nate. Il saldo è negativo ovunque, a eccezione che a Bolzano, dove la popolazione cresce a un tasso del 1,7 per mille.

La popolazione diminuisce anche perché molti italiani decidono di emigrare all’estero: secondo quanto riporta l’Istat, nel 2018 sono emigrate 157mila persone, duemila in più rispetto al 2017.

 

Il contributo degli stranieri

In Italia, vivono oggi circa 5 milioni e 200mila stranieri, 11mila in più rispetto al 2017. Equivalgono all’8,7% della popolazione italiana e provengono soprattutto da Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina.

Negli ultimi quattro anni, 638mila persone nate al di fuori dei confini hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Se non fosse stato per loro, scrive l’Istat, il numero dei cittadini italiani sarebbe diminuito di 1 milione e 300mila unità anziché 677mila.

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