Le innovazioni del trasporto aereo che miglioreranno la vita ai passeggeri

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(foto: Picture Alliance/Getty Images)

Dublino – Quando si immagina il trasporto aereo del prossimo futuro, su una scala temporale di qualche anno, è difficile prevedere cambiamenti disruptive tanto nei mezzi di trasporto quanto nella logistica della gestione dei passeggeri. Ciò non significa che manchino nuove e buone idee da parte delle compagnie aeree o degli aeroporti, ma le difficoltà oggi si registrano soprattutto durante le fasi esecutive dei progetti, ossia nel trasformare le intuizioni in qualcosa di concreto.

D’altra parte questo collo di bottiglia non sorprende più di tanto, per diverse ragioni. Anzitutto, intorno a ogni realtà aeroportuale ruotano tantissimi partner e aziende, e la coordinazione dei soggetti coinvolti non è affatto banale. In secondo luogo esiste un problema di scalabilità, perché è complicato concepire una soluzione che sia applicabile ovunque quando si ha a che fare con l’infrastruttura logistica che deve gestire centinaia o migliaia di aerei. E da ultimi, non certo per importanza, si aggiungono la lentezza nell’esecuzione di un progetto e la mancanza di una chiara vision imprenditoriale, perché ad esempio si punta unicamente al valore aggiunto economico senza tener conto dei benefici in termini di qualità della vita per clienti e staff.

Nonostante si tratti di un’innovazione lenta e incrementale, con piccole migliorie che solo se combinate tra loro possono dare risultati davvero significativi, ci sono alcune novità in arrivo (o anche già diventate realtà) che meritano di essere raccontate. Visitando il centro di innovazione, ricerca e sviluppo The Dock, costruito nel cuore hi-tech di Dublino e gestito da Accenture, ne abbiamo raccolte 5.

1. La gestione intelligente dell’overbooking

Vincitrice di un concorso per startup indetto da Amadeus, la statunitense Volantio si è fatta notare per aver ideato una soluzione algoritmica capace di creare un sistema vantaggioso per tutti, tanto per le compagnie aeree quanto per i passeggeri. Il punto di partenza è la consapevolezza che, quando un volo è al completo, ci sono persone rimaste fuori che sarebbero disposte a tutto (economicamente) pur di riuscire a partire, mentre tra coloro che hanno il biglietto potrebbe esserci qualcuno non così di fretta. Da qui l’idea: riprenotare, con uno sconto, i passeggeri che possono slittare al volo successivo, e vendere a prezzo maggiorato i biglietti a chi ne ha bisogno più urgentemente, generando quindi un ulteriore guadagno per la compagnia.

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(foto: Dmitry Serebryakov/Getty Images)

La parte davvero interessante è che i passeggeri da riprenotare vengono individuati attraverso un algoritmo, che tramite un sistema predittivo stabilisce qual è la propensione di ciascun prenotato a essere spostato al volo successivo. Il database viene poi incrociato con quello dei passeggeri in lista di attesa, nel tentativo di individuare gli scambi migliori in assoluto. E, al di là delle caratteristiche tecniche specifiche, questo caso mostra come anche una startup possa inserirsi in modo efficace nell’ecosistema del trasporto aereo, pur senza stravolgere il mercato.

2. Le previsioni… dell’annullamento voli

Quando un volo viene cancellato o posticipato di diverse ore, la situazione è della peggior specie: i passeggeri sono arrabbiati, la reputazione della compagnia ne viene danneggiata e il tutto comporta enormi costi aggiuntivi, stimati tra i 35 e i 60 miliardi di dollari all’anno a livello globale. Il più delle volte è colpa del maltempo, mentre in altri casi si tratta di ritardi accumulati oppure di altri imprevisti tecnici. Una possibile soluzione, almeno parziale, al problema arriva da Innovair, un’idea sviluppata proprio all’interno di The Dock che consiste nel tentare di prevedere e anticipare le situazioni problematiche, lasciando ai passeggeri la decisione sul da farsi.

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(foto: Smith Collection/Gado/Getty Images)

Il cuore del progetto consiste in un modello efficiente di previsione basato su reti neurali ricorsive e su un enorme database con tutti i dati di volo degli aeroporti, in modo che il sistema possa auto-addestrarsi e capire quali fattori indicano che sta per verificarsi un disguido. Le previsioni ragionevoli su quanto potrebbe accadere sono quantificate su una dashboard, in cui la probabilità di annullamento viene espressa in percentuale. Quando questa percentuale diventa abbastanza alta da meritare attenzione, il passeggero viene avvisato e può decidere se rischiare e lasciare tutto così com’è, oppure se cambiare volo previa accordo con la compagnia aerea. In alternativa, lo stesso sistema potrebbe essere usato per bloccare le prenotazioni last minute su voli che potrebbero essere cancellati, e in tutti i casi avrebbe l’effetto collaterale positivo di ridurre lo stress dello staff a terra e di dare ai passeggeri una maggior percezione di controllo su quello che sta succedendo.

3. La chat degli assistenti di volo

Un’idea talmente semplice che suona quasi incredibile sia arrivata solo ora. Sui modelli di aeromobile di nuova generazione il volo è così silenzioso che gli assistenti di volo a volte preferiscono non parlare tra loro per evitare di essere di disturbo. Per comunicare, allora, in alcune compagnie è diventata prassi scriversi dei messaggi su dei tovagliolini, con tutta la scomodità pratica che si può facilmente immaginare.

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(foto: Nur Photo/Getty Images)

La soluzione al problema è stata già adottata dalla compagnia finlandese Finnair: attraverso la costruzione di una banale rete wireless interna a uso dello staff, i membri dell’equipaggio oggi possono comunicare attraverso una sorta di smartphone, proprio come in una chat. Per ragioni folkloristiche il dispositivo è stato chiamato virtual napkin, e di fatto è stato implementato e adottato nel giro di pochi giorni, dato che la tecnologia necessaria è di livello base.

4. Il prezzo del biglietto lo decidi tu (forse)

Era novembre 2018 quando Luxair e Air Corsica desideravano cambiare modalità di vendita dei biglietti, personalizzando il prezzo dei biglietti e chiedendo a ogni passeggero quanto avrebbe voluto pagare. In realtà l’idea originale si è rivelata un misero fallimento, perché molti clienti si sono mostrati sospettosi e diffidenti davanti alla domanda ‘Quanto vuoi pagare?’.

Dopo sole 6 settimane di sperimentazione l’idea è stata abbandonata, peraltro senza che ci fossero state grosse esposizioni, e facendo tesoro della lezione imparata è stata adottata una strategia intermedia. Oggi la possibilità di esprimere una preferenza per il prezzo del biglietto viene riservata solo ad alcuni specifici passeggeri, individuati tramite un algoritmo opportuno.

5. Gli acquisti a bordo in un click

Già il titolo chiarisce di cosa si sta parlando: un sistema di pagamento pre-abilitato che consente di comprare cibo o gadget in volo senza doversi preoccupare del contante o di carte di credito. Nella pratica l’idea, che rientra nel filone del frictionless payment, consiste nel far inserire un metodo di pagamento già sul profilo cliente presso la compagnia aerea, e poi includere un’opzione di pagamento attraverso il codice Qr della carta d’imbarco, utilizzabile anche offline durante il volo e combinata con un sistema di invio delle ricevute a posteriori direttamente via app. Naturalmente tutti gli assistenti di volo sono attrezzati con un tablet ad hoc, e un ulteriore vantaggio dal punto di vista della compagnia è la possibilità di associare ciascun acquisto a un passeggero, aprendo alla possibilità di ottimizzare offerte e scorte in base al profilo di chi è in volo.

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(foto: NurPhoto/Getty Images)

Anche se per il momento si tratta solo di un prototipo, il 92% del campione di passeggeri che lo ha già sperimentato ha detto che lo riuserebbe volentieri, e in caso di adozione si stima un incremento del volume di affari derivato dagli acquisti a bordo pari al 13%. Il tutto all’interno di un mercato che, tra l’altro, è già previsto in crescita dagli attuali 18 miliardi di dollari l’anno a 26 nel giro di un decennio. Secondo alcune compagnie, tuttavia, il sistema introduce una complicazione tecnica eccessiva rispetto ai benefici che garantisce, a dimostrazione di come portare innovazione in volo sia tutt’altro che facile.

Le prospettive di un settore che sta invecchiando

In parallelo alla curiosità generata dalle piccole novità, non va però persa la visione di insieme su un settore estremamente complesso. “Molta della tecnologia che ancora oggi si usa nel trasporto aereo è ereditata dagli anni Sessanta, commenta Andrea Marazzi, che si occupa dei rapporti con gli stakeholders del traffico aereo in Amadeus, “a partire dal codice di prenotazione pnr, per arrivare fino al sistema dei ticket, che conserva delle limitazioni ereditate dalla tecnologia della carta copiativa. Oggi tutta l’industria è preoccupata di come si stiano ancora ancora usando modelli di più di mezzo secolo fa e normative vecchie di 40 anni”.

Mentre la maggior parte degli sforzi delle compagnie è orientata a gestire al meglio le prenotazioni, le grandi aziende del web stanno già pensando a come entrare nel mercato, con la possibilità che presto il sistema aeroportuale subisca un vero scossone. D’altronde, ragionando a termine medio-lungo, tutto ciò sembra inevitabile.

“Presto il numero di aeromobili in circolazione diventerà enorme”, spiega Jonathan Keane, direttore esecutivo del settore aviazione in Accenture, “quindi come troveremo, e formeremo, tutti i piloti necessari? Oppure, ribaltando la domanda, se avremo aerei a guida autonoma che faranno tutto da soli, avremo ancora bisogno di uno o addirittura di due piloti a bordo del velivolo? Se anche per il trasporto aereo si passerà al paradigma dell’as-a-service, e se in aeroporto non ci saranno più negozi fisiciparcheggi per le auto private, che cosa resterà del concetto stesso di aeroporto? Questo è il livello di disruption a cui, a lungo andare, dobbiamo prepararci”.

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(foto: Kyodo News/Getty Images)

In ottica cliente-centrica, poi, alcune innovazioni sono richieste a gran voce. Creare un sistema agile di coordinamento per tutti gli aspetti del viaggio dalla partenza da casa fino al ritorno, rendere più veloce la fase di check-in e dei controlli di sicurezza e usare la realtà virtuale per mostrare a un passeggero quale posto esattamente sta acquistando sull’aereo sono solo alcuni esempi della domanda di tecnologia che proviene dai passeggeri. E le compagnie aeree, dal canto loro, si stanno attrezzando per virare il proprio modello di business rendendolo più simile a quello di un retailer come Amazon, cambiando modo di operare così da focalizzarsi il più possibile sull’esperienza di viaggio vissuta dal cliente.

Sul fronte della sicurezza, infine, nel 2020 passerà dalla fase di test a quella operativa il Known Traveller Digital Identity (Ktdi), un progetto in collaborazione con il World economic forum e i governi di Canada e Paesi Bassi per riconoscere rapidamente i viaggiatori in base a parametri biometrici, gestendo tutte le informazioni attraverso un sistema blockchain. Un obiettivo di questa iniziativa, lanciata ufficialmente proprio alla fine di giugno, è arrivare anche alla completa dematerializzazione della documentazione di viaggio, incluso il passaporto.

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