Secondo l’Onu l’Europa dovrebbe riprendere le operazioni di soccorso in mare

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(foto: Marco Di Lauro/Getty Images)

L’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) hanno lanciato un appello a tutti gli stati europei affinché permettano alle ong di continuare a salvare migranti e rilancino le operazioni congiunte di salvataggio in mare.

Il riferimento è soprattutto all’operazione Mare Nostrum lanciata dal governo italiano nel 2013, e all’operazione Triton di controllo delle frontiere Ue che l’ha sostituita dal 2014 al 2018. Secondo le stime, nel complesso queste missioni hanno salvate circa 150mila persone. Nella categoria indicata potrebbe, però, rientrare anche l’operazione Sofia, nata con l’avvallo dell’Onu per contrastare il traffico di essere umani, e interrotta alla fine dell’anno scorso per alcune divergenze tra l’Italia e gli altri stati (sostanzialmente, Salvini non voleva che i migranti sbarcassero in Italia).

“Nel passato recente, le imbarcazioni europee impegnate in attività di ricerca e soccorso hanno salvato la vita a migliaia di persone, permettendo loro di sbarcare nei porti”, si legge nel comunicato. “Dovrebbero ricominciare a farlo e bisognerebbe pensare ad una strategia sul fronte degli sbarchi affinché tutti gli stati condividano questa responsabilità”.

Nel documento, l’Unhcr e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni criticano anche, senza tuttavia nominarlo, il decreto sicurezza bis che punisce con sanzioni amministrative il comandante e l’armatore delle navi che trasportano migranti in Italia. “Le ong stanno svolgendo un ruolo fondamentale nel Mediterraneo e non dovrebbero essere punite per aver salvato vite umane”, si legge.

La situazione in Libia

Secondo le due organizzazioni, la politica migratoria europea non può riguardare solo eventuali operazioni di soccorso, sbarchi e ricollocamenti: i 28 stati membri dovrebbero anche preoccuparsi di ciò che succede in Libia e tutelare i diritti umani dei migranti.

Chiediamo, come priorità assoluta, che tutti i 5600 rifugiati e migranti che sono rinchiusi nei centri di detenzione in Libia vengano liberati e protetti o evacuati in altri stati“, scrivono l’Unhcr e l’Oim, ricordando che a Tripoli è in corso una guerra civile e i migranti sono spesso vittime di abusi.

 

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