Ecco i potenziali tormentoni dell’estate 2019

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Qualcuno di voi è già al mare, lo capiamo dal fatto che sui social network le foto cominciano ad arrivare. Qualcun altro sta per partire, qualcuno lo farà tra qualche settimana o non lo farà proprio. In ogni caso, accesa la radio non avrete scampo: sarete stalkerizzati da quei motivetti che escono apposta d’estate per non darvi tregua, per poi svanire alle prime impressioni di settembre. Non è un caso che sia così, sono realizzati con questo scopo. Parliamo dei tormentoni estivi, le canzoni che vengono costruite appositamente per fare da colonna sonora delle vostre vacanze: che poi questa colonna sonora vi piaccia o no, ve la dovrete comunque sorbire (a meno di non cambiare stazione, spegnere la radio o saltare il brano in streaming). Squadra che vince non si cambia, e in tanti, che hanno vinto l’estate scorsa, tornano a sfidarsi nell’agone del tormentone estivo. A volte, e perché non farlo, ripetendo la stessa formula. Ci sono dei veri specialisti, che sono ovunque, e partecipano alla sfida in più squadre. Nel mondo del tormentone tutto è collegato. Chi vincerà lo sapremo, come ogni anno, intorno a Ferragosto.

Come nei mondiali di calcio di una volta, in cui la partita inaugurale era appannaggio dei campioni in carica, iniziamo la nostra carrellata partendo dai vincitori della scorsa estate, che oggi sperano di rifare il colpaccio…

Jambo, Takagi & Ketra, Omi e Giusy Ferreri

House Music, elettronica e un pizzico di musica etnica ed esotismo. Più la voce roca e graffiante di Giusy Ferreri che, vi piaccia o no, è inconfondibile. Era la ricetta di Amore & Capoeira, il tormentone dell’estate scorsa, cantato a squarciagola anche dei bambini, ignari di cosa significasse quel “non dirmi buonanotte, almeno questa sera”. Takagi & Ketra ci riprovano, cambiando un ingrediente e aggiungendone un altro: in squadra entra anche Omi, che apre il pezzo con un rap, e, al posto del Brasile, c’è l’Africa. Che è solo lo sfondo della solita storia d’amore in terra esotica (“tra il cielo e la Savana tutto girava, Jambo Bwana dicevi tu guardando me”).

Ma nel pezzo si sentono gli strumenti africani, e anche il coro a metà pezzo rievoca quelle terre. Giusy viene usata ancora una volta per un ritornello killer: entra e canta “non c’è bisogno di niente ahi ahi ahi quando la notte ti prende ahi ahi ahi”. E non abbiamo scampo. Lo scorso anno la sua hit fu oggetto dei commenti poco lusinghieri di Ornella Vanoni (“Amore, capoeira, la favela, non sa neanche cosa ca..o dice”): chissà cosa pensa di questo nuovo pezzo… Ketra produce anche i Boomdabash  con Alessandra Amoroso in Mambo salentino.

Ostia Lido, J-Ax

E Takagi & Ketra producono anche questa sicura hit. Puntuale come la fine delle scuole torna anche J-Ax, stavolta senza quello che è stato il suo goliardico sodale del tormentone delle ultime estati, quel Fedez che si è preso una giusta (giustissima) pausa. Ritmi tambureggianti e in levare, e ritornello da gridare a squarciagola. Anche qui il tema riprende quello dello scorso anno, al centro Italiana: basta alla nostra esterofilia e restiamo nel nostro paese. Anche, orgogliosamente tamarri, a Ostia Lido. “Tutti parlano di fare la vacanza colta, ma alla fine vanno dove c’è gnocca”. Si parte da qui per arrivare al ritornello che dà il senso a tutto il pezzo “Cosa importa se sognavi Puertorico, ma se restiamo insieme sembra il paradiso anche Ostia Lido”.

Tequila e San Miguel, Loredana Bertè

Non è stata la vincitrice assoluta della scorsa estate, ma la sua zampata, da grande tigre della canzone italiana, l’ha data, eccome se l’ha data. Loredana Bertè, la nostra rockstar, la nostra sopravvissuta, è tornata, e non in uno show da vecchie glorie. Ma gridando a tutti che è ancora viva. Dopo Non ti dico no, della scorsa estate, con i Boomdabash, è tornata a Sanremo, dove ha convinto con Cosa ti aspetti da me, un brano alla Vasco Rossi.  Ha fatto uscire un album, Libertè, e ora è in tour. Tequlla e San Miguel, scritta da Tommaso Paradiso e Calcutta, è reaggeggiante (l’inizio sembra quello di certe canzoni degli Ace Of Base), molto più delle altre canzoni in gara quest’anno, e poi, lei può, perché lo faceva trent’anni fa con E la luna bussò. Tequila e San Miguel è pura Loredana Berté: se non fosse per la cassa più pompata, e per certi bassi, potrebbe essere una canzone degli anni Ottanta. E la voce di Loredana si sente tutta, non c’è solo nel ritornello, come in un featuring. “Non ne posso più di questo odore di mare, dammi una mano tu a non sentirmi male non le reggo più queste insegne di hotel, passo il tempo in piscina mischiando tequila e San Miguel”. Ci sono il mare e le vacanze, ma è una storia malinconica, come nella miglior tradizione dei tormentoni d’autore (vedi Un’estate al mare), e c’è dentro tutto il male di vivere di cui cantava, anni fa, ne Il mare d’inverno. Facciamo il tifo per lei.

Playa, Baby K 

È in levare, ma è più un reggaeton, anche il nuovo pezzo di Baby K, non vincitrice ma sicuramente piazzata la scorsa estate con Da zero a cento. Per non rischiare che qualcuno non capisca che è un tormentone estivo, intitola la canzone Playa, cioè spiaggia, e mette in chiaro subito i suoi ingredienti “la musica alla playa, l’estate, la notte, la festa” usando anche la cara, vecchia saggezza popolare “tra dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Visto che Giusy Ferreri quest’anno non è in Brasile lo sfrutta lei il “tramonto sudamericano“. La canzone è piacevole, sognante, più melodica di quella dello scorso anno, ma forse anche un po’ più debole.

Maradona y Pelè, Thegiornalisti

Non c’è due senza tre. E  Thegiornalisti, attesi a fine estate dal culmine della loro carriera, il concerto al Circo Massimo di Roma, dopo due canzoni tormentone in due estati, Riccione e Felicità puttana, provano a fare tre su tre: Maradona Y Pelè è la nuova hit annunciata. “Le labbra fanno la differenza in un volto” comincia a cantare Tommaso Paradiso (autore, oltre che del brano della Berté, anche del curioso Come i pesci, gli elefanti e le tigri, prodotto con Takagi & Ketra per il Coro dell’Antoniano), e capiamo che è una canzone d’amore. “I campioni fanno il fuoco a Ibiza con la testa al ritiro” recita il testo, che mescola De Niro e la Tigre di Mompracem, Maradona e Pelè.

La canzone, rispetto alle altre, è più movimentata, ha una cassa potente da serata in discoteca. La cosa che ci piace di Tommaso Paradiso e dei suoi Thegiornalisti è che curano anche molto la parte visiva: e dopo il video dello scorso anno, che citava Verdone, quest’anno siamo in pieno cinema americano, un po’ gli anni Ottanta ripresi da Stranger Things, un po’ il cinema western, un po’ il Tarantino di A prova di morte. E curano molto anche la presenza femminile: dopo Matilda De Angelis in Felicità puttana, qui c’è Benedetta Porcaroli, la protagonista di Baby, come al solito molto intensa. Thegiornalisti ci piacciono per lo stesso modo per cui ci piace Stranger Things: ci portano nel passato, quando avevamo vent’anni e ascoltavamo lo spleen di Luca Carboni, o ancor di più, quando guardavamo alle tv le prodezze di Sandokan e di Maradona. Si chiama saper evocare, ed è una grande dote.

Senza pensieri, Rovazzi con Loredana Berté e J-Ax

La scorsa estate la sua Faccio quello che voglio non ha fatto proprio centro, ma non possiamo dimenticare la sua Andiamo a comandare, tormentone assoluto di qualche anno fa. E allora puntare su Fabio Rovazzi non è sbagliato. Tanto più che insieme a lui ci sono altri due specialisti, che trovate proprio qui sopra come Loredana Bertè e J-Ax. Della sua Senza pensieri ci piace il testo che parla della mania dei social di oggi. “Senza pensieri nessuno vuole problemi, solo fake news e clickbaiting, baby, laureata con 110. brava ma mandami foto dei piedi”. Il video, che uscirà a breve, è girato agli Universal Studios di Los Angeles, sui set della piazzetta di Hill Valley di Ritorno al futuro.

È un’altra cosa, Francesco Gabbani

Aveva vinto a Sanremo, a febbraio, ma la sua Occidentali’s Kharma era arrivata fino all’estate 2017, e aveva conquistato anche le feste dei bambini dell’asilo. Francesco Gabbani torna con È un’altra cosa, la sua via al tormentone, che non ammicca ai soliti generi estivi, come il reggae e la musica latina, ma al rock’n’roll un po’ retro e al surf dei Beach Boys (evocato anche nel video). E poi nel testo ci sono i suoi soliti giochi di parole. “La maggiorana dà sapore ma non sfama, politica pop art, la marjuana puritana non funziona. promette poi non fa. Io per partito preso non son più partito. Ci credi che non credo se non ficco il dito?”. Un saliscendi di parole per dire che “l’estate dentro ai tuoi occhi è un’altra cosa”. È una canzone d’amore, ma alla maniera di Gabbani, artista mai banale. E non è poco.

Margarita, Elodie feat Marracash

Elodie sembra cresciuta, aver lasciato le tute di Amici di Maria de Filippi per un bikini rosso fuoco, pronta per l’estate. E sembra anche aver lasciato certe melodie italiane classiche di qualche Sanremo fa, e aver trovato il suo suono. Un reggae, o reggaeton, torrido e sensuale. La sua Margarita, con Marracash, è una storia d’amore alcolica. “Perché tu con quell’aria delicata, con un fiore tra le dita, bevi un altro Margarita, e mi dici che è finita”. Il pezzo di Elodie ha dentro quella malinconia che, come diciamo sopra, era un classico dei tormentoni storici, e quando c’è non ci dispiace affatto.

Nuova era, Jovanotti

Stiamo arrivando alla fine, e allora iniziamo ad alzare il livello. Jovanotti ha questa cosa bella, che mentre le nuove generazioni di cantautori parlano d’amore con immagini quotidiane, lui parla di “big bang”, di “meraviglie in questa parte di universo” e di “inizio di una nuova era”. Nuova era è il titolo di questa canzone, realizzata con Dardust e simbolo della sua impresa estiva, che non è una canzone tormentone, non è un album, non è un tour negli stadi (quello ormai lo fanno tutti), ma un’enorme festa in spiaggia itinerante, il Jova Beach Party.  “Quando ti guardo mentre balli vedo in cielo i pappagalli” riesce a cantare Lorenzo, e riesce a renderlo romantico e credibile. Ma canta anche “Sulla tua pelle il riflesso delle migrazioni, di bellissime ribellioni, di problemi e soluzioni, la deriva dei continenti ci avvicina”. Non c’è niente da fare, quando parla d’amore parla sempre di qualcosa si più grande e più complesso. La sua canzone è beat sfrenato, è edm, fiati, un mantra perfetto per il suo rito tribale estivo.

There Goes My Miracle, Bruce Springsteen

Ed eccoci al tormentone colto dell’estate: un ossimoro? Forse, o forse no. C’è chi ascolta le radio che suonano musica rock, e ovviamente continua a farlo anche d’estate. E su queste radio, da più di un mese suona, di continuo, questa canzone, che è una nuova vita per Bruce Springsteen. There Goes My Miracle è tratta dal suo ultimo album, Western Stars, ispirato alla musica californiana degli anni Sessanta. Arrangiamenti orchestrali, melodie di ampio respiro, voce che si innalza al di là delle vette conosciute. There Goes My Miracle, su tutte, ispirata a Roy Orbison, sembra portarci verso un tramonto californiano. E, ovunque voi siate, è la canzone perfetta per guardare un tramonto quest’estate.

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