Non solo Intel: tutte le più importanti acquisizioni di Apple

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Beats Solo
(foto: Colorware)

Nella storia delle acquisizioni da parte di Apple di altre società si contano oltre 100 nomi dal 2 marzo del 1988 alle scorse ore. La prima documentata è stata quella di Network Innovations (che si occupava di software) a dodici anni dalla fondazione, mentre l’ultima è quella relativa alla maggioranza delle tecnologie e brevetti (e 2200 dipendenti) per i modem per smartphone di Intel, per una cifra di circa un miliardo di dollari. Quali sono stati gli acquisti più cari e significativi della storia del colosso di Cupertino?

Apple iniziò ad accorpare altre società nel 1988 con l’intento di puntare su realtà giovani e con prospettiva di crescita facendo sue Styleware (molto importante per lo sviluppo di programmi proprietari storici), Nashoba System e Coral Software (l’anno dopo) nel segmento dei software per computer e Orion Network Systems per i sistemi di comunicazione satellitare.

L’acquisizione di NeXT computer nel 1997 consentì il ritorno di Steve Jobs e del lavoro svolto negli anni lontano da “casa” per una somma superiore ai 400 milioni, che per circa 20 anni rimase in vetta alla classifica degli esborsi più cari. Nello stesso anno, altri 110 milioni furono investiti per Power Computing, che produceva prodotti molto simili ai Macintosh.

Nel 1999 venne fagocitata la prima società estera, la britannica Xemplar Education dedicata al software (4,9 milioni). Nel 2000 alcune acquisizioni per migliorare software proprietari come per la tedesca Astarte-Dvd per Dvd Studio Pro e iDvd e l’americana SoundJam Mp per iTunes.

Nel 2001 arrivò PowerSchool, nel 2002 la tedesca Emagic (30 milioni) per sviluppare GarageBand e nel 2005 FingerWorks, importante per le tecnologie di riconoscimento gesture in iOs. Oltre mezzo miliardo di dollari complessivamente considerando i 278 del 2008 per P.A. Semi società di produzione di semiconduttori per i processori Apple, Quattro Wireless per l’advertisting mobile e iAd nel 2010 e, nello stesso anno, i due investimenti da 121 milioni per Intrinsity sempre nel campo dei semiconduttori e Gipsy Moth Studios per lo sviluppo dei dispositivi iOs. Inoltre, Siri entrò in Apple per una somma non comunicata.

Apple alzò il tiro nel 2011 con la svedese C3 Technologies (267 milioni) per le mappe, soprattutto con l’israeliana Anobit per le flash memory (500 milioni, nuovo record) e AuthenTec (356 milioni) per il riconoscimento biometrico di Touch Id, nel 2012. Si ritornò a spendere in Israele nel 2013 con PrimeSense (360 milioni) per la scansione tridimensionale di Face Id e TrueDepth.

Il record assoluto è stato registrato nel 2014 con i 3 miliardi di dollari spesi per Beats Electronics, una delle società più importanti di produzione accessori musicali e di musica in streaming con benefici in hardware e servizi.

La svizzera Faceshift (spesa non dichiarata) nel 2015 servì per le animoji e si arriva al 2018 con il ben noto servizio per il riconoscimento di una canzone Shazam per 400 milioni, poco prima dell’altra britannica Dialog Semiconductor per i chip (600 milioni).

Infine, prima della fetta dei modem Intel, nel 2019 Apple si è assicurata anche l’italiana Stamplay per 5,6 milioni (per lo sviluppo backend) e Drive.ai, per la guida autonoma.

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