Huawei rivoluzionerà la realtà aumentata col suo Cyberverse?

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(Foto: Huawei)

La tecnologia Huawei Cyberverse è stata presentata dal ricercatore Luo Wei in occasione dell’importante Developer Conference lo scorso 11 agosto 2019 presso il campus del lago Songshan di Dongguan, teatro anche dell’ufficializzazione di Harmony Os. Di cosa si tratta? Di un’integrazione profonda tra il mondo reale e quello digitale, oltrepassando i confini della realtà aumentata verso orizzonti dalle ampie potenzialità tecnologico-creative.

Collegando utenti, spazi e dati attraverso l’elaborazione spaziale, fornisce agli utenti dei dispositivi mobili di Huawei una modalità di interazione nuova di zecca e un’esperienza visiva senza precedenti. Persone, dati e luoghi sono collegati attraverso un’elaborazione spaziale tra loro attraverso un nuovo modo di interagire con un effetto visivo molto potente.

Sono due le caratteristiche fondamentali di questa tecnologia che la sostengono. La prima è la fotocamera che può catturare con una precisione, definizione e sensibilità sempre maggiori il mondo circostante. E Huawei in casa ha lo smartphone con la fotocamera migliore del mondo, secondo l’autorevole benchmark di DxOMark, ossia Huawei P30 Pro. La seconda è la connessione veloce alla rete, che con il fiorire dei network di nuova generazione 5g possono dare finalmente propulsione all’Internet delle cose, smart city, auto connesse e tanti altri progetti grazie alla sinergia cloud-pipe-device, ad altissime velocità e soprattutto latenza quasi annullata.

Cyberverse si presenta come una mappa tridimensionale ad altissima definizione, un calcolo dello spazio, distanze e dimensioni molto preciso e un rendering immersivo molto realistico. La precisione scende al centimetro e l’errore di orientamento ad appena un grado. Cyberverse comprende lo scenario e ciò che circonda grazie al deep learning, che analizza le informazioni geografiche e permette al dispositivo di identificare l’ambiente.

huawei cyberverse
(Foto: Huawei)

Tutto molto bello, ma a cosa servirà nella pratica Cyberverse? Secondo Luo Wei troverà spazio in luoghi pubblici, musei, campus, aeroporti, stazioni ferroviarie e centri commerciali come strumento divulgativo, di informazione, assistenza e intrattenimento. Entro la fine del 2019 saranno creati cinque siti di test, che saliranno a 100 prima della fine del secondo trimestre 2020 e 1000 a fine anno.

Insomma, una realtà aumentata di nuova generazione per sempre più servizi a portata di smartphone ovunque ci si trovi (come avere la migliore guida locale, o il migliore esperto di ciò che abbiamo di fronte in ogni momento).

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