Perché gli ex interinali di Amazon chiedono aiuto alla Corte costituzionale?

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Lo stabilimento Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza (LaPresse/Stefano Cavicchi)
Lo stabilimento Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza (LaPresse/Stefano Cavicchi)

Non è stata rispedita al mittente la richiesta di oltre trenta ex lavoratori interinali di Amazon di ottenere dal giudice l’assunzione a tempo indeterminato, ma è stata messa in standby. Perché il legale che li assiste ha giocato la carta della Corte costituzionale. E così ha ottenuto, se non una vittoria, almeno che l’impugnazione degli ex magazzinieri non venisse cassata al primo round, come è già successo agli altri interinali che hanno fatto ricorso contro il colosso dell’ecommerce.

La battaglia legale riguarda le assunzioni a tempo nel più grande magazzino di Amazon in Italia, quello di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, dove tra luglio e dicembre 2017 l’azienda avrebbe superato le quote di lavoratori somministrati sul totale di quelli stabilizzati.

Il caso

Dopo un’indagine l’ispettorato del lavoro l’8 giugno 2018 comunica di aver trovato 1.308 interinali impiegati in quel periodo nel centro logistico, circa tre volte rispetto ai 444 a cui Amazon avrebbe potuto fare ricorso stando al rapporto con i dipendenti fissi. Numeri che aumentano tre mesi dopo, quando in risposta a un’interrogazione parlamentare il sottosegretario del ministero del Lavoro, Claudio Cominardi, cita 1.951 interessati, per via di un ricalcolo dei parametri, come Wired ha potuto accertare analizzando i documenti ufficiali.

Le cause

I sindacati del commercio di Piacenza – Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl Terziario – hanno assistito circa 180 lavoratori che hanno deciso di fare ricorso, dei 245 che ne avrebbero avuto diritto (come ha ricostruito Wired). Altri si sono affidati ai propri avvocati. Finora, tuttavia, le cause aperte nei tribunali di Milano e Piacenza si sono concluse con delle sconfitte per gli ex maganizzieri. Amazon ha sempre respinto gli addebiti, evidenziando che non ha sfondato la quota del 28%, mentre per i sindacati, siccome il ricorso agli interinali non è stato omogeneo nei sei mesi ma legato ai picchi di consegne, come il Black Friday o la campagna di Natale, sarebbero avvenuti degli sforamenti.

La Consulta

L’udienza del 13 agosto, che ha coinvolto circa 30 lavoratori assistiti dall’Ugl, si è conclusa però in modo diverso dalle precedenti. L’avvocato dei magazzinieri, Annarita Bove, ha ottenuto un rinvio a ottobre per decidere se passare il carteggio alla Corte costituzionale. L’obiettivo di coinvolgere la Consulta è una mossa da tempo allo studio dei legali degli ex interinali e si basa sulle circostanze irrituali del ricorso.

Di norma un lavoratore somministrato ha sessanta giorni di tempo dalla scadenza del contratto per rivalersi sul datore di lavoro e ottenere la stabilizzazione. Quindi, stando alla lettera, gli ex maganizzieri di Amazon sarebbero fuori tempo massimo, visto che hanno depositato le loro impugnazioni ben oltre i termini di legge. Tuttavia, è la linea dell’avvocato Bove, non avrebbero potuto fare altrimenti, visto che hanno potuto fare ricorso solo dopo aver ricevuto la lettera dell’ispettorato del lavoro, che li informava dell’esito delle indagini. Solo quando hanno saputo che dell’accusa di sforamento delle quote, hanno potuto autotutelarsi.

Per il legale, quindi, non si può cassare la faccenda perché fuori tempo massimo, ma occore considerare le circostanze particolari. E per questo si chiede l’intervento della Consulta. “Era dovere nell’interesse dei lavoratori evidenziare le lacune delle norme vigenti che di fatto impediscono al lavoratore di far valere il proprio diritto all’assunzione”, ha dichiarato l’avvocato. “Ci si appella sui tempi del ricorso che non potevano essere più celeri di quelli che sono stati. Si rammenti che Amazon è stata costretta dall’ispettorato a fornire dettagliatamente i dati dei somministrati alle organizzazioni sindacali”, ha aggiunto Pino De Rosa, segretario regionale dell’Ugl. Ora toccherà ai giudici piacentini decidere se attivare la Consulta. La scadenza è fissata per il 2 ottobre. Ma per gli ex magazzinieri di Amazon la partita, che sembrava già chiusa, al momento resta aperta.

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