Camere come uffici o sale eventi: la strategia anti-Airbnb degli hotel

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Arriva in Italia il condhotel

Gli alberghi italiani stanno iniziando a riconoscere che il loro modello di business deve essere rivisto. L’idea tradizionale di hotel, il luogo dove pernottare e fare colazione, sta cambiando. Vuoi i competitor sempre più forti e veloci, vuoi i trend di consumo in continuo mutamento, fatto sta che gli hotel negli ultimi anni si sono attrezzati per mutare pelle e diventare versatili.
Un trend che hanno intrapreso è quello di riscoprirsi anche luoghi diurni, in grado di mettere a disposizione della clientela – non per forza quella che ha prenotato una stanza per la notte – una serie di servizi di cui sono dotati, dalla spa al ristorante, dalle sale meeting alle piscine.

Dalla fine del 2013 uno dei player che cavalca l’onda di questo cambio di passo è Day Break Hotels. Si tratta di una startup italiana che ora è attiva con oltre 4mila alberghi di lusso partner in 16 paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Cile, Argentina, Russia, Germania ed Emirati Arabi. È un portale dove gli alberghi possono caricare camere e relativi servizi in fascia diurna, dalle 9 del mattino alle 24, a una tariffa scontata anche del 70% rispetto alla notte. Aprendo le porte a un pubblico nuovo.

Ogni notte una stanza su tre è vuota. Significa 2,5 miliardi di camere vuote ogni anno nel mondo”, precisa Simon Botto, amministratore delegato e cofondatore di Day Break Hotels: “Agli inizi, quando abbiamo proposto agli albergatori questa offerta, ci guardavano con scetticismo perché l’utilizzo diurno dell’hotel aveva il cattivo brand di un business di coppiette. Ma ora le cose sono cambiate. Dal 2014 a oggi cresciamo del 100% annuo. In Italia, il nostro primo mercato, abbiamo in 600 comuni 2.500 hotel in portafoglio su 33mila presenti su tutto il territorio”.

Non solo hotel

Anche gli appartamenti sono contemplati nelle prenotazioni. Day Break Hotels si appoggia a società di gestione di case che rendono disponibili – sempre in modalità diurna – un alloggio per qualche ora a Milano, Firenze e Roma. L’impostazione è diversa rispetto ad Airbnb, anzi, tutta l’operazione è vissuta come una risposta al portale degli affitti brevi, da sempre antagonista degli albergatori. “Quello che facciamo è aiutare un mercato strategico per l’Italia a innovare il suo modello”, dice Botto.

Chi e dove

Solo a Roma sono 350 gli alberghi affiliati, 250 a Milano. La piattaforma è diffusa soprattutto nelle grandi città e negli snodi frequentati dai viaggiatori business, come stazioni e aeroporti. Ma anche in località turistiche come la Costiera amalfitana, la Liguria e la Romagna o in montagna d’inverno.

Due sono gli usi principali che vengono fatti – spiega Botto – il primo è l’ufficio temporaneo. Uomini d’affari che preferiscono appoggiarsi a una camera dove farsi una doccia e organizzarsi il lavoro. E poi i residenti in città, che per esempio invece di andare al mare un weekend d’estate, usano le piscine degli alberghi“.

Tutti gli hotel sono sia indipendenti che appartenenti alle principali catene alberghiere. Tra cui Starwood, Nh Hotels, Accor, Una Hotels, Starhotels, Radisson, Melià, Hilton, Ihg, Holiday Inn, WorldHotel e Best Western.

Il prezzo

La percentuale di sconto dipende dall’albergo e dal livello della camera. “Le suite hanno sconti ancora più elevati della media, si arriva al 70%”, prosegue Botto: “In genere quello indicato è metà del prezzo per la notte. Inoltre l’albergatore ha anche altri vantaggi: intercetta target nuovi, come la clientela locale, che è anche forte nel passaparola”.

Le soluzioni più richieste sul sito sono la camera matrimoniale diurna (10-18) o serale (18-24) con accesso spa o con jacuzzi in camera. O con aperitivo di benvenuto e pranzo-cena serviti in camera. Oppure con accesso alla spa in esclusiva per 2 ore.

Gli hotel hanno l’opportunità di linee di ricavi nuove: una camera può essere venduta due volte in una stessa giornata, per il cliente diurno e per quello notturno. E i servizi dell’hotel generano altro fatturato. “Un albergo di 100-150 camere ha un aumento del profitto netto del 10%”, racconta Botto.

Ma come riesce a garantire l’operazione? “L’occupazione media è del 65%. In ogni caso ciascuna struttura ha le stime delle proprie occupazioni per periodo. Quindi, quando vuole, alloca un tot di camere che saranno sicuramente vuote, e le mette su DayBreakHotels. Vengono vendute soprattutto sotto data, a partire dalla settimana precedente”, conclude Botto. Nessuno stress ulteriore di gestione.

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