iPhone 7 ha fallito un test sulle radiazioni da radiofrequenza

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Apple iPhone 7 Plus
(foto: Maurizio Pesce / Wired)

Il Chicago Tribune ha pubblicato l’esito di un test condotto per misurare la radiazione da radiofrequenza emessa da alcuni tra gli smartphone più diffusi in commercio. Si è scoperto come iPhone 7 non solo vada a eccedere in modo netto rispetto al limite massimo imposto negli Stati Uniti, ma che tale valore sia il doppio rispetto a quello denunciato da Apple a seguito dei test interni.

E ora la palla passa alla Federal Communications Commission (Fcc), che si occupa delle telecomunicazioni oltre oceano. L’agenzia governativa indagherà conducendo prove per confermare o smentire questo allarme. Se i dati collimassero con quelli del Tribune il dispositivo potrebbe essere considerato pericoloso. Per la cronaca, sono stati quattro gli esemplari di iPhone 7 testati e il problema si è presentato sempre.

Oltre a iPhone 7 sono stati testati anche iPhone X, iPhone 8, iPhone 8 Plus, Samsung Galaxy S9, Samsung Galaxy S8, Samsung Galaxy J3, Moto E5 Play, Moto G6 Play, Moto E5 e Blu Vivo 5 Mini. Le radiazioni sono state raccolte a distanze di 2, 5, 10 e 15 millimetri. iPhone 7 ha fallito da 2 e da 5 mm secondo gli standard americani.

iPhone 7 radiazioni
(foto: Chicago Tribune)

Il quotidiano sottolinea inoltre come i limiti debbano essere peraltro aggiornati dato che la distanza attuale di 25 mm per i test era accettabile negli anni ’90 quando i voluminosi telefonini venivano spesso trasportati in taschini da cintura, mentre ora vengono riposti a pochissima distanza dalla pelle. Così, ha condotto test sulle stesse distanze proposte dalle prove interne dei vari produttori (Apple arriva a 5 mm) scendendo fino a 2 millimetri.

Se iPhone 8 Plus si è comportato bene, mentre gli altri sono comunque rimasti un po’ sopra i limiti, gli altri smartphone non se la sono passata meglio. Secondo il Tribune a una distanza di 2 mm praticamente tutti vanno oltre. Ed è proprio quella la distanza più comune rispetto al corpo umano durante il giorno, quando si ripone in tasca. Il peggiore del lotto da 2 mm è stato Samsung Galaxy S8 con un valore di 8,22 watt per chilogrammo quando il limite è di 1,6 riferito a un grammo di tessuto negli Usa. In Italia e Europa si divide a 2 per il capo e 4 per il corpo, ma su una quantità di tessuto di 10 grammi. Dunque, i valori non sono paragonabili per i nostri ordinamenti.

Quando il Tribune ha presentato i risultati alle varie società coinvolte, sono stati ripetuti i test secondo le indicazioni fornite. Il migliore è stato Moto G6 Play ma anche il meno noto Blu Vivo 5 è rimasto sotto i limiti.

Apple aveva richiesto al Chicago Tribune di sfruttare la soluzione integrata per ridurre le radiazioni, ma il problema è rimasto e ha risposto affermando che il quotidiano avrebbe svolto un test inaccurato. La risposta di Cupertino: “Tutti i modelli di iPhone, compreso iPhone 7, sono stati controllati e certificati dalla Fcc così come in tutti gli altri paesi in cui vengono venduti. Dopo un’attenta verifica e successiva convalida di tutti i modelli di iPhone testati nel report del Chicago Tribune, confermiamo che siano conformi e che rispettino tutte le linee guida e i limiti di esposizione previsti dalla legge“. Posizione simile per Samsung, che aveva risposto ribadendo che i modelli venduti rispettavano i limiti richiesti dalla Fcc.

E ora? Come spiegato per il 5g, non sono dimostrati con certezza i danni dall’esposizione alle onde emesse dai cellulari sul corpo umano e si ragiona per principio di precauzione. La prima reazione sembra un riscaldamento della zona interessata, mentre non ci sarebbero correlazioni con lo sviluppo di tumori. Inoltre, questi test sono condotti sempre nella peggiore delle ipotesi possibile con lo smartphone che lavora alla massima potenza, non in uno scenario reale.

Non resta che attendere il contro-test della Fcc. Se venissero confermati i valori allora iPhone 7 sarebbe sopra i limiti americani risultando potenzialmente (e formalmente) dannoso e soprattutto contraddicendo i dati di Apple. In ogni caso, anche se si possedesse uno smartphone di questo tipo, i consigli sono sempre i soliti: utilizzare quanto più possibile auricolari, non lasciare a diretto contatto con la pelle e non stare al telefono per lunghi periodi ogni giorno.

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