Caro iPhone 11, benvenuto nel 2017

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Ieri Apple ha presentato, senza troppe sorprese rispetto ai rumors che erano trapelati da mesi, la famiglia di iPhone del 2019, composta da iPhone 11, che in pratica è l’evoluzione di iPhone Xr, iPhone 11 Pro e 11 Pro Max, che vanno a sostituire iPhone Xs e Xs Max. Qui, se volete, potete leggere tutte le differenze, a livello hardware, tra i nuovi modelli e quelli del 2018.

A livello di design, piuttosto, andrebbe fatto un confronto con il modello del 2017, iPhone X, da cui gli iPhone 11 derivano. A parte qualche leggera modifica nei materiali, un colore nuovo e la fotocamera più imponente (in tutti i sensi, ma ci torneremo), infatti, il concept dello smartphone è quello di due anni fa. Un design che sente il peso degli anni, visto che nel frattempo i rivali Android si sono evoluti e i vari Samsung, Huawei, OnePlus, Sony e tanti altri presentano schermi curvi, bordi arrotondati, obiettivi che non sporgono, colori cangianti e, soprattutto, non hanno più il notch. Questa soluzione che sottrae spazio al display, apprezzata e universalmente copiata due anni fa, oggi è un pugno in un occhio, specialmente quando ha dimensioni importanti come nei telefoni Apple.

L’impressione è che, da qualche anno a questa parte, in quel di Cupertino, per massimizzare il profitto, non si butti via nulla: e le varie linee produttive, prima di essere dismesse, sono soggette a riedizioni e riadattamenti. Così l’iPhone SE non era altro che un iPhone 5 potenziato, i nuovi iPad Air hanno il telaio degli iPad Pro dell’anno prima e così via. I nuovi iPhone non fanno eccezione e, addirittura, riescono a peggiorare nelle loro novità estetiche.

La base quadrata  delle fotocamere posteriori, infatti, sembra non piacere a nessuno, così come la doppia sporgenza (la base più l’obiettivo) delle fotocamere. In un recente sondaggio tra i nostri lettori, sull’Instagram di Wired Italia, le percentuali di chi non apprezza il look dei nuovi iPhone sono bulgare: 88% contro 12%.

Il problema, però, non è solo di design. Apple, pur sfoderando i processori più performanti in circolazione, insegue la concorrenza e annuncia oggi cose che i competitor hanno già da più di un anno: tripla fotocamera, grandangolo, night mode, fast charge. Alcune innovazioni che i rumors davano per scontate, come la carica wireless inversa o nuove tecnologie di sblocco haptic touch, non si sono viste. La connessione 5G, ma questo si sapeva, è rimandata al 2020. Persino i tagli di memoria sono rimasti gli stessi: chi si aspettava una capienza minima da 128 gb (allo stesso prezzo degli attuali 64) è rimasto deluso.

L’ossessione di Steve Jobs per la perfezione e il suo one more thing che rendeva le presentazioni Apple un evento imperdibile, insomma, sono lontane. Ma l’impressione è che anche la solidità degli ultimi anni, quando l’azienda di Cupertino sfoggiava prodotti non troppo innovativi ma comunque un passo avanti alla concorrenza, non rivoluzionari ma comunque capaci di fare meglio le cose che gli altri già facevano, non perfetti come un tempo ma comunque belli, stia vacillando. Gli iPhone 11, 11 Pro e 11 Pro Max (persino nei nomi ci si è appiattiti sulla concorrenza) potrebbero essere il primo grande flop  Apple del nuovo millennio.

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