Il Conte bis ha i numeri per eleggere il prossimo presidente della Repubblica?

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Foto Vincenzo Livieri – LaPresse

A pensarlo sono in molti: uno dei collanti della maggioranza cosiddetta giallorossa è la necessità che sia questo parlamento a eleggere il successore di Sergio Mattarella al Quirinale; questo e non quello a trazione leghista che, stando ai sondaggi, uscirebbe dalle urne se si andasse a votare a breve.

Perché questo avvenga, l’esecutivo che ha ottenuto ieri la fiducia al Senato dovrà rimanere in carica 690 giorni. Tanti ne mancano al 31 luglio 2021, quando inizierà il semestre bianco, gli ultimi sei mesi di mandato del presidente della Repubblica, durante i quali non è possibile sciogliere le Camere. Ma quanti governi sono durati così a lungo? E soprattutto, su che margini potevano contare al Senato, il ramo del parlamento che negli ultimi anni ha visto maggioranze risicate rispetto alla Camera?

Per capirlo, Wired ha incrociato i dati relativi alla durata in carica dei governi con quelli dei voti di fiducia ottenuti a palazzo Madama. Si è scelto di concentrarsi solo sugli ultimi 25 anni, ovvero dalla Seconda repubblica in poi, e si è escluso l’esecutivo Monti, che fu un vero e proprio governo di unità nazionale contro la minaccia dello spread. Il risultato è che solo quattro governi sono durati quanto dovrebbe durare il Conte bis per eleggere il prossimo presidente della Repubblica. E tutti poterono contare su maggioranze più ampie al Senato.



Più un punto si trova in alto nella mappa, maggiore è il numero di senatori che gli accordarono la fiducia; più è a destra, più lungo il tempo in cui è rimasto in carica. I colori identificano la legge elettorale con cui venne formato il parlamento, mentre il rombo rappresenta il Conte bis.

Come detto, sono solo quattro i governi che hanno avuto una durata superiore ai 690 giorni che separano l’Italia dal semestre bianco. Si tratta del Berlusconi II e del Berlusconi IV, rimasti in carica rispettivamente 1.409 e 1.283 giorni, del governo Renzi (1.089) e del Prodi I (874). Tutti poterono contare su una maggioranza superiore ai 169 voti ottenuti ieri dal Conte bis: il margine più risicato lo ebbe Renzi, cui concessero la fiducia 173 senatori.

Ovviamente, un’ampia maggioranza non è necessariamente garanzia di un governo di lunga durata. Lo ha imparato a proprie spese Enrico Letta che, nonostante i 242 voti di fiducia, trascorse solo 292 giorni a palazzo Chigi. Allo stesso modo, alla base della tenuta di un esecutivo dovrebbero esserci ragioni politiche oltre che numeriche. I numeri, però, dicono che i governi durati il tempo necessario a quello attuale per arrivare a eleggere il nuovo presidente della Repubblica potevano contare su maggioranze più ampie. A Giuseppe Conte e alle forze politiche che lo sostengono il compito di smentirli.

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