Come l’Arabia Saudita cerca di rifarsi una reputazione pagando influencer su Instagram

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(foto: FAYEZ NURELDINE/AFP/Getty Images)

Fino a un anno fa il principe Mohammed bin Salman rappresentava il futuro dell’Arabia Saudita. Grazie alle sue politiche che alcune testate arrivavano a definire “progressiste”, il paese si sarebbe liberato dal suo passato di oppressione sociale e religiosa, specie nei confronti delle donne, a cui nel 2018 il governo ha permesso persino di guidare le automobili  (anche se hanno bisogno di un permesso speciale per farlo all’estero).

Sembrava tutto in discesa – fino allo scorso ottobre, quando il giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi, inviato del Washington Post, è entrato nel consolato saudita di Istanbul, dal quale non sarebbe uscito vivo. Secondo quanto sostiene il governo turco e persino il Congresso Usa (in disaccordo con il presidente Donald Trump), Khashoggi sarebbe stato ucciso e fatto a pezzi: un attacco premeditato che, secondo molti, coinvolgerebbe il principe.
L’evento scatenò reazioni e proteste in tutto il mondo, interrompendo la narrazione progressista e portando alla luce il vero volto del giovane governante. A un anno da quel tragico evento, l’immagine dell’Arabia Saudita risente ancora del caso Khashoggi e le speranze di riabilitazione sembrano lontane. Ma non così lontane, dato che passano anche per una nuova forma di soft power fatto di belle foto su Instagram.

Il programma Gateway Ksa è nato due anni fa – a Khashoggi ancora vivo e vegeto, insomma – proprio con questo incredibile fine: attirare e ospitare giovani e influencer da tutto il mondo e mostrar loro “che esiste un altro volto dell’Arabia Saudita”. La prima spedizione, organizzata nel 2018, ha portato nel paese un manipolo di studenti di Harvard, per esempio. Il progetto è nato in seguito alla galeotta visita dell’influencer olandese-australiana Nelleke Van Zandvoort Quispel, in Arabia Saudita per motivi di lavoro. Qui, racconta Businessweek, la giovane ha notato le potenzialità del luogo e degli interessi locali, proponendo al principe Turki Al-Faisal di fare da interfaccia tra la nazione e il ricco occidente.

 

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This time last year… ☀🙌🏼💦 So completely the opposite of where I am right now… well I’m actually by the beach here in Jeddah, Saudi Arabia ( they also have beautiful blue waters and soft sand) but there’s no way I could lay out in a bikini 👙… Even Running this morning I was covered from head to toe in 30 degrees (sweating pellets mind you 😅) but it’s ok. I respect the culture of where I am, acknowledge it’s different to what I’m used to and abide by their laws as a visitor in this country… this morning I did a pyramid session, you can see the details in my story 👆🏼 followed by gym! Grateful to have met a Running buddy here, @runwithomar … love that Running always brings me new friendships and opportunities! It’s really a global connector that transcends any differences we may have! 🙏🏻✨💙 – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – #runninggirl #runningcommunity #igrunners #runfast #healthy #fitness #fitspo #runhappy #runspiration #gym #gyminspo #sixpack #Abs #run #gymmotivation #gymtime #gymlife #runner #healthybody #instarun #instafit #instamood #instadaily #runhappy #strong #fit #fitgirls #instarunners #motivation

Un post condiviso da Nelleke Van Zandvoort Quispel (@missnellevz) in data: 24 Feb 2018 alle ore 9:06 PST

Al-Faisal, già capo dell’intelligence saudita e ambasciatore saudita per gli Stati Uniti d’America dopo l’11 settembre 2001, non ci ha messo molto a capire che il programma poteva funzionare: vendere il paese – e il suo governo – a colpi di selfie da invidia e panorami mozzafiato, affiancando le influencer alle forme più tradizionali di lobbying. In un’epoca in cui sempre più luoghi un tempo appartati e poco visitati sono diventati mete turistiche da Instagram, il piano potrebbe funzionare.

 

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Arabian nights Like Arabian days More often than not Are hotter than hot In a lot of good ways ✨💫. Name that movie🙂🙃☺ ••••••••••••••••••••••••••• We’ve arrived back in LA after a long journey home. For 10 days, we made a point to be respectful of the conservative culture in Saudi. We didn’t display much public affection (not an easy feat!) and couples who aren’t married cannot stay in the same hotel room. While tourism remains closed to the country of Saudi right now, I can’t help but wonder how these kind of laws will affect future visitors when the country opens its doors…how they’ll walk the line of retaining their culture while transforming and progressing. While it feels good to be home, these desert nights will always be calling♥ Photo by photographer @tristankermode @gatewayksa #saudiarabia #travel #gatewayksa

Un post condiviso da Lesley • The Road Les Traveled (@lesleyannemurphy) in data: 5 Mar 2019 alle ore 5:59 PST

A stupire è anche quanta libertà venga concessa agli ospiti di Gateway Ksa. Se in Arabia Saudita una coppia non sposata rischia la prigione, ecco Lesley Anne Murphy, star del reality The Bachelor e ospite del programma, mentre riposa abbracciata al fidanzato, stesa sotto il cielo del deserto. Un privilegio – un diritto, a dire il vero – che sembra concesso solo a chi, come la Murphy, ha 400mila follower, a quanto pare.

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