C’è un nuovo oggetto interstellare che sta passando nel nostro Sistema solare

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oggetto interstellare
Illustrazione artistica di una cometa e della Terra (foto: Mark Garlick/Science Photo Library/Getty Images)

L’asteroide Oumuamua, il primo esoasteoroide entrato in contatto con le traiettorie dei nostri pianeti, potrebbe non essere l’unico oggetto interstellare, esterno al nostro Sistema solare, ad essersi avvicinato a noi. Oggi, infatti, un astronomo amatoriale, Gennady Borisov, il 30 agosto 2019 ha rilevato, tramite il suo osservatorio personale Margo, la presenza di un corpo celeste sconosciuto, che potrebbe essere una esocometa. L’oggetto – in sigla gb00234 – è entrato nel  Sistema Solare.

Here’s a remarkable animation of #gb00234, which may be our second known interstellar visitor, taken by astronomer Gennady Borisov – who discovered the object.

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Dopo il primo avvistamento, nei giorni successivi l’oggetto è stato osservato anche da altri astronomi, in particolare dall’Osservatorio astrofisico della Crimea, che ha scattato alcune immagini. L’11 settembre 2019 il Minor Planet Center, l’organizzazione incaricata dall’Unione Astronomica Internazionale di raccogliere i dati sui corpi minori del Sistema solare – asteroidi e comete –, ha diramato una circolare con la notizia della nuovo oggetto interstellare in avvicinamento. Per ora questo corpo è stato chiamato con la sigla C/2019 Q4 (Borisov) ma qualora verrà confermato che si tratta di una cometa prenderà il nome di 2I, ovvero secondo oggetto interstellare dopo appunto Oumuamua.

“Sulla base delle osservazioni disponibili, la soluzione per l’orbita di questo oggetto converge verso elementi iperbolici, un dato che indica un’origine interstellare”, si legge nella circolare. Nei giorni scorsi, infatti, dall’indagine delle immagini, in particolare dei suoi movimenti, l’orbita risulta iperbolica. A differenza di una traiettoria ellittica, che è chiusa su se stessa e propria di corpi celesti che orbitano intorno al Sole, la traiettoria iperbolica è tipica di oggetti provenienti dall’esterno che entrano ed escono nel Sistema solare, proprio come Oumuamua.

“Altre osservazioni sono chiaramente molto opportune. […] in assenza di inattesi fenomeni di scomparsa o disintegrazione l’oggetto dovrebbe essere osservabile almeno ancora per un anno”, si legge sempre nella circolare. Insomma con buona probabilità potrebbe trattarsi di un oggetto interstellare, secondo gli esperti.

“Quando l’orbita è sufficientemente compresa, il Minor Planet Center pubblica una Circolare“, ha spiegato su Twitter l’astronoma Michele Bannister dell’Astrophysics Research Centre alla Queen’s University di Belfast, a cui fra l’altro si deve la scoperta dell’asteroide 10463 Bannister della fascia principale. “Questo passo richiede una notevole quantità di informazioni sull’orbita dell’oggetto, una conoscenza che viene dalle osservazioni”. Bisogna comunque essere cauti, come ricorda su Twitter l’astronoma: non si tratta del primo candidato interstellare dopo Oumuamua con un’orbita iperbolica (è già successo, appunto, e si trattava di un corpo interno al Sistema solare).

Tuttavia dopo la pubblicazione della circolare l’entusiasmo è cresciuto fra gli astronomi.“C’è stato molto fervore nell’ultimo giorno”, aggiunge Bannister, “riguardo al candidato asteroide near-Earth che è stato chiamato per il momento gb00234. Questo oggetto è attualmente nella lista della Pagina di conferma delle possibili comete” del Minor Planet Center. Insomma, il fiato rimarrà ancora sospeso per un po’, almeno fino a quando nuove osservazioni consentiranno di conoscere meglio le caratteristiche di questo nuovo misterioso oggetto.

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