Realtà e leggende dei cavalieri Templari

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La conquista di Gerusalemme da Jacques de Molay nel 1299, un dipinto dell’800 di Jacquand, Claude che ritrae un evento mai avvenuto. De Molay, Gran Maestro dei Templari, non era a Gerusalemme e non ci fu nessuna battaglia. (foto: Getty Images)

Il 13 ottobre 1307 cominciava la fine dell’ordine cavalleresco dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone), meglio noti come Templari. Quel giorno in Francia, tutti i cavalieri dell’Ordine furono arrestati su ordine di re Filippo IV con l’accusa di eresia e altri crimini. Dopo le prime confessioni sotto tortura, il 22 novembre dello stesso anno papa Clemente V ordinava con una bolla di arrestare i Templari in tutti i regni di tutta la cristianità. I beni dell’ordine venivano allo stesso tempo sequestrati. Seguirono altri processi di Inquisizione e altre confessioni. Alla fine l’ordine dei Templari fu sciolto dal papa nel 1312. L’atto finale dell’epopea dei Templari, cominciata quasi due secoli prima, fu la morte sul rogo del Gran Maestro Jacques de Molay, che aveva ritrattato la confessione.

Templari pop

Umberto Eco ha scritto nel 2004 che “L’unico modo per riconoscere se un libro sui Templari è serio è controllare se finisce col 1314, data in cui il loro Gran Maestro viene bruciato sul rogo” e se aveva ragione lo studioso la grande maggioranza della pubblicistica (ma anche documentaristica) sui Templari non è affidabile. Allo stesso tempo molti di noi conoscono il nome di quest’ordine più grazie alla loro versione leggendaria, che a quella storica. Da un paio di secoli la storia dei templari è stata infatti riscritta generando un flusso inarrestabile di pseudostorie. Lo storico Malcolm Barber, autore di alcuni fondamentali testi su questi cavalieri, scriveva in La storia dei Templari (1993) che nella nuova veste mistica, sono onnipresenti in qualunque teoria del complotto che si rispetti. Ma come ha fatto allora la storia a trasformarsi in leggenda?

Dalla prima Crociata all’eresia

Ciò che rende i Templari così fecondi dal punto di vista leggendario è che sono scomparsi in maniera repentina dopo quasi due secoli. Erano un ordine religioso militare fondato nel 1119 durante la prima Crociata per proteggere i pellegrini in Terra santa. Il loro quartier generale era il Monte del tempio, secondo la leggenda quello di Salomone, da cui il nome dell’ordine. In breve la loro popolarità crebbe, il papato riconobbero il nuovo ordine e diede loro fiducia e poteri. Erano un corpo combattente di elìte, ma la loro attività si estese presto oltre l’ambito militare. Il voto di povertà riguardava i singoli individui, ma l’ordine cominciò ad amministrare le ricchezze che venivano loro donate dai nobili della cristianità.

Il prestigio e le risorse permisero loro anche di avviare attività finanziarie: non solo fornivano ai pellegrini lettere di credito, in modo che non dovessero trasportare denaro in Terra santa, ma costruirono un sistema bancario che spostava e prestava denaro attraverso l’Europa. Possibile che un ordine così potente sia stato spazzato via? E per quale motivo? In realtà la popolarità dei Templari cominciò a scemare di pari passo a quella delle Crociate. A cosa servivano quei valorosi Cavalieri se la Terra santa alla fine del tredicesimo secolo era ormai perduta? Rimaneva comunque un esercito con le tasche molto profonde che rispondeva al papa. Re Filippo IV di Francia aveva ora diversi motivi per innescare l’inquisizione dei templari: non solo erano militari agli ordini del papa, ma era indebitato con loro. Da ultimo, non è escluso che potesse credere alle false accuse di eresia che erano emerse. Dopo i processi e qualche rogo, i rimanenti Templari sono andati in pensione o sono stati assorbiti da altri ordini, come pure i loro beni.

Templari da leggenda

Dove finisce la storia comincia la leggenda, ma secondo Michael Barber la metamorfosi da Templari storici a Templari pop è relativamente recente. Nel diciottesimo secolo la massoneria riscoprì questo ordine cavalleresco e lo ridisegnò a propria immagine, come una società segreta. L’idea di fondo era che la massoneria fosse in continuità coi Templari stessi, che non si erano mai estinti. Il tempio di Salomone era ovviamente il luogo dove l’ordine custodiva i suoi segreti, e questi sarebbero stati tramandati dopo la morte di de Molay. Ecco allora che la fine dei Templari non è più una questione di politica e denaro, ma una persecuzione contro coloro che difendevano segreti potentissimi.

Con questo stampo, le possibilità diventarono infinite, sia per i narratori (Ivanhoe) che per i creatori di complotti: buoni o cattivi che siano, i Templari stanno come il cacio sui maccheroni. Ai giorni nostri la leggenda più diffusa è quella dei Templari custodi del Graal. Questa e molte altre sciocchezze hanno fanno diventare ricco Dan Brown, ma appartengono a un saggio del 1982, Il Santo Graal, scritto da un trio privo di competenze storiche e prove da esibire. Non a caso uno di essi, Micharl Paigent, è un massone. Secondo il trio i Templari avrebbero anche scoperto l’America prima di Cristoforo Colombo, una suggestione poi utilizzata nel film Il mistero dei Templari, dove Nicholas Cage scopre uno dei loro tesori in Canada. Ancor più fantasiosa è l’idea che fossero i custodi dell’Arca dell’alleanza, l’avrebbero poi nascosta a Rennes-le-Château o in un altro posto (a seconda dell’autore).

Un altro filone leggendario ci porta invece in Italia e alla Sacra sindone che, manco a dirlo, era custodita dai templari. Trattandosi di una delle tante in circolazione nel medioevo questo può sembrare almeno non impossibile, se considera che la datazione al radiocarbonio stima 1290-1307. Ma la Sindone di Torino è inesistente nei documenti prima di metà del trecento. La connessione tra i Templari e la Sindone emerge solo con una lettura molto selettiva delle confessioni dei Templari e altre suggestioni.

Almeno una leggenda sui Templari è datata: si dice che Jacques de Molay sul rogo abbia condannato a morte il papa e Filippo con una maledizione. Entrambi in effetti morirono a poca distanza dall’esecuzione: il papa per una lunga malattia, Filippo per un ictus mentre cacciava. Col senno di poi, i cronisti fecero del loro meglio per raccontare gli eventi come se si fosse realizzata una sorta di vendetta dei templari. Così nacque la popolare maledizione di de Molay: avrebbe detto che i due potenti sarebbero morti entro un anno e un giorno. In realtà si sarebbe limitato a dire che Dio avrebbe vendicato le loro morti, affermazione forse comprensibile detta da una pira infuocata. Per quanto riguarda invece venerdì 13, che dovrebbe la sua fama superstiziosa a quel giorno di ottobre del 1307 in cui tutti i Templari francesi furono arrestati, niente da fare: è ancora una bufala resa popolare da Dan Brown. L’origine della paura del venerdì 13 non è ancora stata chiarita, ma i Templari non c’entrano.

Oggi i Templari sono ovunque, e l’interesse per loro continuerà a essere trascinato dalle leggende. Quando la Bbc ha chiesto allo storico Dan Jones, consulente per la serie tv Knightfall, come mai era stato inserito un elemento mitico come quello della ricerca del Graal, lo studioso ha risposto:

“Se dovessimo ignorare tutti i miti e le leggende, ci dovremmo chiedere: allora perché fare uno show sui Templari? Perché non i cavalieri Ospitalieri? E i cavalieri Teutonici? Perché non uno qualsiasi degli altri ordini militari? C’è una ragione se i Templari continuano a riemergere, e in parte è perché sono stati costantemente legati a questi miti e leggende, che fanno anch’essi parte della loro storia. Per la tv, è naturale collegare questi due elementi”.

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