Un bug potrebbe aver reso errati i risultati di almeno 150 articoli scientifici

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(foto: Getty Images)

Un problema tecnico sottile, non visibile e di certo non risolvibile con una pacca al computer. Un errore di codice in uno script usato in una ricerca di chimica che ha creato un effetto a valanga, fino a produrre risultati scorretti in più di 150 articoli scientifici basati sul paper originario. Tutto perché lo script con l’errore, responsabile di eseguire alcune analisi di chimica computazionale, forniva risultati differenti se veniva lanciato su Mac, Windows o Linux. A scoprirlo quasi per caso gli scienziati dell’università delle Hawaii che hanno descritto l’accaduto sul giornale Organic Letters e pubblicato una versione riaggiustata delle circa mille linee di codice che formano lo script.

La bizzarra vicenda ha avuto inizio quest’estate, quando lo studente Yuheng Luo, assieme al suo tutor Rui Sun, stava verificando i risultati di una ricerca sui cianobatteri del chimico Philip Williams. Per farlo stavano usando uno script, parte di una pubblicazione di Patrick Willoughby, Matthew Jansma e Thomas Hove, uscita nel 2014 sulle pagine di Nature Protocols. Lo script serviva per calcolare i valori del cosiddetto spostamento chimico, un complesso fenomeno fisico di cui bisogna tenere conto quando si utilizza la spettroscopia a risonanza magnetica nucleare (o spettroscopia Nmr) per identificare la composizione molecolare di un campione. Eppure i risultati non combaciavano. Non solo: cambiavano anche a seconda del sistema operativo usato.

Un banale bug, ma capace di produrre molti danni perché, ovviamente, Luo e Sun non sono stati i soli a utilizzare lo script dal 2014 a oggi. Come ha raccontato Maddie Bender su Vice, sappiamo da Nature Protocols che l’articolo è stato citato 158 volte in altri studi (che potrebbero quindi aver ereditato l’errore causato dal bug) e ha contato 1.900 accessi. Certo, non tutti hanno necessariamente utilizzato quello script e dunque non è ben chiaro quante altre ricerche potrebbero essere stati toccate dalle conseguenze del bug, che potrebbero però essere serie: per esempio, come raccontano gli studiosi, potrebbero aver indotto a sintetizzare composti sbagliati.

Per questa ragione, una volta scoperto l’errore, Rui Sun ha contattato gli autori dell’articolo originale per avvertirli del problema e, con sua sorpresa, gli autori lo hanno incoraggiato a pubblicare il lavoro. È proprio Willoughby, primo autore dell’articolo che conteneva l’errore di script, a commentare positivamente la notizia su Vice: “è un bellissimo esempio di come la scienza dovrebbe lavorare. Hanno fatto un enorme servizio alla comunità, facendo saltar fuori l’errore”.

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