La lotta contro il cancro continua con i giorni della ricerca

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In Italia nel 2019 sono stimate 371 mila diagnosi di tumore: un numero che non conforta in assoluto eppure, come indicano i numeri del più recente rapporto Aiom/Airtum sui numeri del cancro nel nostro Paese, una cifra più bassa di 2mila unità paragonata al 2018, ma ancora troppo alta.

Chi si ammala, per fortuna, ha più chance di sopravvivere: infatti sia per le donne che per gli uomini è in aumento la sopravvivenza a cinque anni dalla malattia. Proprio perché il cancro continua a far paura, è giusto saperne di più, per capire in quali ambiti la ricerca sta ottenendo miglioramenti a vantaggio dei pazienti. Grazie ai Giorni della ricerca, l’appuntamento promosso da Fondazione Airc, è più facile raggiungere l’obiettivo.

L’appuntamento aiuta il pubblico a maturare consapevolezza sull’importanza della prevenzione e a dare un contributo dal basso, possibile appunto grazie alle donazioni, che andranno a sostenere i ricercatori che lavorano con programmi finanziati da Airc.

Non è scorretto definire i giorni della ricerca un evento lungo che si distribuisce su più piattaforme (l’appuntamento è per sabato 9 novembre): le piazze, dove vengono distribuiti i tradizionali cioccolatini della ricerca, ma anche le trasmissioni radiofoniche e televisive, gli stadi della massima serie calcistica nazionale. Oltre all’abitudine virtuosa di contribuire alla ricerca, bisogna rintracciare anche il messaggio scientifico: il cioccolato fondente che sarà in vendita nelle piazze grazie all’impegno dei volontari è un invito a riconsiderare le prassi alimentari, che possono aiutare in ottica prevenzione, ma anche ad approfondire la conoscenza degli studi sugli alimenti il cui consumo in determinate quantità aiuta a ridurre il ruolo dell’infiammazione sistemica nell’aggressività e nella crescita dei tumori.

Una guida che informa il cittadino su prevenzione, diagnosi e cura del cancro verrà distribuita ai cittadini che doneranno. I giorni della ricerca sono quindi soprattutto momenti utili per apprendere, e per smetterla anche di considerare il tumore come una unica grande patologia che colpisce tutti allo stesso modo. Come spiegato infatti da Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico della Fondazione Airc, “curare ogni paziente, imparare da ogni paziente è ciò che meglio sintetizza il profondo cambiamento che sta attraversando l’oncologia clinica, dove assistiamo al tramonto del modello terapeutico che affronta il tumore di un organo specifico nello stesso modo per tutti i malati. Oggi è fondamentale identificare le terapie con cui curare i pazienti in modo sempre più preciso ed è altrettanto importante raccogliere le risposte dei pazienti stessi, in modo da migliorare continuamente sia le sperimentazioni cliniche, sia l’efficacia della cura”.

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