Il parlamento Ue ha detto sì alla nuova Commissione europea

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(foto: Philipp von Ditfurth/Getty Images)

Con 461 sì il parlamento europeo riunito a Strasburgo ha dato il via libera alla nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen, la prima donna a essere presidente. La squadra ha visto 157 voti contrari e 89 astenuti, ma ha incassato una maggiore approvazione rispetto all’esecutivo precedente: Jean-Claude Juncker ottenne infatti 38 voti in meno. Seppur entusiasta per il risultato, von der Leyen ha avuto mesi complicati: il parlamento aveva infatti respinto i nomi di tre commissari – rispettivamente quello francese, quello ungherese e quello romeno – e il Regno Unito non aveva nominato nessuno nonostante fosse formalmente richiesto. Superato l’impasse, la neo-presidente si è detta “onorata da questa maggioranza travolgente” e pronta a iniziare a lavorare il prima possibile per gli obiettivi in agenda.

La nuova squadra, che entrerà ufficialmente in carica il prossimo primo dicembre dopo la proclamazione ufficiale del consiglio europeo, è stata formata all’insegna dell’equilibrio politico e di genere. Per la prima volta ci sono 12 commissarie a fronte di 15 uomini. Se quindi l’obiettivo della parità di genere è stato mancato per poco, il nuovo esecutivo è sicuramente il più femminile della storia europea finora. Politicamente, invece, la Commissione si tiene sugli equilibri della maggioranza che la sostiene: 10 commissari fanno parte dei popolari europei (Ppe), 9 dei socialisti e democratici (S&D), 6 dei liberali (Renew Europe), mentre il portafoglio dell’ambiente spetta al commissario dei Verdi e quello dell’agricoltura a un membro dei conservatori e riformatori europei (Ecr). Il commissario italiano è l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, appartenente al gruppo S&D, al quale è stato attribuita la delega all’Economia.

Un Green New Deal europeo

In cima all’agenda c’è la lotta al cambiamento climatico. Nel suo discorso che ha preceduto il voto Ursula von der Leyen ha detto che “la protezione del nostro clima è una questione esistenziale per l’Europa e per tutto il mondo”. La neo-presidente ha citato gli ultimi episodi in materia: “Vediamo Venezia sott’acqua, le foreste in Portogallo colpite da incendi, la siccità in Lituania. Anche se successo anche in passato, oggi è diverso: non possiamo perdere neanche un secondo, dobbiamo lottare contro il cambiamento climatico” ha chiosato.

In particolare, ha parlato del piano per ridurre a zero le emissioni inquinanti dei paesi dell’Unione entro il 2050, il cosiddetto Green New Deal europeo. Per realizzarlo si avrà bisogno di equità e trattamenti inclusivi, ha spiegato: “Serve una parità di condizioni nel mercato. Per questo i nostri accordi commerciali contengono una parte sulla sostenibilità ambientale”. L’obiettivo della neutralità climatica dovrà così andare di pari passo con una crescita sostenibile: “Al centro ci sarà la strategia industriale per consentire alle aziende di fare innovazione e sviluppare nuove tecnologie creando nuovi mercati. Ci aiuterà a ridurre le emissioni favorendo la creazione di posti di lavoro”.

Un’agenda digitale

Un’altra priorità del nuovo esecutivo è, infatti, proprio la digitalizzazione, intesa come strumento di crescita a 360 gradi. Nell’era digitale l’Unione deve saper diventare un modello e un punto di riferimento nel mondo. Per farlo, ha spiegato la nuova presidente della commissione, “dobbiamo padroneggiare e primeggiare le teconolgie chiavi in Europa, come l’informatica quantistica, l’intelligenza artificiale e il blockchain”. Secondo von der Leyen abbiamo tutte le carte per giocare la partita, ma non bisogna dimenticarsi di lasciare spazio alla diversità nel campo dell’innovazione. Solo così si svilupperanno tecnologie “adeguate per il futuro”. Infine, la presidente ha lanciato un avvertimento: “La materia prima della digitalizzazione sono i dati. Con ogni click alimentiamo gli algoritmi che influenzeranno il nostro comportamento”.

Questione migranti

Un dossier che scotta sul tavolo di Bruxelles è sicuramente la questione immigrazione e la riforma del regolamento di Dublino, non pienamente riuscita nel precedente quinquennio. “Sono convita che la migrazione sarà un fenomeno che resterà” – ha detto von der Leyen – “il nostro ruolo in quanto Ue, è quello di sviluppare un concetto globale per affrontarla“. La migrazione va “trattata in modo umano ed efficace, ed esaustivo. Ogni stato membro dovrà mostrare solidarietà e affrontare tutto l’argomento in toto”.

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