Tiktok, censurare i video di utenti con disabilità non è il modo per difenderli dai bulli

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TikTok (AFP/Getty Images)
TikTok (AFP/Getty Images)

TikTok ha deciso di limitare la visualizzazione dei video pubblicati da utenti con disabilità. Secondo il rapporto di Netzpolitik i documenti trapelati dalla società hanno rivelato che il social network di microvideo avrebbe incaricato i suoi moderatori di contrassegnare i video di persone con disabilità visibili al fine di limitarne la portata creando un elenco peculiare. L’obiettivo dichiarato sarebbe di evitare attacchi di bulli sulla piattaforma. Ma la procedura ha assunto contorni discriminatori.

La sezione delle regole di moderazione dedicata agli utenti con disabilità prende il nome di Immagini raffiguranti un soggetto altamente vulnerabile al cyberbullismo. Nelle spiegazioni, ByteDace, la società cinese che possiede TikTok, afferma che in questa categoria ricadono gli utenti che sono “suscettibili di molestie o cyberbullismo in base alle loro condizioni fisiche o mentali”. Una definizione che rende molto discriminatorio il criterio di valutazione del protagonista di un video della durata massima di 30 secondi.

Questo elenco sarebbe stato creato, a detta dell’azienda, con lo scopo di proteggere gli utenti apparentemente vulnerabili. Anziché colpire i cyberbulli, però, TikTok ha bloccato i video che sarebbero potuti finire nel loro mirino, in un cortocircuito che ha così discriminato questi contenuti e i loro autori. I documenti acquisiti da Netzpolitik assieme a una fonte all’interno di TikTok fanno luce sulle linee guida che la società ha dato ai moderatori e che hanno censurato questi iscritti.

Questi video venivano limitati solamente nel paese d’origine dell’utente che li caricava. Inoltre un algoritmo chiamato Auto R impediva ai video indicati di approdare sul feed For You sul quale gli utenti curiosano in cerca di contenuti simili a quelli di loro gradimento. Un portavoce di TikTok, a seguito delle rivelazioni di Netzpolitik, ha affermato che le politiche applicate su questi utenti “non avrebbero mai dovuto essere una soluzione a lungo termine”. Tuttavia queste linee guida, piuttosto semplicistiche, anzinché fermare i violenti hanno censurato i video degli utenti con disabilità e impedito loro di esprimersi liberamente.

 

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