Anche Coop scommette sul 5G

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smartphone
(Foto via Pixabay)

Un investimento da 60 milioni, la sostituzione di 1,5 milioni di schede sim e l’obiettivo di servire fino a 3,5 milioni di soci nei prossimi cinque anni: Coop Voce diventa operatore telefonico interamente virtuale (full mvno) e si lancia con entrambi i piedi nel mercato dati alla vigilia del debutto del 5G in Italia. La compagnia di Casalecchio, fatturato da 86 milioni di euro e primo operatore virtuale ad aver esordito in Italia nel giugno 2007, taglia il traguardo dei 12 anni scollegando la propria infrastruttura da Tim, tranne che per l’accesso alla rete.

L’obiettivo è acquisire autonomia nell’offerta dei servizi dati in un mercato altamente competitivo: gli italiani usano in media lo smartphone 5 ore al giorno e 4 utenti su 10 (il 37%) a stento ci starebbero lontano per due ore. Vicini all’oggetto, ma poco fedeli: uno su tre (il 30%) pensa di cambiare operatore nei prossimi sei mesi e il motivo principale (52%) è dovuto ai “costi eccessivi” del servizio attuale.

La ricerca di Coop

Breve anche la vita media dello smartphone, che è di due anni e 8 mesi. Per sostituirlo non si bada a spese: quasi uno su due (il 47%) prevede di spendere più di quanto non sia costato quello già in possesso. L’uso? Intensissimo: un italiano su 10 trascorre al cellulare circa 10 ore o più al giorno. “La particolarità italiana è l’utente un po’ ‘mammone’ che risiede al sud e ne fa un uso prettamente affettivo”, spiega Albino Russo, direttore generale Ance-Coop: un 23% degli utenti comunica sempre con gli stessi 5-10 contatti affettivi, tramite 100-200 interazioni al giorno per circa 5.40 ore al giorno. Una fetta di popolazione prevalentemente maschile, fra i 18-35 anni e residente al Sud.

I dati, raccolti da italiani.coop su un campione di mille persone, dimostrano i cosiddetti smartholic sono l’11% (possiedono due smartphone e usano il telefono per sei ore al giorno), ma un altro 27% va in “modalità aereo”, ovvero contatta meno di cinque persone al giorno. Un 40% si divide tra “ben equilibrati” (27%) e “modalità silenziosa” (13%). L’età media di adozione del primo smartphone ha subito uno smottamento dai 16-20 anni (per chi oggi ne ha 36-45) a 11-15 anni (per chi ne ha 18-35). La comunicazione sarà sempre più frammentata, multitasking: il 49% aumenterà fra un anno l’uso di messaggi. Da notare che se il 98% usa Whatsapp, gli sms retrocedono al 91%. Su una cosa però tutti d’accordo: il 96% userà uno smartphone 5G fra 10 anni.

Internet of Things

Coop Voce full virtual verso il 5G

E qui, il passaggio strategico di Coop Voce a operatore full mino con l’investimento milionario in infrastruttura tecnologica (assistito dal partner Accenture): “Il controllo della rete del traffico dati è assolutamente funzionale in vista del 5G e richiede di internalizzare sia le infrastrutture di rete ‘core’ che l’emissione di schede sim – spiega Massimiliano Parini, direttore di Coop Voce –. Parliamo dei server che permettono di gestire il traffico dati e di tutta la rete Ggsn (nodi di interfaccia che collegano la rete Gsm/Umts a Internet, nda), asset strategici per offrire nuovi servizi in modo indipendente da Tim, di cui seguiremo la progressione tecnologica nella copertura 5G”.

I nuovi servizi allo studio riguardano l’internet delle cose, funzioni mobile per la salute, embedded sim, pacchetti illimitati per servizi streaming, tracker per oggetti e supporto alla mobilità. A gennaio con la campagna #ConQuaLe partirà così la vendita delle nuove “Sim evolution”, che essendo prodotte direttamente da Coop Voce avranno anche la portabilità del numero e da febbraio scatterà la sostituzione di 1,5 milioni di Sim in circolazione (prodotte finora da Tim), nei 900 punti vendita dislocati sul territorio.

“È un passaggio tecnico necessario perché ci collegheremo a Telecom in roaming nazionale, ma gestiremo le due piattaforme in parallelo finché non avremo spostato tutte le linee attraverso il database Hlr dei clienti – spiega Parini -. La nuova sim ci permetterà inoltre di monitorare direttamente la qualità della connessione attraverso le applet e intervenire immediatamente con Telecom. Infine, c’è il mercato delle sim ‘machine to machine: rappresenta già il 30% in Italia, per un totale di 20 milioni di sim e noi vogliamo esserci”.

Il comparto voce resta invariato e in gestione a Tim, “benché in futuro potrà essere gestita come fosse traffico dati attraverso la tecnologia Volte (voice over Lte) e pertanto potrà ripetersi quanto accade ora”, conclude Parini. Secondo l’indagine italiani.coop la telefonata più bella della vita è stata ricevuta dal partner per 4 su 10, mentre uno su quattro farebbe l’ultima telefonata ai propri genitori (26%), partner (24%) e figli (22%). Chissà se giorno sceglieremo di telefonare invece al nostro home assistant per parlare con il nostro smart device preferito.

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