I social network mettono a repentaglio la libertà su internet

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Lo stato della libertà di internet secondo l’analisi di Freedom House (fonte: Freedom house)

Secondo il report di Freedom House, per il nono anno consecutivo la libertà globale su internet è diminuita. Tanto da costringere l’ong a lanciare un monito: “Il futuro della libertà su internet si basa sulla nostra capacità di riparare i social media”, è il grido d’allarme lanciato dall’organizzazione che da anni conduce attività di ricerca e sensibilizzazione su democrazia, libertà politiche e diritti umani.

Per Freedom House la libertà sul web viene continuamente messa in pericolo da una forma di autoritarismo digitale che si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo. E i principali strumenti utilizzati per limitare la libertà su internet, eseguendo una distorsione politica e un controllo della società, sono purtroppo i social network. Piattaforme nate con l’intento di concedere ai propri utenti delle condizioni di parità per intavolare delle discussioni civiche ma che negli ultimi tempi, denuncia Freedom House, “si stanno inclinando pericolosamente verso il liberismo, esponendo i cittadini a una repressione senza precedenti delle loro libertà fondamentali”.

Freedom house ha valutato la libertà su internet di 65 paesi al mondo notando come 33 di essi ne hanno registrato un calo complessivo nell’ultimo anno.

Gli Stati Uniti, pur restando uno dei paesi con un internet più libero (77%) hanno registrato un calo dell’1% della libertà online rispetto all’anno precedente. Inoltre, nonostante siano uno dei paesi più connessi, la velocità e la disponibilità delle reti a banda larga sono in ritardo rispetto a quelle di molti altri paesi sviluppati.

L’Italia si difende bene, confermandosi uno dei paesi con un internet più libero, ma rimane ferma al 77%. Secondo Freedom House l’Italia sconta un ritardo rispetto ad altri paesi dell’Unione europea quando si tratta di connettività generale, sebbene siano stati fatti diversi tentativi per colmare il divario digitale.

Islanda (95%), Estonia (94%) e Germania (80%) formano il podio dei paesi con la miglior libertà di internet. La Cina ha confermato il voto più basso in quanto a libertà di internet a causa della forte censura, che ha raggiunto, nel 2019, livelli allarmanti, quando il governo ha aumentato i controlli e la censura sulle informazioni  in rete prima del trentesimo anniversario del massacro di Piazza Tiananmen e ha limitato l’afflusso di notizie provenienti da Hong Kong a seguito delle proteste antigovernative che hanno caratterizzato l’ex colonia britannica negli ultimi mesi.

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