Che fine ha fatto Bernadette?, la Blanchett non salva un film noioso e incoerente

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Solo la presenza di Cate Blanchett poteva dare una qualche visibilità ad un film sbagliato come questo. Eppure nemmeno lei, nel ruolo protagonista, quello il cui nome è nel titolo, riesce a dargli una parvenza di decenza. Come mai un’attrice come lei abbia scelto un film simile? Qui non si tratta nemmeno di risollevare una storia moscia e portarla a chissà quali vette, ma anche solo di arrivare ad un livello minimo di sufficienza. E Che fine ha fatto Bernadette? proprio non ci riesce.

Parte come la storia di una famiglia, genere in cui Linklater riesce benissimo e infatti i dialoghi e i personaggi girano da subito, le interazioni riescono in quel raro obiettivo che è dire qualcosa che vada oltre al contenuto delle frasi. C’è una figlia sveglia, lontanissima dallo stereotipo della teenager o pre-teenager annoiata e antipatica, e una madre dura con tutti tranne che con lei, burbera incattivita da una vita che non voleva vivere e piena di disprezzo. Dovrebbero fare un viaggio in Antartide ma la scoperta di una truffa ai suoi danni le rivolta il marito contro. Colpevole di essere asociale e depressa, invece che partire dovrebbe rimanere con una terapeuta. Invece partirà lo stesso e da sola, mentre la famiglia preoccupata andrà a cercarla.

Già la sinossi è piena di svolte strane e difficili da comprendere. Il film completo aggiunge una terribile vicina di casa da odiare e poi comprendere e la figura bidimensionale del padre di questa famiglia. Prima amorevole poi di colpo scostante, incline a credere a qualsiasi cosa ma poi venduto come un genio che lavora per Microsoft. Poche cose sono coerenti, molte cambiano in corso d’opera, nessuna sembra frutto di una buona scelta. O almeno sensata. Nel complesso il film dà l’idea di essere fragilissimo, di tenersi in piedi per miracolo, attaccato alla maestria di chi dirige e interpreta. Ma in questa maniera chiaramente regge meno di metà della sua durata.

Richard Linklater del resto non è mai diventato una star della regia anche per questa ragione. Non è mai diventato né Paul Thomas Anderson, né Wes Anderson né ancora Jim Jarmusch o qualsiasi altro nome grosso non allineato al cinema mainstream americano che però sia conosciuto e riconoscibile. Nonostante una quantità impressionante di capolavori consegnati senza l’ombra di fatica, lo stesso ha tempestato qualsiasi tentativo un po’ più commerciale di idee assurde e fallimenti cocenti. Che fine ha fatto Bernadette? non fa eccezione, è un disastro senza appello, un inno al cinema concepito male ed eseguito (inutilmente) bene.

Chiunque altro fosse stato capace di girare la trilogia Prima dell’alba (che include Prima del tramonto e Before Midnight), quell’impresa che è stata Boyhood o anche Un oscuro scrutare, A Waking Life, La vita è un sogno e School of Rock (unica sua fuoriuscita commerciale riuscita) avrebbe avuto gli onori dei più grandi. Ma la maniera in cui questo cineasta ha regolarmente massacrato i fan e distrutto ogni aspettativa puntata su di sé con altrettanti filmacci pieni di star, flop clamorosi in bella vista (da Fast Food Nation a Bad New Bears fino a Me and Orson Welles), gli ha impedito ogni grandezza.

Ora Cate Blanchett fresca di nomination (la sua decima) a un Golden Globe per questo ruolo dovrebbe dare lustro ad una produzione come sempre ottima nelle idee di fondo ma pessima negli obiettivi. Come nella serie Sharp Objects infatti anche qui troviamo ad un certo punto una specie di inno al diritto all’odio, odio per quel mondo di apparenze che pretende tu ne faccia parte e ti isola se non avviene, odio da misantropi ma che sembra giustificato agli occhi del film. Un’idea forte, bella da sviluppare ma che scompare prestissimo per lasciar posto ad una rappacificazione familiare lunga 20 minuti, fatta di dialoghi assurdi e svolte risibili, come il presentarsi in Antartica della famiglia.

E il fallimento vero allora è il fatto che Cate Blanchett non riesca mai ad essere interessante nonostante abbia un personaggio in cui convivono gli opposti, che ha sofferto e che cerca purificazione, cioè la maniera più semplice per piacere e conquistare. Invece di Bernadette non ci interessa mai niente. Non ci importa il suo dramma, non ci cattura la sua vita, non ci appassionano le sue sventure o il suo lento risalire la china. Quando scompare pare una liberazione. Purtroppo la troveranno.

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