Aspettando il 5G: gli italiani comprano meno smartphone

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(Foto: Flickr_Garry Knight)

Luci e ombre sulla spesa degli italiani per l’innovazione tecnologica nei beni durevoli: per la prima volta dopo anni i consumatori rinunciano allo smartphone a favore di veicoli, elettrodomestici moderni e accessori per la casa connessa. Ma un po’ tutti i settori del tech patiscono il segno “meno”, che tocca anche tv e personal computer, mentre cresce la spesa per l’auto nuova (18,6 miliardi, +4,5%) e usata (19,6 miliardi, +2,3%). L’alimentazione alternativa dei mezzi rappresenta ancora il 15% dell’immatricolato.

In generale, secondo l’Osservatorio Findomestic 2019, realizzato in collaborazione con Prometeia, la spesa italiana in beni durevoli è cresciuta del 2,1% con veicoli (+3.5%) e casa (+0,5%) a costituire rispettivamente il 54% e 46% dei 75 miliardi spesi, cifra pari al 7% della spesa complessiva nazionale (1090 miliardi, +1,1%). La crescita più forte è avvenuta in Veneto (+4,5%), mentre la Lombardia è prima per valori assoluti di spesa (14,2 miliardi).

Il tech aspetta il 5G

Elettronica (-5,6%%), telefonia (-4,4%) e Information technology (-0,8%) sono maglie nere dei consumi, con una battuta d’arresto storica per lo smartphone in particolare: -6% rispetto al 2018. Momento “no” anche per i televisori (-5,4%), nonostante le vendite dei prodotti premium o con schermi più grandi, e per i pc (-1,8%).

“Mercato maturo, forte calo dei prezzi, aggressiva concorrenza fra settori It e telecomunicazioni, l’attesa per l’arrivo del 5G sia da parte della domanda che dell’offerta causano la prima battuta d’arresto in 10 anni per il telefonino – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio -. L’eventuale ripartenza è legata a doppio filo al sostegno dallo switch off verso le reti di quinta generazione che dovrebbe partire a fine 2021”.

Va notato che il mobile ha raggiunto l’83% della popolazione e le 81,5 milioni di sim “human” superano di gran lunga i 60 milioni di residenti, quindi gli italiani aspettano la svolta tecnologica in un mercato saturo e comprano più accessori. Così, se gli smartphone sono il 90% nel mercato della telefonia, crescono invece i wearables +61,5% (a valore) e gli auricolari (+45,5%).

Le considerazioni sul 5G valgono anche per le Tv che rappresentano l’80% dell’elettronica, dove cresce invece il mercato degli altoparlanti smart (+12,1%) e degli home assistant (+9,3%). Allo stesso modo, nell’It dominato per il 50% dai pc (-1,8%), salgono al contrario i monitor (+9,9%) e le game station (+9,4%).

Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic (foto ufficio stampa)
Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic (foto ufficio stampa)

Automotive e casa

Nel frattempo si investe in veicoli, home comfort e mobili. Il parco auto nuovo vede il crollo del diesel (-24% nei primi 9 mesi dell’anno) e un incremento del benzina (+27%). “Anche se le auto elettriche restano marginali, con una quota dello 0,5% del mercato del nuovo, le alimentazioni alternative (ibride, Gpl, metano) rappresentano ormai il 15% dell’immatricolato (+13,6%) in un contesto in cui si assiste all’ascesa dell’e-bike (+8,6%) e dei motoveicoli elettrici”, spiega Bardazzi. Fra le alternative il metano è in calo (-17,4%) con una vettura su 10 fra le nuove; una su due (il 47,8%) va invece a Gpl (+10,7%) e 4 su 10 sono ibrido elettrico (+32,4%).

L’incremento della spesa fra le mura domestiche riguarda soprattutto climatizzatori e deumidificatori (+36,1%), elettrodomestici grandi (+1,7%), piccoli (+6,4) e arredamento (+2,1%). “Connessione, innovazione, multifunzionalità e design guidano le scelte di acquisto delle famiglie – spiega Bardazzi -, attente alla performance tecnologica e al risparmio di tempo ed energia”.

auto elettrica
Photo: reshape from Håkan Dahlström on Flicrk.com. License CC BY 2.0

L’ecommerce incide in ogni mercato dei beni durevoli monitorati dall’Osservatorio Findomestic. L’incremento più forte è nell’“home comfort” (condizionatori e domotica, +37,2%), seguito da mobile (+30%) e telefonia (+27,4%). Sono le fotocamere però l’oggetto di culto dello shopper online: quasi una su tre (il 29%) viene comprata sui siti. Lo stesso accade per un prodotto informatico su cinque (il 20,4% del totale) e un piccolo elettrodomestico su quattro (il 23,6%).

Il credito al consumo

Il mercato del credito al consumo chiuderà il 2019 con flussi erogati pari a 71,5 miliardi di euro, il 3,9% in più rispetto al 2018 (secondo le stime Findomestic su dati Assofin), proseguendo nel trend positivo da otto anni. Findomestic a fine anno avrà, invece, erogato 10,3 miliardi di euro, con una crescita superiore alla media del mercato: +5,6%. “Quest’anno – spiega Gilles Zeitoun, direttore generale di Findomestic – l’obiettivo è stato quello di consolidare la nostra quota di mercato del 14,5%, che ci vede come società leader in Italia”. E nel 2019 il ricorso al credito è aumentato anche tramite web: nell’ambito dei prestiti personali, l’incidenza dell’online è stata pari al 7% a livello di mercato e del 17% per Findomestic che, primo operatore nel Paese anche su Internet.

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