Cosmo SkyMed 2, cosa farà in orbita il satellite pronto al lancio

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COnstellation of Satellites for the Mediterranean basin Observation: Cosmo SkyMed (immagine di Thales Alenia Space)

Nel 2008, quello che ha visto del terremoto del Sichuan, in Cina, o del ciclone Nargis in Birmania è stato usato dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie durante le operazioni di soccorso e aiuto alla popolazione. Lo stesso contributo, dalla sua orbita eliosincrona a 620 chilometri di quota, la costellazione Cosmo SkyMed l’ha dato quando gli uragani Hannah e Ike hanno devastato Haiti, pochi mesi dopo. Adesso, per i quattro satelliti che dal giugno 2007 osservano la Terra come angeli custodi, è arrivato il momento di evolversi.

Il primo dei due Cosmo SkyMed di seconda generazione, battezzato Csg-1, raggiungerà lo spazio nella mattina di martedì 17 dicembre, lanciato da un vettore Sojuz che si staccherà dalla rampa allo spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, quando in Italia saranno le 9:54 (Wired seguirà il lancio in diretta).

L’Italia, a proposito, è e rimarrà protagonista di tutta la missione: Cosmo SkyMed 2 coronerà infatti il programma di osservazione del nostro pianeta (in gergo, Eo) finanziato interamente dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), dal ministero della Difesa e da quello dell’Istruzione, università e ricerca. Un impegno concretizzatosi negli sforzi della torinese Thales Alenia Space – responsabile della fornitura chiavi in mano dell’intero sistema – di Telespazio – che si occuperà dell’infrastruttura di controllo, oltre che della ricezione e della elaborazione dei dati – e in quelli di numerose fra piccole e medie imprese tricolori.

L’arrivo a Kourou, in Guyana Francese, di Cosmo SkyMed 2 (foto: Thales Alenia Space)

È un caso esemplare di come l’attività oltre l’atmosfera abbia ricadute qui, sulla Terra. Certo, economiche – e non è secondario che al recente consiglio dei Ministri dell’Agenzia spaziale europea il finanziamento italiano sia aumentato fino a 2,3 miliardi di euro –, ma soprattutto in termini di impatto sulla vita quotidiana e, nella fattispecie, sulla sua salvaguardia.

Lo strumento di bordo principale di Cosmo SkyMed è infatti un’antenna radar ad apertura sintetica (Sar) che lavora in banda X, ed è quindi in grado di scrutare la Terra a qualsiasi ora del giorno e della notte e in ogni condizione meteorologica. È lo stato dell’arte tecnologico nell’aiuto alla previsione di  frane e alluvioni, nel coordinamento dei soccorsi in caso di terremoti o incendi, e nell’osservazione delle aree di crisi. Non solo: Cosmo SkyMed contribuirà anche al monitoraggio del mare, implementerà l’agricoltura di precisione, la sicurezza e la difesa dei confini.

Il suo radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un’estensione di pochi chilometri quadrati e osservandola con una risoluzione inferiore al metro), stripmap (guardando una striscia continua di superficie) o scanSar (monitorando un’area di 200 chilometri di lato).

Il radar ad apertura sintetica di Cosmo SkyMed 2 (foto: Thales Alenia Space)

Nel caso della prima generazione, il tempo necessario per configurare la costellazione e ottenere immagini dell’area desiderata variava da 72 ore, in condizioni di routine, a meno di 18 nei casi di emergenza. “Con i nuovi satelliti abbiamo migliorato la capacità di risoluzione radar”, spiega Giampiero Di Paolo, direttore Dominio osservazione e navigazione di Thales Alenia Space, “disponiamo anche di una maggiore rapidità di acquisizione immagini grazie a un sistema di programmazione, trasferimento dati ed elaborazione più potente rispetto ai precedenti. In più abbiamo sviluppato un sistema di controllo termico in grado di dissipare maggiormente la potenza del payload”.

Come i quattro satelliti della prima generazione, i due della seconda – l’ultimo sarà lanciato a dicembre 2020 – sono un sistema duale, cioè progettato per usi civili e militari, e pensato per assecondare le esigenze della comunità scientifica, ma anche dei clienti governativi e commerciali (la vendita dei dati sarà gestita da un’altra italiana, la e-Geos, joint venture di Asi e Telespazio). “A bordo di Cosmo SkyMed – conclude Di Paolo – abbiamo anche un sistema sofisticato di ricezione Gps. È autolocalizzante e sarà fondamentale, soprattutto in casi di emergenza”.

Nel lancio di martedì, Cosmo SkyMed 2 non sarà l’unica tecnologia italiana a partire: nell’ogiva del Sojuz ci saranno anche il dimostratore di nanosatelliti Angels, cui Thales Alenia Space ha fornito lo strumento miniaturizzato ArgosNeo, e Cheops, la sonda cacciatrice di esopianeti dell’Esa, alla cui realizzazione hanno contribuito l’Asi, l’Istituto nazionale di astrofisica e diverse università italiane.

Il lancio è previsto alle 9:54 italiane di martedì mattina (foto: Thales Alenia Space)

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