mercoledì, Dicembre 1, 2021

Una serie di sfortunati eventi su Netflix e il difficile confronto con il film

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Siamo pronti: i fan di Una serie di sfortunati eventi, il ciclo di romanzi scritto da Lemony Snicket, stanno per vivere una nuova esperienza con i personaggi che hanno amato. Poche ore fa è stato rilasciato il trailer dell’omonima  serie che andrà in onda su Netflix il 13 gennaio 2017 in 13 episodi. In un solo minuto ho avuto la possibilità di assaporare qualcosa della trama e, inevitabilmente, ho ripensato all’ottimo film del 2004 con Jim Carrey nei panni del conte Olaf.

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Questa volta a calarsi nel ruolo del terribile conte, tutore dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, sarà il bravissimo Neil Patrick Harris, uno dei migliori caratteristi statunitensi. Molti di voi se lo ricorderanno nei panni di Barney Stinson, in How I Met Your Mother, un personaggio che mi ha lasciato senza parole sia per la caratterizzazione che per la capacità dell’attore di mutare più volte forma. Nella sua nuova avventura Neil Patrick Harris sarà un villain malvagio e interessato all’eredità dei tre orfani che gli vengono affidati.

Diamo uno sguardo alla produzione di questo franchise: sono stati pubblicati 13 libri (editi anche in Italia), collegati alla storia principale, oltre a una serie di più brevi pubblicazioni che approfondiscono personaggi e trama. Dai primi tre romanzi è stato tratto il film diretto da Brad Silberling. I requisiti affinchè invece di un solo film, dal corpus letterario venisse tratta una trilogia cinematografica c’erano tutti, ma qui  ci troviamo davanti al caso di una produzione mai esplosa. E se ieri un mancato progetto cinematografico in più capitoli, significava un nulla di fatto, oggi con la web-tv abbiamo un nuovo player sostitutivo del grande schermo.

Plot avvincente, capacità di adattarsi alla serialità, universo ben costruito, un pubblico già abituato alle storie su altri canali di distribuzione, tutto questo dovrebbe bastare per proporre una nuova avvicente storia ad episodi.

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Dal trailer ci rendiamo subito conto dell’esistenza di elementi importanti: nei libri il conte Olaf ha il tatuaggio di un occhio sulla caviglia sinistra, un dettaglio a cui nel film viene dato scarso rilievo, mentre sembra che nella serie di Netflix tornerà ad essere un elemento centrale e simbolico.

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A mio avviso, il senso di questo progetto seriale è proprio quello di dare giustizia ad un prodotto che al cinema non si è espresso in tutte le sue potenzialità. Spesso e volentieri il cinema ha il limite di dover  sintetizzare in poche ore storie che avrebbero bisogno di molto più tempo per essere ampiamente espresse. Non tutte le produzioni  possono contare su budget milionari come quelli di Harry Potter o della saga del Signore degli Anelli.

Qui entra in campo la web-tv che viene incontro a questo genere di prodotti riuscendo a raccontare una storia con un respiro più ampio, rivolta o a un pubblico esigente, che va alla ricerca di film o serie televisive che si avvicinino il più possibile al progetto originale. In parole più semplici: se di Una serie di sfortunati eventi vi è piaciuto  più il libro che il film, forse è perché avevate bisogno di una serie in tv.

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