mercoledì, Dicembre 1, 2021

WordPress contro Wix, un riepilogo per chi se l’è perso

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Wix è WordPress. A dirlo non è il primo che passa, ma Matt Mullenweg, papà di WordPress e fondatore di Automattic, la holding che detiene le azioni del site builder più famoso al mondo, utilizzato dal 25 per cento dei siti web.

Nelle ultime settimane i principali giornali di tecnologia si sono soffermati a lungo sulla querelle che ha visto su fronti contrapposti il guru dei blog e Avishai Abrahami, CEO di Wix, società creata nel 2006 da tre giovani israeliani con l’obiettivo di fornire agli internauti gli strumenti per creare siti in modo semplice e intuitivo. Talmente semplice che alle piccole imprese, tra i principali clienti di Wix, non resta che scegliere il dominio. Così negli anni l’azienda di Tel Aviv si è presa una fetta importante di mercato, con oltre 80 milioni di utenti in 190 Paesi.

L’origine dello scontro

Secondo Mullenweg, la società di Tel Aviv avrebbe copiato alla lettera il codice di WordPress, linguaggio protetto da una licenza open source, cioè la GNU General Pubblic License, nota anche come GNU GPL o soltanto GPL.

Ma se si tratta di un codice “libero” perché il papà di WordPress protesta? Perché Wix non si sarebbe limitata a copiarlo, ma lo avrebbe “chiuso” con una licenza proprietaria, non GPL, dunque non open source. Che è un po’ come, volendo banalizzare molto, entrare in un giardino aperto al pubblico e fare incetta di tutte le arance di un albero per poi rivenderle con il proprio marchio. Tra l’altro, sostiene Mullenweg, WordPress non sarebbe nemmeno citata nei credits.

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920x920Matt Mullenweg, il papà di WordPress

Il post avvelenato

Tutto è partito il 28 ottobre, quando Matt ha pubblicato un post molto polemico sul suo blog.

La settimana scorsa ho scaricato la nuova app mobile di Wix (il codice è chiuso, proprietario: né open source, né GPL). Ho avuto un déjà vu. Qualcosa di familiare, di già visto. Perché è WordPress.

L’accusa quindi si fa incalzante: diversi elementi di WordPress (qui alcune informazioni per capire meglio come funziona il site builder) sarebbero stati trasferiti nell’editor concorrente senza nemmeno essere adattati (addirittura ci sono gli stessi bug!)

Le icone personalizzate, i nomi delle categorie, persino i bugs.

Quindi arriva l’accusa più grave:

Il furto del codice è palese e va al di là di qualunque altra cosa abbia visto fare a un concorrente.

Per Matt è una questione di principio“Caro Wix – incalza – ciò contravviene in modo esplicito la licenza GPL”. Quest’ultima, prosegue,“è quello che ha permesso di far prosperare WordPress. La tua app è costruita con il codice rubato e così tutta la vostra applicazione è ora in violazione della licenza”.

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Un attimo, ma che diavolo è la GPL?

È una licenza software basata sul copyleft: l’autore consente alcuni utilizzi della propria opera anziché vietarli. Indica, in altre parole, ai fruitori del suo prodotto quali usi possono farne liberamente senza dover chiedere specifico consenso. ­­È un modello diametralmente opposto al copyright che riguarda il diritto di riprodurre e distribruire sul mercato copie di un’opera. In base alla GPL, il software deve restare libero.

Su Wikipedia si legge: “Come ogni licenza di software libero, essa concede ai licenziatari il permesso di modificare il programma, di copiarlo e di ridistribuirlo con o senza modifiche, gratuitamente o a pagamento”.

A un patto: “Chi distribuisce è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente del software alle persone che ne hanno ricevuto una copia o, in alternativa, accompagnare il software con una offerta scritta di rendere disponibile il sorgente su richiesta a prezzo nominale”.

E con una precisazione:

Se vengono utilizzate parti GPL in un programma (e il programma è distribuito), tutti gli altri codici sorgente del programma devono essere resi disponibili alle stesse condizioni di licenza.

Come spiega Guiodic blog, “se non ci fosse questa restrizione, qualcuno potrebbe prendere il programma, modificarlo (magari in modo banale, cambiando qualcosa di insignificante), e poi ridistribuirlo come programma proprietario. In questo modo si interromperebbe la catena che è il vero successo della GPL: io creo un programma, qualcuno lo migliora e tutti (me compreso) possono godere di tali migliorie”.

La richiesta di Matt

Matt accusa Wix proprio di essersi serviti di sorgenti WordPress senza dichiarare esplicitamente il fatto o distribuire i prodotti derivati sotto la stessa licenza libera, violando il GNU GPL:

“Ho sempre detto che quando parliamo di GPL, non si tratta di limiti, ma di possibilità. È un modo per incoraggiare l’innovazione. Se volete chiudere la porta a quest’ultima, scrivetevi un codice. Se invece avete intenzione di unirvi alla comunità open source, valgono le regole del gioco open source”.

Mullenweg ha concluso la sua lettera con una esortazione:

“Rilasciate la vostra applicazione sotto la licenza GPL, e mettete il codice sorgente della vostra applicazione su GitHub (una specie di social network per sviluppatori, nda), in modo che tutti noi possiamo costruire su di esso, migliorarlo, e imparare da esso”.

Avishai Abrahami, CEO di WixAvishai Abrahami, CEO di Wix

Le repliche di Avishai

“Non sapevo che stavamo combattendo”. Avishai Abrahami ha risposto subito al post di Matt Mullenweg, dichiarandosi “sorpreso dalle pretese” nei confronti di Wix.

Il Ceo ha amesso che l’app mobile di Wix ha fatto uso del codice WordPress, “ma solo per una parte minore della domanda”, e al tempo stesso si è difeso dall’accusa di prendere dalla comunità open source senza dare nulla in cambio:

Ecco un elenco di 224 progetti sulla nostra pagina pubblica GitHub”.

Avishai ha cercato comunque di essere conciliante – “voi ragazzi meritate un sacco di credito perché avete reso internet migliore” – dicendosi pronto a condividere i codicidi Wix e chiedendo a Matt un incontro “davanti a una tazza di caffè”.

E quindi?

Mullenweg, qualche giorno dopo, in un aggiornamento al post iniziale, ha replicato punto per punto alle risposte di Abrahami, ribadendo ancora una volta che Wix sta violando le regole della comunità oper source: “Non si tratta di una lotta, ma della constatazione per cui le app mobile di Wix usano un codice GPL, ma a loro volta non sono GPL, violando così la licenza originaria”.

Su questo punto Matt non ha alcuna intenzione di cedere:

Sarò felice di incontrarti quando il problema sarà risolto. Spero di essermi spiegato su cosa pensiamo che Wix stia sbagliando e come vada risolto.

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