giovedì, Dicembre 2, 2021

5 idee per i negozi tradizionali per non soccombere all’ecommerce

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269: tanti sono i punti vendita che Walmart, il gigante dello shopping americano chiuderà da qui a breve (154 solo negli Usa). Macy, altro gigante, invece ne chiuderà solo 100 su 728. E altri marchi famosi seguiranno presto. Tempi duri, insomma per lo shopping “fisico”. Ma la crisi c’entra fino a un certo punto: il responsabile numero uno della disfatta dei negozi su strada è l’e-commerce con le sue offerte irresistibili (e un po’ invadenti), i prezzi al ribasso, le sempre più veloci vie dei corrieri come spiegava già tre anni fa un articolo Wired Usa. Per un Amazon che avanza (tanti) altri indietreggiano.

Eppure secondo una ricerca della società specializzata TimeTrade, l’85 % dei consumatori preferisce di gran lunga acquistare in negozio che via internet. Ma i commercianti non farebbero abbastanza per soddisfare le loro esigenze e rivaleggiare con l’esperienza online. Non dipende solo dai prezzi, che pure hanno il loro peso, ma dal fatto che viviamo immersi nel brodo primordiale dell’innovazione hi-tech e abbiamo continuo bisogno di novità. La domanda a questo punto è: cosa può fare chi ha un negozio e vuole passare indenne per il ciclone dello shopping online? Ecco qualche idea, Made in Usa (e non solo).

Negozi come esperienze
Chi l’ha detto che in negozio si va solo per fare shopping? Nel suo flagship store di Manhattan, Macy ha recentemente organizzato feste da ballo, e ha dedicato un piano ai Millennials con pareti dove farsi i selfie (ed esporli), spazi per provare le tecnologie wearable e stampanti 3-D per creare accessori su misura.

L’idea è quella di incrociare il desiderio di socialità dei giovanissimi, riuscendo al contempo a sorprenderli (e non è facile).

Più personal shopper per tutti
Sempre secondo TimeTrade, il 59 per cento dei Millennials spenderebbero di più se un addetto alle vendite gli desse suggerimenti onesti e su misura. È il cosiddetto personal shopper, un’evoluzione della figura del commesso. Ed è proprio a loro, che si rivolgono i  corsi che negli Usa spiegano come è cambiato il nostro modo di fare gli acquisti, e come si può far tesoro delle nostre esperienze online per indurci a riempire il carrello della spesa, senza sembrare invadenti. Ci riusciranno?

Vendite multicanale
Pensateci: quante volte prima di fare un acquisto in negozio, vi siete documentati online? È questo che si intende con shopping multicanale. Per adesso lo facciamo in una sola direzione: proviamo un oggetto in negozio e poi lo cerchiamo online, per acquistarlo risparmiando. In futuro invece potremmo scegliere un capo online, metterlo nel carrello (virtuale) e poi provarlo e ritirarlo in negozio, dove un addetto alle vendite mettendo assieme Big data (i nostri comportamenti online) e small data (i nostri comportamenti nella vita reale, ben descritti da Martin Lindstrom nel suo ultimo libro, nda) può trasformarci in un cliente modello. Il caso più famoso è quello dei negozi americani Bonobos, dove i clienti si recano su appuntamento per provare i capi scelti online, che poi gli verranno consegnati a casa. E a dire che la strada potrebbe essere quella giusta, c’è anche una ricerca di Google sull’argomento.

Tecnologie smart
Uno studio dell’agenzia di rating Fitch dice che entro il 2020 i grandi negozi potrebbero avere accesso alla stessa mole di dati che hanno su di noi i siti web. Certo l’idea di un Grande Fratello che segue le nostre mosse di consumatori, non è piacevole. Ma per un negozio che deve sopravvivere agli assalti dell’e-commerce, conoscere meglio la sua clientela potrebbe fare la differenza. Negli Usa si parla già di video e wi-fi tracking dei clienti: per capire cosa provano, come si muovono nel perimetro di un negozio e come fanno i loro acquisti. E di offerte pronte a raggiungerli quando si trovano nei dintorni, attraverso i beacon: piccoli dispositivi Bluetooth, che attraverso segnali radio possono interagire con gli smartphone.

Ma le speranze sono soprattutto rivolte alle tecnologie avveniristiche come gli specchi smart, che permettono, tra le altre cose, di cambiare il colore dell’abito con un clic. Spesso annunciati, ad oggi non si sono mai visti. Ma le cose stanno cambiare: già negozi famosi come Neiman Marcus hanno sperimentato specchi come MemoMi, che registra video e ci mostra la nostra immagine a 360 gradi, con abiti di colori diversi. Specchio, specchio delle mie brame…

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