venerdì, Dicembre 3, 2021

Quali sono le startup italiane che puntano sulla realtà virtuale

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Non è fantascienza, e non è la realtà virtuale dei film, quella che temevamo potesse farci perdere la percezione di noi stessi e del nostro mondo fino a farci confondere tra mondo reale e mondo fittizio, né l’allucinazione collettiva di Matrix né quella con le tute a sensori de Il tagliaerbe. È un modo di immergersi, ben consci del mondo dove viviamo, in un altro mondo creato per noi, una sensazione che coinvolge soprattutto la vista: tramite visori che ci permettono di guardare a 360 gradi (dagli Oculus Rift ai Samsung Gear Vr ai Google Daydream View fino ai più economici cardboard, fatti di cartone) possiamo entrare completamente in un altro mondo.

3DWA è il primo parco tematico in hyper reality al mondo3DWA è il primo parco tematico in hyper reality al mondo

La realtà virtuale (VR, Virtual Reality) è una tecnologia che aspettavamo da anni, ed è in grado di cambiare, più ancora della realtà aumentata, lo scenario della comunicazione, della cultura, dell’industria e dell’intrattenimento. C’è chi ha pensato bene di farne un’occasione di intrattenimento.

A Feletto Umberto, Tavagnacco, in provincia di Udine, ha appena aperto il primo parco tematico al mondo di Hyper Reality, la 3D World Arena, grazie alla startup SNR, fondata da Massimiliano Soresini, informatico con 14 anni di esperienza nella robotica industriale.

Qui la realtà virtuale non coinvolge solo la vista, ma grazie a speciali sensori e attuatori, sono coinvolti gli altri sensi: è possibile aprire una finestra e sentire l’aria calda o fredda che entra, camminare, correre, saltare, sedersi, interagire con cose e persone.

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Si può fare un giro virtuale sulle montagne russe, volare su un deltaplano, sfrecciare su auto da corsa o navigare in canoa sul Colorado River nel Grand Canyon. O combattere i robot con katane, pistole, archi e frecce laser. “Abbiamo piattaforme che consentono di muoverti liberamente nello spazio virtuale, pur restando nella stessa zona, postazioni in cui ti lanci in spazi illimitati, muovendoti in un’area di 9 mq completamente senza fili” spiega Soresini. “Abbiamo sviluppato un’area di 50 mq dove ti muovi senza fili, grazie a un visore sviluppato da noi. Stiamo per aprire una postazione di hyper reality pura, dove possiamo avere dei feedback anche tattili, essere toccati grazie a degli automatismi che abbiamo sincronizzato con i giochi, e che coinvolgono anche l’olfatto e l’udito”.

La ricostruzione della Città Proibita realizzata da LD MultimediaLa ricostruzione della Città Proibita realizzata da LD Multimedia

C’è chi pensa alla realtà virtuale per applicarla alla medicina, alla sicurezza e alla cultura. LD Multimedia, startup di Torino, lavora da anni alla ricostruzione in rv del corpo umano, una tecnologia che permette di studiare le possibili operazioni e le reazioni ai farmaci. Al momento sta lavorando al progetto Prodige, insieme al Politecnico di Torino, al SITI, Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione, alla Polizia di Stato e all’Aeronautica Militare, per visualizzare ambienti sensibili e prevenire possibili azioni di terrorismo e studiare azioni in caso di eventi naturali. “Andiamo a scansionare degli ambienti sensibili con il laser, li andiamo a integrare con la modellazione 3D e creiamo tutte le interazioni in realtà virtuale simulando le operazioni che gli operatori, in caso di calamità naturale o terrorismo, possono svolgere dentro quell’ambiente” ci spiega Luca Licata, Presidente e AD di LD Mutlimedia. “Per farlo usiamo una virtual room con pedane di camminamento e sensori di prossimità”. Un’idea che fa pensare a Jack Bauer e al CTU della serie 24, ma che sta per diventare realtà. La rv è anche al servizio della cultura: LD ha infatti ricostruito in 3D la Città Proibita di Pechino in una stanza del Museo Mao di Torino, in modo da poterci passeggiare dentro, e ci porterà presto dentro l’Urlo di Munch.

Si occupa di arte e cultura anche una startup agli antipodi, Arte Amica, di Lecce, che ha studiato un sistema di visite immersive nell’arte. Si chiama Amica VR, e prevede un visore low cost (è costruito in legno, si chiama Woodboard, ed è facile da assemblare per essere adattato allo schermo del proprio smartphone) e una serie di app sviluppate in rv, dedicate a singole città del Salento: in questo modo sarà possibile “entrare” nei monumenti mentre si stanno osservando.

Si possono anche visitare le strade del Tour de France o la Grande Muraglia Cinese mentre si pedala sulla propria cyclette. Ci ha pensato Widerun, startup italiana che ha pensato di rendere meno noiosi gli allenamenti al chiuso, e di renderli il più possibile simili a una pedalata all’aperto. Tramite un dispositivo come Oculus Rift e una qualsiasi cyclette è possibile viaggiare osservando nuovi orizzonti.

Si occupa di turismo, ma anche di comunicazione aziendale e di servizi Oniride, startup di Roma. Ha lanciato per la Regione Lazio la app VisitLazio.com per effettuare dei tour virtuali tra i monumenti della regione, e si è occupata di clienti importanti come Enel, BNL e Nexo Digital. Usa un visore di cartone (si chiama Goofo) che si monta in pochi secondi: è formato da due lenti per il 3D e ha alcune aperture per auricolari, telecamere o altri device. Anche loro ci permettono di viaggiare dentro i dipinti, come la notte stellata di Van Gogh, e di visitare musei come il Carcer Tullianum e Il Mausoleo di Elena a Roma. E hanno anche realizzato il primo fumetto in realtà virtuale, Magnetique.

ShelfZone, il progetto che permette di visualizzare in rv gli scaffali di negozi e supermercatiShelfZone, il progetto che permette di visualizzare in rv gli scaffali di negozi e supermercati

La realtà virtuale può servire a testare impianti prima di installarli, comprare un appartamento e scegliere gli allestimenti prima che sia pronto. C’è una startup, inVrsion di Milano, che ha pensato di usarla per riprodurre i negozi delle grande distribuzione. ShelfZone, lo strumento creato per simulare le corsie di un supermercato, è utile alle aziende per studiare i comportamenti dei consumatori. “Facendo una ricerca sui nostri clienti abbiamo visto che poteva esserci l’esigenza di ricostruire la simulazione di spazi retail, per capire se allestimenti di negozi potessero funzionare prima ancora di averli costruiti” spiega Matteo Esposito, CEO di inVrsion. L’idea potrebbe anche rivoluzionare l’e-commerce, regalando agli utenti la possibilità di entrare virtualmente in un negozio restando a casa loro. “Simulare i supermercati in modo immersivo è realistico e divertente” spiega Esposito. “Da qui l’idea di chiedere un nuovo round di investimenti per realizzare l’e-commerce virtuale. L’esperimento che stiamo facendo è integrare l’intelligenza artificiale alla rv: stiamo per creare un assistente virtuale che assiste durante lo shopping”.

Siamo quindi pronti per la rivoluzione? “Siamo pronti più che mai, realtà come questa inizieranno a nascere come funghi” ci risponde Luca Licata di LD Multimedia. “La realtà virtuale è una naturale evoluzione del mercato della comunicazione, e delle agenzie tradizionali. Il boom è evidente”. “La RV oggi la vedo legata all’ambito enterprise” è l’opinione di Massimiliano Soresini di SNR. “Noi abbiamo iniziato con la parte più complicata. Altre cose più semplici, come la progettazione di impianti, o la rappresentazione di edifici, sono già in atto”. “Ci sono in ballo tantissimi investimenti” riflette Matteo Esposito di inVrsion. “Da aziende che producono device ad altre che producono controller, piattaforme, nuovi motori grafici, telecamere, software. C’è un boom in ogni settore. Ogni giorno c’è una novità”.

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