mercoledì, Dicembre 1, 2021

L’architettura per i rifugiati

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“L’architettura deve ritrovare il suo valore civico”.
Così scriveva sulla rivista Deezen il popolare designer Cameron Sinclair e oggi l’appello pare aver colto nel segno.

Lo dimostra l’impegno di numerosi colleghi nella ricerca di soluzioni sostenibili in favore dei richiedenti asilo, fenomeno che interroga anche chi ridisegna le città.

Una risposta interessante giunge da Hannover, dove Jorg Friedrich, docente dell’Università Leibniz, ha sviluppato con i suoi studenti dei progetti di riqualificazione urbana rivolti ai nuovi arrivati. Si va dalla riconversione di chiatte galleggianti sui fiumi all’utilizzo degli ex padiglioni dell’Expo del 2000, fino all’occupazione di vagoni abbandonati.

Il progetto si chiama Filling the gaps e il suo messaggio è chiaro: gli spazi ci sono, basta volerli trovare.

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