mercoledì, Dicembre 1, 2021

Nuovi Lea, come cambierà l’assistenza sanitaria

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Il cambiamento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, ottiene il via libera dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, come annunciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che lo definisce “un passaggio storico per la sanità italiana“.

Nei Lea rientrano le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche. Il decreto che aggiorna i livelli essenziali di assistenza va quindi a sostituire, integralmente, quello che risale al 2001 e diventa quindi la fonte primaria per la definizione delle attività, dei servizi e delle prestazione, garantite dal Ssn.

Nel provvedimento sono inclusi i nuovi nomenclatori dell’assistenza specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Quindi, vengono ridefiniti e aggiornati gli elenchi delle malattie rare e di quelle cronache e invalidanti che danno diritto all’esenzione ma vengono anche innovati i nomenclatori. Quindi, c’è un turnover tra prestazioni obsolete che escono e prestazioni tecnologicamente avanzate che entrano. Inoltre, attività già incluse nei Lea vengono meglio e più dettagliatamente specificate.

Viene quindi prevista l’erogazione a carico dello Servizio sanitario nazionale di tutte le prestazioni riguardanti sei nuove patologie croniche (tra cui la sindrome da talidomide, le patologie renali croniche e l’endometriosi); l’inserimento di oltre 110 nuove voci, tra singole malattie rare e gruppi di malattie, nell’elenco delle malattie rare; l’erogazione gratuita di nuovi vaccini (quali anti-papillomavirus, anti-pneumococco, anti-meningococco); l’introduzione di nuovi screening neonatali per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale per le malattie metaboliche ereditarie; l’erogazione gratuita di tutte le prestazioni concernenti la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa.

Con  l’aggiornamento del nomenclatore protesico si andrà a incidere sia sulla qualità degli ausili che su una semplificazione  per l’individuazione e la modalità di richiesta degli stessi. Si parla quindi di arti artificiali, sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo, comunicatori oculari, tastiere adattate per persone con gravissime disabilità.

Uno degli obiettivi, come sottolineato anche in passato dal ministro Lorenzin, è proprio quello, resi operativi i nuovi Lea nel 2017, di  garantire un accesso uniforme a prescindere dal contesto in cui vive il malato o chi esige la prestazione. Un obiettivo che chiama in causa la sostenibilità economica-finanziaria dei nuovi livelli di assistenza.

Si avvia quindi alla conclusione un iter che aveva visto, lo scorso 22 dicembre, la firma sul decreto da parte del ministro della Salute e successivamente quella del ministro dell’Economia Padoan. Quindi, come precisato dal ministero, dopo “la registrazione di rito della Corte dei Conti, ci sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.

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