giovedì, Dicembre 2, 2021

Nintendo Switch, la prova in anteprima

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L’esterno dell’evento

L'esterno dell'evento
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La sede della prova, dall'alto
La sede della prova, dall’alto
Switch
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Joy-Con
Joy-Con
La versione colorata
La versione colorata
Entrambe le versioni di Switch
Entrambe le versioni di Switch
Le molte postazioni di gioco
Le molte postazioni di gioco
Io che gioco serissimo
Io che gioco serissimo
Zelda
Zelda
Ancora Zelda
Ancora Zelda

Londra — Se le console fossero persone, Nintendo sarebbe quel tuo amico che invece di mangiare i piatti che tutti conoscono trova mille modi diversi di reinventare la carbonara, le lasagne, la pizza. A volte azzeccandoci, a volte no. La sua particolare alchimia è fatta di tradizionalismi degni del Giappone feudale, come Mario o Zelda, difesi con abnegazione nipponica, ma anche continua ricerca di qualcosa che la collochino fuori da un mercato ormai bloccato su schermi visti e rivisti.

Nintendo Switch rappresenta la perfetta sintesi di questa filosofia: guarda al mondo di chi gioca su mobile, ma vorrebbe comunque titoli di peso, cerca di stupirti ripensando ai giochi in maniera non convenzionale, ma sa che per aver successo non potrà allontanarsi troppo dall’ombra di un idraulico, un eroe vestito di verde e un passato glorioso.

Dopo l’annuncio abbiamo avuto modo di giocarci per qualche ora, provando Zelda: Breath of the Wild, Splatoon 2 (fondamentalmente un registro con qualche elemento in più), Mario Kart 8 deluxe (idem), qualche vecchio classico riproposto su Switch come Street Fighter 2 e Sonic, la nuova idea Arms e soprattutto i minigiochi di 1-2 Switch.

Prima però le cose importanti: la console è decisamente piacevole come design, i mini controller ovviamente non sono pensati per maratone di 30 ore, ma più come qualcosa che fa comodo se sei uno di quelli che ancora gioca con accanto un amico o se li usi per giochi che sfruttano i loro accelerometri — ma a questo ci arriveremo dopo. Il pad classico è abbastanza standard, mentre quello creato usando i due mini controller è abbastanza comodo, forse un po’ meno preciso come presa. L’unico fastidio sta nell’asimmetria dei due Joy-Con staccabili che invertono tasti e stick. Quando sono usati singolarmente nessun problema, ma quando vanno usati uno per mano lascia abbastanza perplessi.

La transizione tra tv e schermo è una piccola magia. Sappiamo tutti che è solo la sintesi di un tablet a cui stacchi e attacchi un cavo HD, ma giocare a Zelda sullo schermo e poi vederlo tra le mani scalda il cuore di chiunque ami questo mondo. Piccola nota: i giochi sono tendenzialmente a 1080p quando la console è collegata al dock e 720p sullo schermo del tablet, il che non cambia assolutamente niente come qualità visiva, visto che cambia anche la dimensione dello schermo.

Poco o nient’altro possiamo dire su Zelda, se non che sembra già avviato verso un futuro che lo porterà nell’olimpo di questo medium e che non vediamo l’ora di giocarlo e giudicarlo come si deve. Pochissimo si può dire di Super Mario Odissey, se non che le premesse open world da una parte spaventano, dall’altra ti sussurrano che forse sei di fronte alla prosecuzione di Mario 64 che aspettavi, pur con l’evidente dissonanza cognitiva di vederlo in un mondo reale. Ma poi in fondo quante volte Mario ti ha deluso?

Particolarmente carino si è rivelato Arms, una sorta di picchiaduro con visuale alle spalle che ricorda, con tutti i dovuti distinguo, le sfide di punch-out. Impersonando un lottatore dotato di arti allungabili dovremo sfidare il nostro avversario in un match a metà tra la boxe e la morra cinese. Tutto ovviamente viene controllato con i due stick, un po’ come si faceva col Wii. L’azione è molto intuitiva, basta estendere il braccio per vibrare un colpo, se si colpisce di lato parte una sorta di gancio, volendo si può anche parare o afferrare il nemico e ogni lottatore dispone di tre guantoni con effetti differenti. Potrebbe sembrare il classico gioco in cui mulinare pugni a caso, ma dietro al caos apparente si nascondono strategie sottili che devono essere applicate velocemente.

Non sarebbe il lancio di un nuovo hardware senza una collezione di minigiochi che ne dimostrano le potenzialità, quel compito è affidato a 1-2 Switch che sfruttano a pieno le nuove funzionalità dei Joy-con, soprattutto il suo sorprendente sistema di feedback chiamato Rumble HD. Il colpo di genio di questa carrellata di giochetti sta nello stravolgimento della prospettiva: per apprezzarli a volte non dovrete guardare lo schermo, ma il vostro avversario in carne e ossa. Questo a volte è divertente, come nel simulatore di duello del West, quello in cui dobbiamo prendere una katana tra le mani o imitare la posa del nostro avversario.

Poi c’è un titolo dedicato alla mungitura in cui due persone si guardano negli occhi eseguendo movimenti con la mano… abbastanza fraintendibili. Probabilmente uno dei momenti più imbarazzanti della mia storia di videogiocatore.

A margine, c’erano anche Street Fighter II, Sonic, Just Dance e altri titoli più e meno noti ad accompagnare il debutto. Altri invece sfruttano l’impressionante sistema di feedback del Joy-con per farci scassinare una cassaforte, in cui ruotando il polso lentamente si possono sentire i clic della serratura, o indovinando le sfere contenute in una scatola. Questo minigioco in particolare è assolutamente impressionante nel restituire le sensazioni di rotolamento delle biglie. Forse nessun altro titolo lo sfrutterà così bene, ma è comunque impressionante. Tra l’altro uno dei due controller ha una telecamera a infrarossi in grado di percepire distanza, forma e movimento di mani e oggetti, ad esempio i segni della morra cinese. Tuttavia, al momento, nessuna delle proposte sembrava sfruttare questa potenzialità.

Smaltita la sbornia di prove arriva il momento di tirare le somme: la qualità produttiva della console è fuori discussione, i materiali sono ottimi, lo schermo è brillante e ricco di dettagli, il feedback incredibile e la transizione tra gli schermi impeccabile. Restano però sul campo alcune perplessità legate alla line-up di lancio, al prezzo, al supporto delle terze parti e all’online. Al momento non sappiamo neppure se ci saranno app multimediali per Netflix o altri servizi simili, ma visto che su Wii U c’erano non disperiamo.

 

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