lunedì, Novembre 29, 2021

5 cose che possiamo (non) aspettarci da Legion

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Ragazzine, terroristi, creature immonde: nei fumetti della Marvel il corpo di David Haller ospita centinaia di personalità. Queste hanno poteri immensi – dal viaggio dal tempo alla telecinesi, passando per telepatia e pirocinesi –, tanto che se il giovane riuscisse a prenderne il completo possesso, sarebbe pressoché onnipotente. Legion, la serie ispirata a una delle figure più potenti e mentalmente instabili dell’universo degli X-Men, approda in televisione (negli Usa arriva l’8 febbraio, in Italia su Fox dal 13 febbraio), curata da uno sceneggiatore brillante, Noah Hawley (il suo Fargo ha vinto l’Emmy e vanta una valanga di nomination). I motivi per guardarlo abbondano, ma chi si aspetta l’ennesimo adattamento sugli X-Men, si sbaglia.

1. Lontano dai comics
Lo showrunner di Legion, Hawley, ha optato per non seguire le trame dell’originale cartaceo, bensì di concentrarsi sull’aspetto che riteneva più intrigante della storia di David: la sua umanità. Il personaggio che ci viene introdotto è un uomo a cui hanno diagnosticato la schizofrenia e che da quel momento ha vissuto rinchiuso in istituto: è ingenuo, curioso, come se dall’adolescenza non avesse mai preso le distanze. Per lui il tempo si è fermato, per questo quando lo incontriamo è alle prese con la sua prima cotta, un’emozione così forte che forse potrebbe far ripartire la sua vita. L’oggetto del suo interesse è Syd, una dei co-protagonisti originali creati, di nuovo, per rispettare la scelta di un approccio inedito. Non contate troppo sulla fonte (i fumetti).

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2. Dan Stevens: il folle
Una testa piena di voci che non fanno mai silenzio farebbe impazzire chiunque: nel caso di David la situazione è tanto più grave, perché metterlo in una situazione di stress equivale a fargli perdere il controllo e scatenare poteri equivalenti a un’arma di distruzione di massa. Haller è come l’incendiaria Charlie e la telecinetica Carrie di Stephen King messe assieme ad altre centinaia di individui con capacità fuori di questo mondo e… scarso equilibrio psichico.

Per un personaggio del genere urge, più che in altri frangenti, l’attore adatto: Stevens, britannico lanciato dal period Downton Abbey, mette sotto naftalina i panni del compunto e posato Matthew Crawley e si scatena: il volto è quello di un angelo, lo sguardo, i tic, i gesti nervosi e l’inflessione della voce quelli di un demone nevrotico. Anche se lo abbiamo già visto inquietante e sfuggente in The Guest, la sua interpretazione lascia allibiti.

3. L’attrice rivelazione
Era Simone Gerhardt, la femme fatale dalla messa in piega alla Farrah Fawcett figlia dell’efferato criminale Dodd della seconda stagione di Fargo. Rachel Keller, attrice emergente originaria del Minnesota dai lineamenti cesellati da Barbie, è una da tenere d’occhio, specialmente in Legion dove interpreta Syd, bionda afflitta dal destabilizzante potere di scambiarsi il corpo con chiunque tocchi. Non è un semplice foil, un personaggio concepito solo per fare da cartina tornasole al protagonista, lei è molto di più, la forza motrice che spinge Haller vengo una nuova direzione.

4. Effetti speciali
Rappresentare la realtà vacillante in cui è intrappolato David non è facile. Per renderla al pubblico, sono stati impiegati effetti speciali e movimenti di macchina concepiti per far provare allo spettatore quello che sperimenta il protagonista: il risultato sono riprese mozzafiato che indugiano sull’esplosione (letterale) dei poteri telecinetici, e la messa in scena di atmosfere allucinate e disturbanti che, almeno all’inizio, spiazzano.

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5. Quali X-Men?
Legion fa molto più che creare storie originali basate su un personaggio preesistente che offre infinite opportunità narrative: nonostante tra i produttori di riconoscono Bryan Singer e altri nomi noti agli estimatori dell’universo cinematografico degli X-Men, la serie se ne sgancia: potrebbe tranquillamente trattarsi della storia di un qualsiasi malato di mente che soffre di personalità multiple (e dotate di facoltà sovrumane). Per la scelta di focalizzarsi sulla follia e la sua rappresentazione, Legion non ricorda nessuna pellicola dedicata ai mutanti, nessuna produzione Marvel in generale e ben poco delle serie del panorama televisivo recente.

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