mercoledì, Dicembre 1, 2021

Bixi, la prova: un telecomando smart per aggiungere comandi gestuali

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Più piccolo di un dischetto da hockey, permette di controllare smartphone ed elettrodomestici smart con la sola imposizione delle mani

Prezzo: 79 dollari | Voto: 7 | Maggiori informazioni: Bixi

Gli ultimi anni hanno conosciuto un’accelerazione incredibile nel modo in cui la tecnologia è cambiata intorno a noi, eppure per interagire con smartphone, tablet ed elettrodomestici siamo ancora fermi a touchscreen e pulsanti (o alla voce, quando siamo fortunati). La startup francese Bluemint Labs vuole liberare tutti da questo peso con Bixi, un dischetto compatto capace di percepire i gesti di chi lo utilizza e trasformarli in comandi per il telefono e non solo.

Pensato come un telecomando da utilizzare sventolando le mani nell’aria, Bixi si collega allo smartphone Android o iOS via bluetooth; è quest’ultimo poi, tramite il software fornito dal produttore, a controllare a sua volta le app e gli elettrodomestici collegati allo stesso Wi-Fi. L’effetto però è magico: come al servizio del Mago Merlino o di un cavaliere Jedi, usando Bixi la luce si accende con un gesto, la musica dell’impianto Hi-Fi invade la stanza e — più prosaicamente — riceviamo le chiamate in vivavoce senza bisogno di toccare il telefono.

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Bixi si attiva con un tasto nascosto sotto la guaina in silicone che ne protegge i bordi, dopodiché rimane in questo stato per tutta la durata della carica (la nostra unità di test si è spenta dopo circa tre settimane, ma il produttore assicura che quelle definitive rimarranno attive fino a due mesi di fila). Per l’associazione tramite bluetooth basta seguire le semplici istruzioni sull’app, al termine delle quali è già possibile associare Bixi a due profili a scelta tra quelli disponibili.

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Allo stato attuale, Bixi può: rispondere o rifiutare le chiamate in arrivo sullo smartphone; replicare con un SMS preimpostato; riprodurre musica sul telefono; sfogliare pagine internet sul browser; avviare e interrompere le registrazioni sulle videocamere GoPro; gestire l’illuminazione delle lampadine Philips Hue e Lifx; controllare gli impianti audio Bose e infine navigare attraverso i sistemi di assistenza alla guida DriveMode e HudWay. Il produttore sta lavorando per ampliare le funzionalità di Bixi ed è previsto che anche gli sviluppatori esterni possano intervenire per ampliare la compatibilità del gadget attraverso l’aggiunta di nuovi moduli, ma anche in futuro sarà comunque possibile utilizzarne soltanto due contemporaneamente.

Effettuata questa scelta all’interno dell’app, l’aggeggio è pronto all’uso vero e proprio. Una fotocamera a infrarossi posta sotto la superficie rileva il movimento delle mani fino a una ventina di centimetri di distanza e possono percepire fino a sei comandi differenti: cinque vengono usati per controllare il gadget collegato e uno per cambiare profilo velocemente tra i due preimpostati all’interno dell’app. Una serie di LED montati sulla superficie indica l’avvenuta ricezione dei comandi, mentre quando la spia centrale si illumina di arancione vuol dire che il gesto va ripetuto.

Bixi in effetti è preciso nel rilevare i movimenti, ma richiede quasi altrettanta precisione nell’effettuarli; non capita raramente che i gesti effettuati di fretta o di sfuggita vengano ignorati o interpretati in modo errato, magari portando il volume dello smartphone al minimo anziché saltare una traccia musicale. Con un po’ di pratica però il tasso di errore diminuisce e Bixi si rivela divertente da usare. Tenerlo in auto è forse il modo più semplice di metterne a frutto le potenzialità — nell’abitacolo permette di navigare tra le funzioni del telefono senza neanche guardare lo schermo — ma anche il più banale. Il gadget infatti si integra col servizio di automazione cloud IFTTT e con le giuste ricette diventa una finestra sul futuro della casa connessa.

Il problema è che per un utilizzo avanzato cinque comandi a disposizione non sono molti; affinché Bixi dia il meglio di sé occorrerebbe scambiarne frequentemente i profili attivi all’interno dell’app e portarselo sempre appresso, oppure averne più di uno a disposizione. In realtà è esattamente questo uno degli scenari previsti dal produttore, ovvero assegnare a un solo smartphone un’intera flotta di Bixi — uno da tenere nell’abitacolo dell’auto, uno in ufficio, e magari un paio a casa.

Questo però pone un dilemma non da poco per i più attenti al portafogli: Bixi infatti è compatto, pratico e intelligente, ma il prezzo di 79 dollari al quale viene venduto va moltiplicato per le unità che si desidera acquistare; con due o tre ordini sul groppone, Bixi si trasforma rapidamente da curiosità a investimento, e l’ecosistema di app — attualmente ai minimi termini — da potenziale punto di forza del prodotto diventa una scommessa.

Wired
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