giovedì, Agosto 18, 2022

Smetto Quando Voglio — Masterclass: abbiamo provato in anteprima il videogioco ispirato al film

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Ottimizzato per smartphone, il videogame è giocabile anche con il mouseSfoglia gallery13 immagini

Smetto Quando Voglio VIdeogame Ottimizzato per smartphone, il videogame è giocabile anche con il mouse

Smetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Ottimizzato per smartphone, il videogame è giocabile anche con il mouseSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Ci sono 4 livelli diversiSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Per il gran finale, ambientato in una scena corale, si può scegliere che personaggio usareSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame In galera i nemici sono guardie carcerarieSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Il segmento su Bartolomeo si svolge in un campo rom e sono zingari e cammelli a dover essere evitatiSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame In strada sono i cristalli di meth e le prostituteSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Tra le pillole ci sono quelle più grandi con la S, è il SOPOX che sblocca gli aiutantiSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Gli aiutanti, come l’archeologo con il furgone, eliminano tutti i nemici e spianano la stradaSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame Nell’ultimo schema bisogna evitare le pasticche di velenoSmetto Quando Voglio VIdeogame
Smetto Quando Voglio VIdeogame In tipico stile 8bit bisogna resistere a ciò che il furgoncino nero getta fino a che lui non si schianta

Quand’è l’ultima volta che avete visto un videogioco tratto da un film italiano di successo? Ecco appunto. Ora che sta per uscire Smetto Quando Voglio — Masterclass, la promozione ha rilasciato anche un piccolo gioco in HTML5, niente più di un divertimento programmato al volo, in tre settimane, da Morbidware, ovvero Diego Sacchetti (lo stesso autore dell’imminente Ray Bibbia) con Matteo Corradini dei Pills (anche lui dietro a Ray Bibbia).

Smetto Quando Voglio, il videogame, è ovviamente un’opera di retrogaming modaiola e autoironica, dal gameplay elementare, ma le idee visive sono divertenti. Si gioca dal browser, è pensato per smartphone, ma tramite mouse lo si può giocare anche via computer. Appartiene alla categoria dei giochi di corsa perpetua: l’unico comando è quello per saltare (un po’ come Super Mario Run, ma meno sofisticato). In 4 livelli mette le caricature dei protagonisti a raccogliere pillole (nel film i protagonisti sono incaricati di individuare e far chiudere i produttori di smart drugs) ed evitare di schema in schema le proprie nemesi.

Pietro Zinni (Edoardo Leo) sta in carcere e deve evitare la polizia, Stefano Fresi sta in strada con il pellicciotto e deve evitare cristalli di meth ed escort e Libero De Rienzo nel campo rom evita i parenti violenti di sua moglie e il cammello sempre presente. Tra le pasticche, ne orbita una bonus: quella di Sopox (nel film è l’unica che non riescono a capire come sia realizzata), che sblocca gli aiutanti, cioè altri membri della banda che aiutano il personaggio ad avanzare (i latinisti armati di coltello, l’antropologo Sermonti con un fucile, o l’archeologo Paolo Calabrese con il furgone).

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Con un certo gusto per i cartelli da videogame a 8-bit (rigorosamente in inglese) e una musichetta in tono, il videogame di Smetto Quando Voglio è una stravaganza che non colpisce per sofisticazione (a meno che non consideriate che è stato realizzato in tre settimane, allora magari sì) quanto per come ben si inserisce nel progetto Smetto Quando Voglio: un film che diventa una saga che si allarga al fumetto e si diverte mascherandosi da videogame.

È assurdo che il modo in cui si approccia un film debba passare per un videogioco, ma se c’è qualcosa che lamentiamo al cinema italiano è proprio il suo non saper essere cinico quando si tratta di commercio, il non saper aggredire il mercato al pari degli americani, proponendosi come un’operazione commerciale, fiera di esserlo e soprattutto riuscita.
Mettere online un indie game modaiolo e ironico fa il paio con i video virali che la promozione del film ha diffuso (ce n’è uno fatto come i grandi meme di Un giorno in pretura che è fenomenale). Domani il film uscirà in sala e ognuno potrà decidere se sia o meno un’operazione riuscita (a noi è piaciuto), ma di certo finalmente sembra di intravedere una mentalità aggressiva e coerente.

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