venerdì, Agosto 19, 2022

Samsung Galaxy Gear S3, la prova

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Questo smartwatch è un’alternativa completa rispetto a quanto offerto dagli avversari. Ma Android Wear 2.0 è dietro l’angolo

Prezzo: 429 euro | Voto: 8 | Maggiori informazioni: Samsung

Samsung è l’unico tra i grandi produttori hi-tech a poter proporre con i propri smartwatch un’alternativa al sistema operativo Android Wear, e il Gear S3 è il dispositivo che per quest’anno porterà avanti l’ambiziosa offensiva della società: costruito sul sistema operativo Tizen, il gadget è diverso da tutti gli orologi Google in circolazione, con tutti i vantaggi (e i rischi) del caso. Per la casa coreana si tratta ovviamente del dispositivo indossabile definitivo: ci abbiamo passato qualche settimana per capire come si comporta anche rispetto alle alternative omologate al software Android.

Gear S3 in realtà si distingue dalla maggior parte dei gadget della concorrenza ancora prima di attivare lo schermo, per estetica e qualità costruttiva. Realizzato in acciaio inossidabile, lo smartwatch non ha paura di nulla: è dotato di certificazione IP68, resiste all’acqua e alla polvere, mentre la versione Frontier — quella che abbiamo provato noi — può sopportare urti, shock e torsioni come da standard militare MIL-STD 810G.

Certo, le dimensioni non sono contenute: tra il display da 1,3 pollici di diametro, la batteria da 380 mAh e tutte le altre componenti stipate nella cassa, sul polso Gear S3 si vede e si sente — spesso 12,9 millimetri e largo 49, pesa 57 grammi nella versione Classic o 62 nella versione Frontier. Per quanto elegante, non è di sicuro uno smartwatch discreto.

Anche il display AMOLED da 360 x 360 pixel è di qualità impeccabile e visualizza chiari e definiti tutti gli elementi del quadrante principale e delle singole app.

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Lo schermo si adatta a tutte le situazioni: gli angoli di visuale permettono di vederlo chiaramente anche di sfuggita, la luminosità regolabile su dieci livelli è adeguata all’utilizzo all’aperto e i tocchi sono riconosciuti sempre istantaneamente e senza alcun ritardo grazie al processore Exynos 7270 realizzato esplicitamente per i dispositivi indossabili e accompagnato da 768 MB di RAM.

Oltre al touch screen e al riconoscimento vocale, come su Gear S2 il sistema di navigazione principale all’interno dei menù dell’orologio è una ghiera che ruota lungo il bordo del quadrante: il meccanismo reagisce alle sollecitazioni più lievi così come alle spinte più sostenute, ma sempre restituendo un feedback talmente preciso che chi conosce a memoria la gerarchia dei menu del sistema potrebbe perfino navigarlo alla cieca. Per il resto, due tasti sul lato destro permettono di accedere al menu principale o di tornare indietro di una schermata.

Si impara in fretta a muoversi all’interno di Gear S3. Il quadrante principale è affiancato a sinistra dalle notifiche e a destra dai widget selezionati. Tra queste schermate si scorre rapidamente con la ghiera, mentre per interagire e aprire l’app corrispondente è sufficiente un tocco sullo schermo e per modificarne i contenuti o la posizione basta una pressione prolungata.

La sensazione che restituisce il sistema operativo dopo già poche ore d’uso è quella di un sistema coeso e intuitivo come spesso Android Wear non sa essere. L’interfaccia poi è tanto semplice da usare quanto personalizzabile a piacimento: chi vuole limitarsi a tenere sotto controllo le notifiche e poco altro può eliminare tutti i widget dalla circolazione e mantenere l’esperienza ordinata e priva di fronzoli; chi vuole dimenticarsi per sempre lo smartphone in tasca ed è disposto ad aguzzare la vista può invece trasformare S3 in un centro di comando per buttarsi nella stesura di sms, nella consultazione del calendario o nel controllo delle attività del giorno.

S3 in effetti è pensato per funzionare per quanto possibile anche in assenza dello smartphone: si collega in Wi-Fi al router per sincronizzare le notifiche del telefono quando quest’ultimo non è raggiungibile, e le app disponibili per l’orologio possono essere installate ed eseguite dal quadrante. Perfino le chiamate sono effettuabili dal polso grazie a un non troppo potente altoparlante integrato e al microfono, anche se in quest’ultimo caso il collegamento bluetooth con lo smartphone è necessario.

Il gadget è anche un valido fitness tracker. Accelerometri, barometro, sensore per il battito cardiaco e antenna GPS lavorano insieme per fornire informazioni dettagliate alla piattaforma S Health che tiene traccia di tutto quanto succede al nostro corpo nel corso della giornata: le statistiche su calorie bruciate, ore di esercizio, piani di scale e qualità del sonno sono tutte a disposizione sia sull’app per smartphone che sul quadrante dell’orologio.

La durata della batteria inoltre è soddisfacente: certo, con il display sempre acceso, il Wi-Fi connesso e il GPS attivato senza pause l’autonomia di S3 si riduce sensibilmente, ma in ogni caso si supera tranquillamente la giornata intera. Considerando che per una carica completa a Gear S3 bastano meno di un’ora e che in una ventina di minuti si ottengono svariate ore di funzionamento extra, non è difficile trovare un attimo di pausa nel corso della giornata per tenere il gadget sempre funzionante.

S3 insomma include all’acquisto tutte le funzioni che si potrebbero desiderare da uno smartwatch di questo genere — dall’essenziale tracking degli esercizi, alla lettura delle notizie — e chi vuole espanderne le funzionalità può accedere allo store Samsung dedicato alle app e ai contenuti aggiuntivi. Qui però il sistema operativo Tizen mostra dei limiti: i quadranti alternativi creati da Samsung o dagli utenti della comunità sono numerosi e vari, ma per quel che riguarda le app non c’è tutta questa varietà. L’app di Uber ad esempio è impressionante e funzionale, così come la cartografia di HeRe WeGo che permette di navigare in bici o a piedi senza smartphone, ma si tratta una manciata di esempi che su Android Wear hanno alternative di pari valore o più interessanti.

Proprio il confronto con Android Wear resta centrale per posizionare Gear S3 nel panorama degli smartwatch avanzati: svilupparsi da sola il proprio sistema operativo ha dato modo a Samsung di costruirsi il suo gadget come ha voluto, e la ghiera rotante che contraddistingue l’orologio — un sistema di controllo sorprendentemente accurato e facile da usare — ne è un fulgido esempio. Di contro però anche Android Wear si sta evolvendo e implementerà presto nuove funzionalità (come la possibilità di eseguire app dallo smartwatch, che S3 già può vantare), mantenendo un vantaggio rispetto a Tizen nel parco software. Affinché il sistema operativo rimanga competitivo è importante che la casa coreana prosegua lo sforzo per mantenere vitale il suo ecosistema di sviluppatori e app: solo così Gear S3 manterrà anche nei mesi a venire il posto che si è conquistato tra gli smartwatch più originali e completi sulla piazza.

Wired
Funziona anche con iOS.

Tired
Mancano ancora app fondamentali come WhatsApp e Messenger.

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