martedì, Agosto 16, 2022

È strano che il papa si occupi dei licenziamenti di Sky?

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Nella sua udienza generale di oggi papa Francesco ha rivolto un pensiero speciale ai lavoratori di Sky Italia, esprimendo l’auspicio che “la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie“. Il riferimento è al piano di riorganizzazione annunciato nei mesi scorsi da Sky Italia, che ha deciso un piano di licenziamenti e il trasferimento della all news SkyTg24 da Roma a Milano.

(Foto: Andrea Franceschini/Getty Images)(Foto: Andrea Franceschini/Getty Images)

Bergoglio è tornato dunque oggi su un tema a lui caro come quello dell’occupazione, affermando che chi toglie il lavoro all’uomo “fa un peccato gravissimo“, soprattutto se alla luce di “manovre economiche e negoziati poco chiari“: anche qui il riferimento sembra chiaro alla vicenda di Sky che, nonostante un periodo particolarmente favorevole per i conti della pay tv, ha varato il ridimensionamento.

Quella che il Papa bolla come “ipocrisia” da altri è vista come un adeguarsi alle regole del mercato, e in effetti queste sono state le motivazioni dei vertici della tv di Murdoch, la quale peraltro sta affrontando una riorganizzazione a livello globale (tramite le società Sky plc e 21rst Century Fox), osteggiata ad esempio anche dall’Autorità per le telecomunicazioni inglesi.

Ma lì la preoccupazione è che il mercato risenta delle conseguenze di un colosso delle telecomunicazioni ancora più strettamente sotto l’orbita personale di Rupert Murdoch, che nel Regno Unito controllerebbe direttamente anche il canale Sky News oltre ai suoi diffusissimi tabloid.

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Qui invece ci si preoccupa dell’emergenza di cose più concrete, come il futuro dei dipendenti, anche se il marchio moralistico imposto dal discorso del pontefice pare piuttosto inedito.

sky-italia

Si è mai visto un Papa occuparsi delle vicende di un’azienda in particolare? Forse un precedente si può trovare con l’Ilva di Taranto, anche se lì la notizia aveva risonanze che toccavano  la salute pubblica e un comportamento evidentemente scellerato da parte di chi negli anni aveva gestito gli impianti. Ora papa Francesco torna a occuparsi di una realtà italiana i cui lavoratori sono penalizzati.

La battaglia dei giornalisti di Sky, che nelle scorse settimane hanno anche realizzato alcune giornate di sciopero per manifestare il proprio dissenso, trova nell’intervento papale un’arma a doppio taglio: da una parte assume una risonanza di sicuro ingigantita, che probabilmente farà bene alla lotta contro provvedimenti destabilizzanti e immotivati; dall’altra potrebbe sembrare l’ennesima riprova di un’ingerenza vaticana nei fatti del Paese.

Ma se, come in questo caso, l’ingerenza serve a difendere principi sacrosanti come il lavoro e la dignità della persona, potrebbe essere la benvenuta. Anche se la domanda resta: quanto è scollata rispetto a come funziona il mercato economico là fuori?

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