giovedì, Agosto 18, 2022

I miti sulle allergie stagionali

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Anche altri primati, come questo macaco giapponese, possono soffrire di raffreddore da fiene (foto: Buddhika Weerasinghe/Getty Images)Anche altri primati, come questo macaco giapponese, possono soffrire di raffreddore da fieno (foto: Buddhika Weerasinghe/Getty Images)

Sta arrivando la primavera e non vediamo l’ora di passare più tempo all’aria aperta, ma chi soffre di allergie stagionali deve prepararsi al solito calvario. Fino all’autunno inoltrato le piante di cui siamo circondati cominceranno a produrre e a disperdere il loro pollini, ma a causa di specifiche proteine che contengono il sistema immunitario di alcune persone reagisce come se si trattasse di una minaccia. Naso che cola e congiuntiviti diventano all’ordine del giorno e nei casi più gravi l’allergia ai pollini può diventare una condizione debilitante. Nonostante le cause e i possibili rimedi per alleviare i sintomi siano noti da tempo, circolano ancora diversi miti e fraintendimenti relativi a questo tipo di allergie: ecco alcuni dei più diffuse.

1. Se non hai avuto allergie da bambino, non sei necessariamente in salvo
Le allergie hanno una forte componente genetica, in altre parole da genitori predisposti alle allergie è facile che nascano figli altrettanto suscettibili, ma non si può dire con certezza quando colpiranno i primi sintomi. Esiste uno studio piuttosto famoso che ha seguito per 23 anni un gruppo di universitari: da matricole molti studenti non avevano ancora nessun sintomo, ma già risultavano positivi ai test allergologici. Alla fine dello studio era però chiaro che i soggetti che risultavano predisposti, benché asintomatici, erano a maggior rischio di sviluppare condizioni allergiche in seguito, e il rischio aumentava nel tempo. Allo stesso tempo non è detto che i sintomi allergici che si manifestano nei bambini rimangano gli stessi per tutta la vita: in alcune persone una certa allergia sembra scomparire col tempo, almeno dal punto di vista sintomatico, ma non è chiaro come si sviluppi questa tolleranza.

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2. Non tutti i fiori sono vostri nemici
Se siete allergici è improbabile che siano le rose o i tulipani del vostro vicino a causare i vostri starnuti, e potreste farvi un bel regalo accogliendo in casa un’orchidea. Come regola generale il polline con cui ci capita di venire in contatto è trasportato dal vento ed è prodotto da fiori scarsamente appariscenti, mentre i grandi fiori colorati che attirano i nostri occhi attirano anche gli insetti, che si fanno carico di trasportarne il polline troppo pesante per il vento. Possono esistere eccezioni a questo principio di base, ma il punto è che non è necessario rinunciare a un balcone o a un giardino fiorito se si è allergici: a questo link per esempio trovate qualche consiglio della American Academy of Allergy Ashtma & Immunology.

3. La bufala del miele che cura le allergie
Tra i vari superpoteri attribuiti al miele c’è quello di far sviluppare magicamente una tolleranza alle persone allergiche. Il miele infatti contiene pollini, e la teoria vorrebbe che consumare l’alimento (meglio se a chilometro zero) aiuti a immunizzarci contro i pollini che incontreremo più avanti nella stagione. Secondo i sostenitori il principio sarebbe lo stesso dell’immunoterapia, una specie di vaccino contro le allergie in cui il paziente viene esposto all’allergene in quantità via via maggiore, cercando di desensibilizzare il sistema immunitario senza scatenare reazioni allergiche. Ma come detto i pollini che maneggiano le api e che finiscono nel nostro miele, non sono gli stessi ai quali siamo esposti, e il metodo infatti è totalmente privo di prove di efficacia, oltre che di basi.

4. Alla larga dalla medicina alternativa
Alcuni potrebbero pensare che qualcosa come il raffreddore da fieno sia più una scocciatura che altro, ma la realtà è che questo tipo di allergie sono ben più che un fastidio passeggero. L’unica terapia efficace attualmente conosciuta è la già citata immunoterapia, che se correttamente eseguita da specialisti può risolvere molte condizioni. Oltre a questa esistono poi alcuni farmaci efficaci sui sintomi. Questo non dissuade i promotori delle cosiddette medicine alternative (ora complementari/integrate) dal proporre ai pazienti in cerca di aiuto rimedi assolutamente inutili sia per il trattamento che per la prevenzione delle allergie (e in verità anche per tutto il resto). Altrettanto privi di senso sono i test diagnostici alternativi che vengono proposti ai malcapitati, per esempio il demenziale Vega Test.

5. E l’ozonizzatore? Soldi buttati…
L’ozono è una molecola molto reattiva, quindi si pensa che un generatore di ozono possa essere un buon igienizzante per l’aria e un buon alleato contro le allergie. Purtroppo tutto quello che fanno questi dispositivi è, nella migliore delle ipotesi, farci sentire un odore che associamo al pulito: sono del tutto inefficaci come disinfettanti dell’aria. Come spiega l’Epa, l’ozono ci fa comodo nella stratosfera perché filtra alcune dannose radiazioni, ma non è molto desiderabile nell’aria che respiriamo. I generatori di ozono naturalmente non dovrebbero produrne abbastanza da superare i limiti di legge, ma a queste basse concentrazioni diventa praticamente innocuo anche per i virus e i batteri che si vorrebbero eliminare. L’ozonizzatore, inoltre, non può assolutamente rimuovere dall’aria polline, polvere, spore fungine e altre particelle che causano allergie. Come se non bastasse, spiega sempre l’Epa, è comunque possibile che un normale ozonizzatore possa accumulare nei locali concentrazioni non salutari del gas, anche diverse volte oltre i limiti consentiti.

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