lunedì, Aprile 22, 2024

Mass Effect: Andromeda, la prova

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Prezzo: 64,90 euro | Voto: 7,5
Per maggiori informazioni: Mass Effect: Andromeda

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Mass Effect: Andromeda Un wallpaper del gioco (Foto: Electronic Arts)

Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Un wallpaper del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)Mass Effect: Andromeda
Mass Effect: Andromeda Uno screenshot del gioco (Foto: Electronic Arts)

Ci sono una nuova galassia da esplorare, una razza aliena da combattere e un po’ di compagni della ciurma con cui fare sesso. Reinventare senza stravolgere è il mantra seguito dagli sviluppatori di BioWare di fronte a una sfida titanica, cioè rilanciare una saga che ha fatto la storia dei videogame ed è stata amata come poche altre. Mass Effect: Andromeda è la loro risposta, e diciamolo subito: non regge il confronto con le avventure del comandante Shepard. Ma nel complesso si difende con onore.

Rispetto alla trilogia di Mass Effect (2007-2012) siamo 634 anni nel futuro. La missione: scoprire mondi abitabili dall’altra parte del cosmo. Si passa così dagli ambienti dell’astronave, la Tempest, alla superficie dei pianeti che incontriamo navigando. Tutto nuovo, ma al tempo stesso tutto familiare, per i fan della saga, e infatti il senso di déjà vu è inevitabile. Per quanto vasti e suggestivi, i pianeti non sono particolarmente numerosi, offrono poco da vedere e tendono a ripetersi, gran parte delle razze aliene sono già note, e ci ritroviamo ancora una volta di fronte ad antichi manufatti di una civiltà tecnologicamente avanzatissima e ormai scomparsa eccetera eccetera.

L’avventura parte bene: i vari pezzi del puzzle sono messi in campo con ritmo serrato e il primo pianeta che visitiamo ha già un certo fascino. Poi però la tensione rallenta e occorrono alcune ore prima che Andromeda decolli sul serio. A conti fatti, nonostante lo scopo non proprio decorativo della missione (siamo l’ultima speranza dell’umanità o giù di lì), le nostre imprese hanno un respiro meno epico e un minore senso d’urgenza rispetto a quelle dell’era Shepard, ma hanno comunque una loro ragion d’essere.

Il vero tallone d’Achille, per un gioco che punta molto sulla trama e sul cast, sono i personaggi comprimari. Ci eravamo abituati a personalità sfaccettate e carismatiche, capaci di coinvolgere dal punto di vista emotivo: le new entry non ci si avvicinano nemmeno da lontano. È un po’ uno spreco, anche perché il nuovo sistema di interazione si basa su risposte “emotive” — una scelta interessante — ed è stata eliminata la dicotomia buono/cattivo (paragon/renegade) in favore di scelte più sfumate. Sarebbe stato bello poterle sperimentare a fronte di comprimari meno insipidi e dialoghi più ispirati: ci sono momenti davvero imbarazzanti.

Andromeda dà il meglio di sé quando si tratta di combattere. Dalla filosofia “copriti e spara”, si è passati a scontri molto dinamici: il jetpack consente grande mobilità d’azione e il sistema di copertura automatica funziona piuttosto bene. Inoltre, la possibilità di ridistribuire a piacimento le varie abilità, senza dover rispettare un albero d’evoluzione rigido, offre varianti tattico/strategiche interessanti. Peccato che l’intelligenza artificiale sia deficitaria, nei nemici come nei compagni, e che l’interfaccia sia farraginosa come da tradizione della serie. Cambiare arma senza parolacce è una sfida nella sfida.

Piaccia o non piaccia l’impostazione generale del gioco, sul fronte tecnico è difficile obiettare: Andromeda non è impeccabile, anzi. Le animazioni a volte sono impresentabili, soprattutto quelle dei volti, le glitch abbondano e ci sono texture che fanno pop up durante i dialoghi. Problemi che non minano l’esperienza generale, ma che infastidiscono e a volte fanno saltare l’immersione. È ingiusto attendersi la perfezione assoluta in giochi di queste dimensioni, però qui siamo un po’ oltre le sbavature occasionali, e poi stiamo pur sempre parlando di un costoso titolo tripla A sviluppato da gente con un blasone. Arriveranno le patch, già annunciate, ma sarebbe stato meglio risolvere prima, piuttosto che mettere le toppe dopo.

Mass Effect: Andromeda si conferma vasto e ambizioso, come è doveroso che fosse. Ma, per quanto ci abbiano provato, i fasti della trilogia originale restano lontani: i difetti più o meno veniali e i momenti che girano a vuoto non gli permettono di reggere le aspettative gigantesche che si portava dietro. Resta comunque una space opera godibile, se non proprio memorabile, e gli amanti del genere avranno di che divertirsi.

Wired
Il feeling delle armi; il multiplayer è solido e rappresenta un bel diversivo.

Tired
La qualità della scrittura è altalenante a dir poco; le missioni secondarie sono spesso banalotte.

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