mercoledì, Aprile 24, 2024

I 10 futuri rétro del cinema di fantascienza

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Esiste il retrofuturo, cioè l’inserimento di elementi tecnologicamente avanzati nel passato per creare una forma di fantascienza d’epoca, ed esiste il futuro rétro, cioè una forma strana di previsione fantascientifica che immagina quello che a tutti gli effetti è un periodo futuro a partire da moda e design di un tempo passato. Essere avanti ma apparire indietro. Una dinamica che, considerata la potenza crescente della rétro mania, non stupisce nemmeno troppo né sembra eccessivamente implausibile. Con l’uscita in sala di Ghost In The Shell anche gli anni ‘90 accedono alle categorie del futuro rétro. Il film in live action con Scarlett Johansson nei panni del Maggiore presenta infatti quello che a tutti gli effetti è il futuro ma connotato da design, moda e tecnologia degli anni ‘90 (cioè gli anni in cui era nato il design cui il film si ispira).

Una forma di futuro rétro vicinissimo eppure già andato, già nostalgico e come tutti i futuri rétro, anacronistico con stile.

Sempre più potente e più invadente (tra poco arriva anche Blade Runner 2049), il futuro rétro è una realtà con cui venire a patti e per questo abbiamo stilato questa classifica dei dieci futuri rétro più strani, sorprendenti e originali.

10. Daybreakers – L’Ultimo Vampiro
Non è un film di fantascienza ma uno ambientato in un futuro vicino, il 2019, in cui il mondo è stato colonizzato dai vampiri, o meglio in cui l’umanità è diventata a maggioranza vampiro e come tale si è organizzata.

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La città funziona di notte mentre di giorno ogni mezzo o palazzo filtra la luce del giorno, i chioschi vendono sangue e tutti i ritmi lavorativi sono in tono.
Eppure ogni cosa appare tra gli anni ‘50 e ‘60 a partire dalla moda per finire con gli interni e anche con l’uso salvifico delle campagne, come capitava nei noir anni ‘50.
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9. La città dei bambini perduti
Siamo nello steampunk puro, solo che stranamente non parliamo di una storia ambientata nell’800. Jean-Pierre Jeunet fonda qui il suo immaginario tra futuro, passato e fumetto, in cui tutto appare d’epoca anche quando, come in questo caso, è ambientato domani.
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8. Dark City
Non ci sono dubbi che da un certo punto in poi siano stati gli anni ‘40 l’epoca da cui la fantascienza rétro ha più attinto. Quello stile visivo da Hollywood degli anni d’oro, da noir, investigatori e un senso del romanticismo disperato si sposa infatti benissimo con la distopia di un futuro in cui la tecnologia ha soppresso l’umanità.
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7. Brazil
Nessuno ha mai fatto qualcosa come Brazil. Nel futuro da Grande Fratello che Gilliam ha immaginato la vita è un inferno burocratico da primi novecento, degno di Kafka e popolato di tecnologie che sembrano provenire dal nostro passato, vessata da regimi e organizzazioni sociali tipiche della distopia. Oltre la dittatura e più vicino al controllo volontario delle masse, inquadrate, annullate e ammansite dalla tecnologia.
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6. Agente Lemmy Caution: missione Alphaville
È il papà di tutti i futuri rétro al cinema e come tale è molto più ingenuo dei propri figli. La verità è che Jean-Luc Godard era talmente innamorato dell’estetica noir, delle sue trame e del modo in cui quei film americani erano messi in scena, da infilare investigatori e impermeabili ovunque. Sembrava allora quasi naturale che pure in un film che parla di futuri e di intelligenze artificiali ci fosse un investigatore con voce fuoricampo.
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5. Dune
Il disastroso e a suo modo anche magnifico film che David Lynch ha tratto dai romanzi di Herbert mette in un futuro galattico, in cui le distanze tra pianeti si colmano senza problemi, una società che somiglia a quella zarista di fine ‘800, fatta di casati, nobili, eredi e ciambellani.
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4. Mad Max
All’inizio, in Interceptor, era puro spirito punk indipendente. Cinema a costo bassissimo che per fare fantascienza invece di aggiungere (palazzi, scenari, design, interni,costumi) sottraeva. Niente di niente, solo le badlands australiane e le macchine modificate, nel futuro non è rimasto altro che criminali che infestano la vita delle persone e il culto della benzina. Dopo, con il secondo e il terzo film, quell’universo si è strutturato in una sorta di Dieselpunk, un futuro a base di benzina con tecnologie povere e un immaginario tribale. L’ultimo film, Fury Road, per il fatto di recuperare quell’immaginario lì 20 anni dopo, è diventato subito rétro.
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3. Gattaca
Uno degli esempi più significativi di futuro rétro, non tanto per l’epoca scelta (sempre gli anni ‘40), ma per la pervasività della maniera in cui questa contamina la storia, gli ambienti e le persone. Tutto è in stile, tutto sembra rimandare a ieri quando in realtà si svolge domani. Anche l’eugenetica della trama.
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2. Blade Runner
Il re di tutti i futuri rétro, il più riuscito, il più influente e il più celebrato. “Ho fatto un film ambientato domani che sembra girato ieri” dice Scott. Ogni elemento di Blade Runner fonde anni ‘40 e futuro. Dai palazzi al genere (è un noir puro), dalla musica sintetica ma anche jazz, dagli impermeabili ma dal design futuro fino al whiskey e la pioggia nella città vista dai bassifondi.
Il singolo film che ha convinto tutti che il futuro rétro aveva molto senso, e poteva con la sua implausibile falsità suggerire qualcosa di più forte del solo futuro.
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1. Rogue One
In cima alla lista c’è questo film uscito da poco invece che il capolavoro di Ridley Scott per un motivo molto semplice: perché è il primo e l’unico in cui il futuro è rétro per un motivo. In Rogue One tutto è anni ‘70 per continuità con un altro film (Episodio IV) che anni ‘70 lo era davvero e non riusciva a svincolare il suo design dalla moda dell’epoca. Una volta tanto il cinema rétro data tutto per stare al passo con se stesso, una visione del remake o del sequel o del prequel (a seconda del punto da cui lo si guarda) a suo modo rivoluzionaria.
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