mercoledì, Giugno 29, 2022

James Dyson Award 2017: a caccia di giovani talenti

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James Dyson Award

L’anno scorso è toccato a Isis Shiffer, ideatrice di EcoHelmet. Un caschetto di carta pieghevole per la bici che utilizza una configurazione esclusiva a nido d’ape per proteggere la testa dagli impatti e si piega fino a diventare piatto quando non lo si usa. Per quest’anno, invece, la sfida è ancora apertissima. E per conoscere l’esito bisognerà aspettare il 26 ottobre. Quando sarà annunciato il vincitore internazionale della quattordicesima edizione del James Dyson Award 2017, un premio che si svolge in 23 paesi di tutto il mondo ed è aperto agli studenti universitari e ai neolaureati in product design, design industriale e ingegneria: l’obiettivo è incoraggiare e finanziare i giovani talenti che sfornano idee innovative per risolvere problemi reali. Un tema da sempre centrale nel business di Dyson, azienda tecnologica di portata mondiale che fa di ricerca, sviluppo e innovazione i suoi punti di forza.

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“Solitamente esiste una soluzione a ogni problema”, ha raccontato James Dyson, fondatore dell’azienda.

“Designer e ingegneri sfidano le convenzioni e hanno idee brillanti: il James Dyson Award ricerca soluzioni di progettazione semplici ma di livello e che abbiano il potenziale di suscitare un impatto rilevante sulla società. Ogni anno sono stupito dalle idee che riceviamo, e mi aspetto che il numero di iscrizioni cresca ulteriormente anche in questa edizione”. Sono diversi e importanti i temi toccati dai partecipanti ai concorsi negli anni precedenti: lo sfruttamento eccessivo della pesca, il trasporto di vaccini nei paesi in via di sviluppo, lo spreco globale di cibo e il tasso di mortalità prematura dei neonati.

Al vincitore internazionale andrà un riconoscimento di circa 42mila euro (più 7mila per la sua facoltà universitaria); saranno premiati, inoltre, anche i vincitori di ogni singola nazione, che riceveranno circa 2.800 euro a testa.

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Per il nostro Paese, lo scorso anno è stata premiata Eleonora Pesce, studentessa alla Università Iuav di Venezia e inventrice di Remove, un sistema antigravitazionale per l’allenamento e la riabilitazione degli arti inferiori: nato dall’osservazione della mobilità dei bambini e dal modo in cui apprendono a camminare, il dispositivo si adatta alle esigenze di quanti, anziani e pazienti post-traumatici, hanno bisogno di un supporto per la deambulazione e per gli allenamenti. “Vincere l’edizione nazionale del James Dyson Award”, ha raccontato Pesce, “mi è servito a progredire nel progetto e a catalizzare l’interesse di potenziali investitori e referenti del settore. Dopo il premio ho avuto la possibilità di partecipare, con il progetto Remove, a una competizione locale di design alla quale mi sono classificata terza e che mi ha consentito di entrare in contatto con un’impresa del territorio impegnata nel settore dei dispositivi medicali per disabili. In questo momento è al vaglio un avanzamento ulteriore del progetto”. Per questa edizione, la giuria che valuterà i progetti italiani sarà composta da personalità di primo livello del mondo dell’innovazione e della tecnologia: da Massimo Temporelli, innovatore, divulgatore e co-fondatore di TheFabLab, a Layla Pavone, amministratore delegato per l’Industry Innovation di Digital Magics, a Luciano Galimberti, presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale.

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